mercoledì 11 giugno 2008

Se prendi un bicchiere e lo chiami forchetta...

Attenzione: solo raramente la menzogna è l'esatto contrario della verità.

La menzogna, normalmente, è la distorsione della verità.

Se uno come il vescovo Luigi Negri dice che "la bellezza salverà il mondo", potete star certi che sta usando le parole giuste nel contesto giusto.

Se uno come Kiko Argüello dice che "la bellezza salverà il mondo", potete star certi che non parla di Michelangelo, ma della "nueva estetica".

E la "nueva estetica" è il nome che Kiko ha dato a quegli sgorbi di dubbio gusto che va imbrattando dovunque, e che piacciono solo ai neocatecumenali.

Dunque anche in questo caso Kiko distorce la verità, cioè fabbrica menzogne.

La stessa frase "la bellezza salverà il mondo" ha un significato diverso se detta da Kiko o se detta (per tornare all'esempio di sopra) da uno come Luigi Negri.

Poiché infatti Luigi Negri intende esattamente la bellezza (e ne possiamo essere certi dal suo background culturale).

Kiko, invece, adopera il termine "bellezza" a modo suo (e ugualmente ne siamo certi a causa del suo background).

Se prendi un bicchiere e dici che si chiama "forchetta", cosa dobbiamo pensare?

Che sei matto? Che non conosci la lingua italiana? Oppure che intendi ingannare chi in quel momento non ti vede?

Nell'ambiente neocatecumenale, grazie alle balzane dottrine di Kiko e Carmen, si usa in modo errato la lingua italiana.

Nella lingua italiana, il termine "liturgia" indica preghiera e incontro col Signore.

Nell'ambiente neocatecumenale, lo stesso termine indica invece un rozzo cerimoniale vagamente somigliante alla messa cattolica... con orrendi canti tribali, con uno spropositato fiume di parole, con una parodia della comunione.


Da parte mia, ti dico sinceramente che a tutt'oggi (inizio giugno 2008) ancora non sono convinto di questa "magica" approvazione.

Sono sicuro che c'è qualche brutta sorpresa che aspetta i neocatecumenali (e che ovviamente loro faranno finta di non vedere).

Il particolare della comunione "in piedi" potrebbe essere solo la punta dell'iceberg di un nuovo provvedimento sulla liturgia, che con la sua sola esistenza già è argomento sufficiente per continuare ad affermare che i neocatecumenali disobbediscono.

A proposito di quel gioco di parole sulla frase "credere, obbedire, combattere"... io direi:
* Credere in Cristo (quello vero, non quello della "nueva estetica" che ha le sembianze di Kiko)
* Obbedire alla Chiesa (cioè al Papa e a quelli che sono veramente uniti con lui)
* Combattere il peccato (anche l'eresia è peccato, anche gli abusi liturgici sono peccato).


I neocatecumenali, purtroppo, credono in Kiko, obbediscono solo a Kiko, e combattono chi non elogia Kiko.

La loro violenza è anzitutto alle orecchie dei malcapitati: tra urla neocatecumenali, chitarrelle neocatecumenali, proclami neocatecumenali, le nostre povere orecchie sono già abbondantemente vittime innocenti!
Che io sappia, le norme liturgiche prevedono che:

a) possono esserci 2, 4 oppure 6 ceri, da disporre metà a destra e metà a sinistra (è proibito usarne 3, 5 o 7)

b) l'uso dei fiori sull'altare sarebbe permesso ma limitatissimo (non devono "strafare", non devono distrarre, non devono ostacolare, non devono sottrarre visivamente posto alle suppellettili sacre) e sono proibiti del tutto durante la quaresima (tranne per la IV domenica).

Invece i neocatecumenali abusano dei fiori (riducendo l'altare-tavolta imbandita a una specie di giardinetto pubblico), e mettono quegli orrendi ceri (in numero dispari) con Menorrah, Chanukkiah e quant'altro.


