martedì 13 maggio 2008

Agli insulti rispondiamo...

Primavera 2007: agli insulti di alcuni neocatecumenali rispondiamo senza troppa diplomazia...

La setta eretica neocatecumenale è sempre stata una chiesa autocefala.

La pretesa principale dei neocatecumenali è quella di farsi riconoscere formalmente come cattolici nonostante le evidenti differenze in materia dottrinale, liturgica, disciplinare.

Come abbiamo visto anche dall'ultima arrivata, cioè l'utente "Antonella B.", il metodo neocatecumenale prevede che di fronte ad accuse circostanziate e documentate il fedele della setta kikiana sia tenuto a deviare il discorso su un piano personale.

Infatti il neocatecumenale che cominci a pensare "ma quali saranno le ragioni per cui ci accusano così e così?", rischia seriamente di smettere di essere neocatecumenale.

Proprio come per i testimoni di Geova.

Facciamo un passo indietro.

Quella di Carmen Hernández non è una teologia, ma un insieme confuso e raffazzonato di idee eretiche in voga verso la fine degli anni sessanta in ambienti chiusi.

Quelle idee sono passate di moda (la Carmen non lo sa), oppure hanno cambiato forma (restando ugualmente eretiche, ma neanche questo sa la Carmen).

Nel 1964 la Carmen ha incontrato Kiko Argüello al bar di Palomeras Altas, e ha deciso di servirgli "il Concilio su un piatto d'argento" (testuali parole della Carmen nel suo discorso in occasione della presentazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale il 28 giugno 2002).

Kiko le aveva detto di aver avuto una visione della Madonna (lo conferma la stessa Carmen nello stesso discorso citato, il cui testo è reperibile sul sito ufficiale del Cammino Neocatecumenale: cercate nel testo "visione della Madonna"; poche righe più sopra, la Carmen pure dice di aver lei stessa "sentito dalla Madonna" qualcosa).

Pertanto il terremoto interiore di Kiko è stato diretto e guidato dalle elucubrazioni pseudoteologiche della Carmen, nel tentativo (riuscitissimo) di battere il record mondiale della confusione.

Quando Kiko parla, non sempre cerca di esporre un concetto; spesso mette insieme paroloni altisonanti (non sempre ebraici, per la verità) nella speranza che l'interlocutore si contenti di quelli senza cercare di capire cosa significano e cosa c'entrano.

Ecco dunque spiegato il motivo per cui i neocatecumenali sono generalmente dei tontoloni (stavolta absit iniuria verbis! chi si contenta di paroloni altisonanti senza cogliere il significato generale, come lo chiamereste? la questione di Kiko al Family Day 2007, a parte il fatto di essere particolarmente esilarante, lo dimostra).

Se vedete un neocatecumenale intelligente e deciso, riconoscerete certamente uno che ha deciso di stare al gioco e di cavarne ciò che può (pensate all'immane giro di soldi che c'è attorno alle Famiglie in Missione, per esempio).

Se vedete un neocatecumenale, chiedetegli per quale motivo parteciperà al Family Day, e osservate la risposta: partecipa perché la famiglia è sotto attacco dalle istituzioni, o partecipa perché "la famiglia è in crisi"?)

***

A cosa servono questi "siti internet contro i neocatecumenali"

In breve:

a) dimostrare il più accuratamente possibile (e in modo particolare ai legittimi pastori della Chiesa) le eresie del Cammino;

b) dimostrare ai neocatecumenali in buona fede l'aspetto settario del Cammino.

Lo scopo infatti è:

a) ottenere che il Cammino sia dichiarato per quello che è: "non cattolico".

b) ottenere che i neocatecumenali poco avvezzi al ragionamento, prendano almeno in considerazione le conseguenze nefaste per la loro vita (comprendendo di essere ingabbiati in una setta spremisoldi).

Il giudizio definitivo lo deve dare la Chiesa, non le associazioni di psicologi.

Infatti, solo dopo che il Cammino sia dichiarato «non cattolico» lo si potrà dare in pasto a psicologi e associazioni non cattoliche per valutarne gli aspetti settari.

Il giudizio definitivo lo deve dare la Chiesa, ma nel vedere gli errori dei neocatecumenali non possiamo far finta di niente.

Specialmente quando tali errori vengano accuratamente nascosti alla vista della gerarchia ecclesiastica.