martedì 27 maggio 2008

Disobbedienze, abusi liturgici, eresie: non possono venire da Dio

Questa pagina di intervento era stata pubblicata a dicembre 2006.

Mi assicurano che il Cammino non è destinato ad essere condannato come eretico così come merita; finché vive Papa Benedetto XVI, i neocatecumenali cercheranno di ottenere altri rinvii, in attesa di un Papa più malleabile. Ma purtroppo non saranno fermati, perché hanno letteralmente comprato un discreto numero di prelati e cardinali, che fanno e faranno pressioni in misura che non possiamo neppure immaginare. Da papa Benedetto XVI ovviamente non otterranno granché (ricordiamo che uno dei primi atti del suo pontificato è stata la strigliata sulla liturgia fatta mandare dal cardinale Arinze).

In altri tempi, con una Chiesa meno malata di quella attuale, il Cammino sarebbe già stato condannato come eretico. Ma in questi ultimi decenni le voci serie vengono silenziate, emarginate, dimenticate. Non sono stati i neocatecumenali a condannare all'oblio un teologo affidabile come padre Zoffoli, non sono stati i neocatecumenali a cancellare monsignor Landucci. Sono stati i cosiddetti "progressisti", quelli che hanno inondato la Chiesa delle proprie manie esotiche spacciandole per "spirito del concilio" (lo stesso errore di Kiko e Carmen: la loro personalissima interpretazione religiosa viene continuamente e falsamente spacciata per cattolica).

Il piano di Kiko e Carmen è diabolico, poiché stanno riuscendo in un'impresa che va molto al di là delle forze umane. Quando un'impresa è enormemente superiore rispetto alle più grandi capacità umane che possiamo immaginare, allora non ci sono alternative: o viene da Dio o viene dal demonio. Ed il Cammino Neocatecumenale con tutta evidenza non viene da Dio.


In queste ultime settimane ho saputo che due diversi sacerdoti che stimo molto (un religioso ed un diocesano) hanno utilizzato in tempi molto recenti diversi libri di padre Zoffoli per i propri studi (l'uno per una pubblicazione, e l'altro per la sua tesi di dottorato).

Il primo mi ha detto che padre Zoffoli è uno dei pochi teologi "di retta dottrina" di questi anni; il secondo me lo ha definito "una miniera di cose buone".

È un piacere per me avere due conferme così significative. Purtroppo, nelle facoltà teologiche, le mode dei teologi vanno e vengono; tra i tanti "famosi e rinomati" non c'è padre Zoffoli, anche se i più ferrati lo conoscono e lo apprezzano (cosa di cui ho avuto personalmente queste altre due conferme che condivido con voi stasera).

Ai due ho parlato anche del caso dei neocatecumenali. Sapevano che padre Zoffoli aveva scritto anche su di loro (pur non avendone letto: per loro padre Zoffoli è un "teologo serio", che "non dice le cose a metà"). Ed ovviamente hanno espresso un giudizio sui neocatecumenali in sintonia con quanto discutiamo qui sopra.

Il primo li definisce senza mezzi termini "eresia"; per confrontarmi con lui gli ho chiesto cosa ne pensasse allora della buona fede dei neocatecumenali di livello più basso, ed anche lui è convinto del fatto che questi ultimi vengono presi con l'inganno.

Il secondo, al solo sentire il termine "neocatecumenali", ha fatto una smorfia di disgusto e dolore tanto difficile a descrivere quanto significativa a vedersi.


Rispondo ad Emanuele: non mistificare le mie parole; non avevo scritto da nessuna parte che Kiko, il 3 giugno 2006, avesse parlato a nome di tutti i movimenti.

Del resto, il discorso di Kiko del 3 giugno è fin troppo chiaro: «ecco la missione del Cammino Neocatecumenale».

Ho letto e riletto (e ancora riletto e meditato) quel discorso di Kiko, prima di mandare l'articolo al sito "Verità sul Cammino Neocatecumenale".

Non ho bisogno di mentire per sostenere la mia posizione. Bastano le parole di Kiko stesso.

Parole che pesano non come pietre, ma come macigni. Kiko il visionario sapeva bene cosa stava per dire e a chi stava per parlare.

A mia memoria, è la prima volta in assoluto che un leader di un movimento si lamenti pubblicamente dal Papa, insultando i vescovi che "non capiscono", per giunta in un'occasione importante come quella, davanti a tutta quella gente, e per di più parlando di "necessità".

Altri si sono lamentati genericamente di non essere "accolti" dai vescovi, ma senza gridarlo in faccia al Papa.