I neocatecumenali disobbediscono a queste norme così elementari... a causa delle loro ERRATE convinzioni.

I neocatecumenali non credono nella presenza reale dell'Eucarestia.

Perciò per loro l'altare non è un altare (poiché sull'altare si fa il Sacrificio, sulla tavola invece si banchetta).

Perciò per loro l'altare non deve stare "in alto" (concettualmente a metà strada tra Dio e gli uomini), ma deve stare al centro (come i tavoli dell'osteria).

Perciò per loro l'altare-tavola-imbandita è da abbellire il più possibile (non sia mai che a qualcuno dei fedeli venga in mente che lì si sta per consumare il Sacrificio della Croce in versione incruenta! Kiko ha detto che non c'è Eucarestia senza assemblea, perciò secondo Kiko e i suoi scagnozzi la messa sarebbe valida proporzionalmente a quanta gente vi fa baccano).

Inoltre, dato che i neocatecumenali non sanno cos'è la bellezza, ma sanno solo le scempiaggini della nueva estetica del loro bislacco eretico fondatore...

...è andata a finire che si sentono obbligati ad usare tutta quella simbologia ebraica che non ha senso che stia sull'altare (oh, scusatemi neocatecumenali, volevo dire: "sul tavolaccio quadrato attorno a cui fate la chiassata che osate chiamare liturgia").

Ad una neocatecumenale che pensava di avere la bacchetta magica

Alessandra come al solito dimostra la sua ignoranza dicendo: "gia ma non puoi negare che il celebrante volto verso il tabernacolo fa sembrare la liturgia un fatto strettamente privato..."

Alessandra, con questo stai giudicando temerariamente una ventina di secoli di storia della Chiesa.

Se parli così, vuol dire che non sai che anche con la messa in italiano il celebrante può stare rivolto verso il tabernacolo.

Se non ci credi, puoi prendere un qualunque Messale Romano (anche l'ultimissima edizione) e controllare di persona.

Non è stata mai vietata la celebrazione coram Deo (cioè "verso Dio", ossia, per te, "verso il Tabernacolo").

E' semplicemente caduta un po' in disuso, poiché è stato concesso di costruire altari rivolti al popolo, ed oggi la maggioranza delle chiese ha un altare rivolto verso il popolo.

Ti ricordo infine che la liturgia è per sua natura "orientata a Dio".

La liturgia non è una chiassata da osteria in cui il celebrante funge da direttore d'orchestra per i fedeli che se la cantano e se la suonano.

Neppure i protestanti hanno liturgie squinternate come quelle del Cammino.

Perfino gli anglicani hanno conservato un certo contegno nei confronti dei vasi sacri e della comunione.

Solo i neocatecumenali sono scesi così in basso, da far concorrenza ai testimoni di geova...


Come tutti i neocatecumenali, tu fingi di non sentire ciò che non ti va a genio, e ricominci daccapo con le tue menzogne, cercando di estenuarci!

L'esempio più famoso è quello dell'ineffabile Korazym, sito web cripto-neocatecumenale, attualmente in "manutenzione" perché bisogna far sparire le tracce delle lievi ma significative critiche al Sacro Iniziatore del Cammino Ereticatecumenale.

L'ineffabile Korazym ha azzeccato una raffica di figuracce, pubblicando sempre come "imminente" l'approvazione degli Statuti.

Dopo la raffica di figuracce, a febbraio scorso, pubblicava un articolo dove si lamentava di aver dato per certe le notizie dell'approvazione... a causa delle voci diffuse dallo stesso Kiko Argüello!

Voi neocatecumenali guardate la presunta pagliuzza di Barile, trascurando la sicurissima enorme trave che avete voi!

Kiko vi insegna ad "amare i vostri nemici": ed infatti vediamo come avete sommerso di minacce ed improperi chiunque abbia pubblicamente fatto notare le storture del Cammino, incluso Gianluca Barile.


