lunedì 19 maggio 2008

A proposito di certi ecclesiastici che cedono alle lusinghe del Cammino...

Nota: il testo qui sotto è stato scritto a maggio 2007, quando tra certi neocatecumenali correva voce di un rinnovo imminente degli Statuti, anche se magari solo nuovamente "ad experimentum". Ovviamente, nulla di tutto ciò è avvenuto.

Al contrario, una volta scaduti gli Statuti "ad experimentum", abbiamo visto la gerarchia cattolica tornare ad esprimersi contro il Cammino (cfr. i casi di Clemens, Medina Estévez, Cipriani Thorne...), dopo il periodo di silenzio dal 2002 al 2007.

Tale "silenzio" dunque non era dovuto a un miglioramento del Cammino, ma solo all'attesa degli sviluppi.


Caro fratello,

non so se esistano gli estremi giuridici canonici per dire che non va rinnovato (nuovamente ad experimentum) lo Statuto.

Il problema non è quante sperimentazioni vengono concesse, ma il loro risultato pratico.

Voglio dire che un rinnovo "ad experimentum" dello Statuto per altri 5-10-25 anni giuridicamente non cambia le carte in tavola.

Kiko e Carmen lo sanno bene e per questo devono ricorrere ai mezzucci "mediatici" (500 vocazioni, Family Day, ecc.ecc.)

E ricorrere anche alle menzogne (diranno che la Chiesa ha rinnovato l'experimentum perché sarebbero stati fatti dei "passi avanti", il che sappiamo bene che non è vero, perché la lettera di Arinze e quella dei vescovi della Terrasanta e tutto il resto dimostra che i passi sono in realtà dei "passi indietro").

Purtroppo lo Statuto ha avuto come peggior risultato pratico il far cessare delle critiche scritte ed esplicite dei vescovi italiani (l'ultimo è stato Bommarito, avvento 2001).

La critica dei vescovi della Terrasanta è all'acqua di rose, se confrontata a ciò che scrisse mons.Foresti nel 1986 o ciò che scrisse mons.Bommarito nel 2001.

Tutto ciò che possiamo fare noialtri "formichine" è continuare a lavorare, nel nostro piccolo, affinché nella Chiesa cattolica si discuta, si parli, si ragioni, di tutte le pecche del Cammino.

Nel peggiore dei casi sarà anzitutto un'occasione per ricordare i dogmi della Chiesa, la maestosità della liturgia e dei sacramenti, l'obbedienza al Pontefice, la necessità di farsi vagliare dal successore di Pietro e dai vescovi uniti con lui...

Questo "tam-tam" che parte "dal basso" finirà a poco a poco alle orecchie di vicari generali, responsabili della pastorale, segretari dei vescovi... sarà il passaparola nei corridoi delle curie, la curiosità dei canonici della cattedrale, ecc... fino ad entrare nel passaparola nei corridoi dei vescovi, anche di quelli "sotto ricatto" (o "comprati") dal Cammino.

Qualche ecclesiastico comincerà a chiedersi: "mi conviene ancora chiudere non uno ma due occhi sul Cammino?"

Così, anche gli ecclesiastici più insipidi potrebbero cominciare a ostacolare il Cammino difendendosi con: "ma ormai lo sanno tutti che il Cammino è una setta eretica, non posso compromettermi con i neocatecumenali".

E quella viltà clericale, grazie alla quale il Cammino oggi prospera ancora, si ritorcerà finalmente contro i neocatecumenali.

"Lo sanno tutti". Ecco il punto di arrivo: far prendere coscienza del problema a quanti più cattolici è possibile (e soprattutto agli ecclesiastici dall'ultimo dei parroci in poi).

Il resto verrà da sé, poiché sarà lo Spirito Santo a far "cambiare direzione" alla viltà di certi ecclesiastici.

Noi combattiamo con le "armi" giuste, e cioè difendendo la Tradizione della Chiesa, seguendone il Magistero, fermi nell'obbedienza al Papa, successore di Pietro, anche nel caso di avere un Papa che non ci va a genio.

Prima che la voglia di sanare un cancro della Chiesa, ci muove l'urgente necessità di salvare le anime nostre e quelle dei neocatecumenali, per quanto ci è possibile nel nostro piccolo.