Quanto al presunto Statuto, che tu agiti neanche fosse la bacchetta magica, è ancora presto per fare un commento (specialmente in assenza di notizie ufficiali).

Certamente leggeremo con molta attenzione il testo, anzitutto per verificare l'esistenza della ormai leggendaria "firma del Papa".

Probabilmente le sgradite sorprese per i neocat non sono ancora neppure cominciate.

E forse è stata proprio la sgradita sorpresa di uno statuto nuovamente "ad experimentum", a frenare i notiziari neocat dal tam-tam tribale che li contraddistingue.

Una "bocciatura" come questa significa evidentemente che dal 2002 al 2008 i neocatecumenali hanno solo saputo disobbedire e continuare con le loro bizzarrie liturgiche e fanfaronate eretiche.


Propaganda neocatecumenale: «con l'approvazione degli Statuti - anche fosse ad experimentum - si RICONOSCEREBBE LA VALIDITA' DEL RITO UTILIZZATO NEL CAMMINO!!! Altro che "fuori dalla Chiesa"...»

Ma davvero? E perché non le dici al Papa, queste cose?

Altro che "validità" degli strafalcioni liturgici del Cammino!

Le disobbedienze e le eresie di Kiko sono proseguite per decenni e decenni anche dopo i rimbrotti della gerarchia!

Leggo questo interessante intervento sulla figura di Pier Carlo Landucci, che molti di voi già conoscono in quanto uno dei primissimi ad aver scoperto le catechesi segrete dei neocatecumenali.

Noi anzitutto lo conosciamo per la serrata analisi delle eresie del Cammino, pubblicata venticinque anni fa, ancor prima delle pubblicazioni dello stesso padre Zoffoli.


Sentite l'ultima sui neocatecumenali: un neocatecumenale dall'aria tronfia mi scrive a proposito degli Statuti: "bisogna adeguarsi alle decisioni della Chiesa".

Ma come!

Proprio voi che disobbedite... venite a dire a noi che "bisogna adeguarsi alle decisioni della Chiesa"?

E' evidente per i neocatecumenali le "decisioni della Chiesa" sono solo quelle che fanno loro comodo.

Cerchiamo di non cadere nella trappola della loro propaganda.


Apro una piccola parentesi: secondo me dovremmo addirittura ringraziare Kiko per quella comunione "a braccia conserte" (e soprattutto la redazione di Petrus per averla adeguatamente pubblicata).

Dobbiamo ringraziare Kiko perché se per assurdo qualcuno fosse stato sul punto di abbindolare il Papa, quel gesto di Kiko stesso ha ricordato al Papa con chi ha a che fare.

Il Papa non è un dittatore, e pertanto tiene presenti le richieste pressanti dei vescovi. Ma questi ultimi sono assai più facili da abbindolare rispetto ad un "mastino della fede" quale è papa Ratzinger.


Attenzione: criticare il Cammino non significa criticare il Papa!

Lo significherebbe solo se il Papa stesso garantisse personalmente per il Cammino (specialmente quanto alla liturgia e alla dottrina).

Spero che nessuno si faccia abbindolare dalla propaganda neocatecumenale, che come sempre è basata sulla menzogna.

Spero che non si faccia abbindolare neppure Gianluca Barile, notoriamente insultato e minacciato dai sedicenti cattolici che professano l'eresia neocatecumenale.

Infatti è almeno la centesima volta che ripeto: non lasciamoci ingannare dai tranelli neocatecumenali!

E il tranello per eccellenza è: "siccome abbiamo lo Statuto, voi non avete più diritto di criticarci"

Ma dove sta scritto che lo Statuto vieta le critiche agli errori, alle eresie, agli abusi liturgici?


Attenzione: uno Statuto non fa diventare verità l'eresia, e non fa diventare liturgia gli abusi liturgici.

Questo è vero per il passato, per il presente e per il futuro.

E si può affermarlo anche senza leggere alcuno Statuto.

E resta vero indipendentemente dalla durata di un qualsiasi Statuto.

Pertanto, quando i neocatecumenali tentano di banalizzare o cancellare le sacrosante critiche alle eresie e agli abusi liturgici... nessuno si faccia abbindolare!


Ricordiamoci, infine, che avremo tempo di leggerci con tutta calma lo Statuto per capire cosa viene esattamente chiesto alla cricca neocatecumenale.

E non è affatto detto che le richieste siano gradevoli per il Cammino.

E non è affatto detto che il Cammino vi ubbidirà (ha già totalmente disobbedito allo Statuto del 2002!)

Sia Barile che Tornielli hanno fonti vaticane di alto livello. Dunque, se tali fonti si contraddicono, dobbiamo purtroppo dedurre che "in alto loco" c'è battaglia... forse anche più drammatica di quanto non abbia ammesso lo stesso Barile.

martedì 10 giugno 2008

Il carisma della menzogna (vero carisma dei neocatecumenali)

Primo punto: i neocatecumenali equivocano le parole del Papa (tanto per cambiare!)

Benedetto XVI non vuole "spegnere i carismi", esatto.

E i neocatecumenali, furbescamente, si presentano come "carisma" (in realtà non lo sono), e quindi sfruttano le parole del Papa per usarle contro chi contesta gli errori e gli abusi del Cammino.

Non si può parlare di "carisma" neocatecumenale, se per "carisma" intendiamo qualcosa di positivo.

Infatti, che "carisma" può mai essere quello che include lo strazio della liturgia?

Che "carisma" può mai essere quello che si fonda sulla sistematica disobbedienza al Papa?


Secondo punto: qualcuno qui ha ironizzato sul fatto che talvolta i neocatecumenali citano anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC).

Ebbene, chiediamoci: delle migliaia di paragrafi del CCC, i neocatecumenali quale vanno a citare?

Proprio quell'unico paragrafo a loro uso e consumo!

Gli errori liturgici e dottrinali dei neocatecumenali sono talmente evidenti da essere indifendibili.

Perciò i neocatecumenali si difendono con vari trucchetti, per esempio accusando "calunnie".

E perciò vanno a scavare nel CCC qualcosa da usare contro i presunti "calunniatori"... cioè contro coloro che fanno qualche obiezione al Cammino, specialmente se documentata e circostanziata.

Ecco dunque il vero "carisma" neocatecumenale: quello della menzogna!

Siamo approvati! Abbiamo vinto! (scenario surreale)

Scenario surreale

Torme di neocatecumenali scalmanati scorrazzano per le strade della città, urlando slogan sconnessi senza senso: "Siamo approvati! Abbiamo lo Statuto!"

Negli improvvisati gruppetti festanti e sciamanti per le piazze, si vedono giovani piangere fiumi di lacrime, si vedono anziani frustarsi la schiena per la commozione, si vedono preti neocatecumenali dar fuoco al breviario e al messale romano. Qualche facinoroso lancia mattoni nelle vetrine, un paio di scalmanati danno fuoco all'automobile del vicario generale diocesano, reo di non aver lasciato cantare "risuscitò" durante una messa del 1989.

"Lo Statuto è approvato! Abbiamo vinto!"

Azioni di vera e propria guerriglia metropolitana devastano la città, accompagnati da numerose e sconnesse urla di giubilo: neanche nei quartieri malfamati di Napoli, alla vittoria del primo scudetto, si vide tanto baccano.

Un neocatecumenale poco pratico dei metodi del Cammino osa gridare in sincerità: "Abbiamo gli Statuti! Siamo finalmente autorizzati a disobbedire!"

Il suo catechista smette di suonare la trombetta e si volta verso di lui, guardandolo come si guarda una merda di cane nel salotto di casa in una giornata di sole.

Il neocatecumenale poco pratico non afferra il concetto e continua a urlare, con quanto fiato ha in gola e con quanto entusiasmo ha in cuore: "Lo Statuto è approvato! Possiamo fare tutti gli abusi liturgici che vogliamo!"

Il suo catechista gli assesta una pedata nel sedere così potente, da lasciargli l'impronta della scarpa in bassorilievo nei glutei, strozzandogli in gola l'ultimo slogan, che cominciava pressappoco così: "Il nostro tribalismo liturgico-dottrinale è stato approv..."

Folle festanti si riversano nelle piazze, suonando - come al solito - tamburi e altri strumenti da far invidia alle più arretrate tribù centrafricane.

Per l'occasione, viene indetto un solenne "giro di esperienze" in cui il Sacro Iniziatore, in preda al più eclatante entusiasmo, si permette - una volta tanto nella vita - di dire la verità: "Fratelli... io vi ho sempre mentito!

Ma ai neocatecumenali non importa niente: l'importante era quell'approvazione, che secondo loro significa che non c'è più bisogno di distinguere il bianco dal nero e il vero dal falso.

La Leggendaria Approvazione

Dite quel che vi pare, ma... io ancora non ci credo a questa ormai leggendaria "approvazione".


Alcuni motivi per cui non ci credo:

- a furia di gridare "approvati! approvati!", i neocatecumenali hanno finito per credere alle loro stesse menzogne

- se lo Statuto è di competenza del Pontificio Consiglio per i Laici, perché mai servirebbe "la firma del Papa"? (su quello del 2002 la firma del Papa non c'era!)

- se la notizia-bomba è vera... come mai tutti i siti pro-neocatecumenali stanno evitando di pubblicarla in pompa magna? non ci credono neppure loro?

- di fronte alla proverbiale disobbedienza neocatecumenale (specialmente sulla "lettera di Arinze"), cosa mai avrebbe dovuto convincere il Papa a "firmare"?

- e lo Statuto (strumento giuridico) dovrebbe riconoscere un concetto astratto (un "itinerario") dando al Cammino gli stessi diritti di un'associazione, anche se il Cammino rifiuta di ammettere di essere un'associazione privata di fedeli?


Nota: qualche giorno fa l'ineffabile sito web Korazym accusava degli ignoti "hackers" di imprecisati "attacchi" alle sue pagine, "innocui" per i lettori.

Attualmente tale sito web neocatecumenale è in una fase di non meglio precisata "ristrutturazione" e, con buona pace dei suoi lettori, lascia intendere che in futuro chiederà soldi per i suoi "servizi".

Suppongo che a tali "servizi" si abboneranno solo alcuni neocatecumenali, contenti di pagare per leggere elogi sperticati al Cammino.

Qualcuno, un po' più smaliziato per quel che riguarda i servizi web, afferma che Korazym ha pianificato questa strana mossa per far sparire materiale poco allegro per il Cammino.

Così come Segnideitempi si "ristrutturò" per far sparire l'intervista scottante di don Mario Pezzi (dove quest'ultimo ammetteva candidamente di essere stato cacciato via dai Comboniani)... così Korazym si starebbe "ristrutturando" per far sparire gli articoli scottanti dove riporta che Kiko ha messo in giro molte volte false voci di approvazione, ed ha esagerato la questione delle alzate (3200 vocazioni, e in realtà erano meno di mille, e per di più con bambini di sette anni e tanti altri neocat che si "alzavano" solo per farsi due risate).

Far sparire certe pagine da un momento all'altro desterebbe sospetti, perciò è necessario chiudere per qualche mese il sito, e poi riaprirlo con una selezione mirata degli articoli.

Gli articoli sono però ancora sparsi in rete, per esempio il testo è recuperabile sulla "cache di Google". Per esempio, per la «telenovela» degli Statuti, occorre cercare nella casellina di google le parole korazym 27676 e anziché cliccare sulla pagina, cliccare su "Copia Cache".


Quanto al signor Veneranda... semplicemente l'ha sparata grossa.

Anche lo Statuto del 2002 - nato incompleto, e morto incompleto - parlava di un "itinerario"... che aveva però degli iniziatori, una struttura interna, una fondazione per raccattare soldi, eccetera.

Praticamente, un'associazione che rifiutava di farsi chiamare associazione.

Le messe-cabaret neocatecumenali che dovrebbero portare dalla tristezza all'allegria

Un neocatecumenale la spara grossa: "ma il Papa vi ha mai dato udienza?"

Beh... non sempre l'udienza dal Papa è una cosa che fa onore...!

Per esempio, l'udienza privata con Kiko-Carmen-Pezzi del novembre 2005, fu per dare loro una severa reprimenda sulla liturgia...

...messa poi per iscritto nella famosa "lettera di Arinze" contenente le "decisioni del Santo Padre"!

Dunque, caro amico, c'è poco da ridere!

Dirò di più: tutti i neocatecumenali che ho conosciuto appaiono sempre tristi e arrabbiati.

Si sforzano di ridere, ma la visione cupa e pessimistica che hanno della vita prevale continuamente.

Ma questo è perfettamente normale, dal momento che seguono un cammino di menzogna.

Infatti Kiko ha affermato (per iscritto, e al Papa) che le liturgie neocatecumenali servono a portare gli adepti "dalla tristezza all'allegria".

Attenzione: non dalla tristezza alla felicità.

Non dalla tristezza alla letizia.

Ma dalla tristezza all'allegria.

Si può essere lieti anche nelle difficoltà, e nel dolore.

L'allegria e l'euforia, invece, sono emozioni.

I neocatecumenali - come tutte le persone che hanno deliberatamente scelto di vivere crogiolandosi nella propria tristezza - preferiscono le emozioni momentanee.

Ecco perché hanno ridotto la liturgia a una chiassata che produca una (passeggera) allegria.

Neocatecumenali: confusione tra esperienza ed emozioni

Rassegna di interventi nel forum.

Cari amici neocatecumenali, "esperienza" non significa "emozione".

E' ambiguo il dire che il neocatecumenale deve "accogliere la Parola" dai catechisti senza preoccuparsi dei loro limiti umani.

Infatti viene da domandare: "quale" Parola?

Per capire se i catechisti sono degli inviati da Dio oppure dei deficienti, occorre necessariamente verificare se quello che ti dicono è compatibile con gli insegnamenti della Chiesa.

Purtroppo -e lo sai bene anche tu- i catechisti insegnano scempiaggini colossali.

E sono costretti a insegnarle, poiché devono trasmettere rigorosamente ciò che dicono Kiko e Carmen - e cioè: scempiaggini colossali.

Un catechista che davvero ami la Chiesa, dovrebbe dirti: "Kiko e Carmen sbagliano quando criticano la transustanziazione, sbagliano quando criticano sedici secoli di storia della Chiesa, sbagliano quando disobbediscono al Papa, sbagliano quando fanno pretese sindacali..."


Invito tutti a non dimenticare che i neocatecumenali parlano una lingua diversa dalla nostra, anche se usano termini presi in prestito dal vocabolario italiano.

Loro chiamano "celebrazione eucaristica" quelle chiassate logorroiche. Ma naturalmente, se accennate al "sacrificio eucaristico", viene loro l'orticaria!

L'altra neocatecumenale chiamava "amore di Dio" la dottrina e la liturgia della setta neocatecumenale.

Anche i protestanti chiamano "amore di Dio" la loro eresia.

Anche loro sono tanto contenti di aver ritrovato la fede.

Solo che -come i neocatecumenali- hanno trovato quella sbagliata.


Non credere di trarci in inganno abusando del nome di quel liturgista. L'ho conosciuto personalmente e gli riferirò di persona tutte le idiozie che voialtri neocatecumenali dite sulla liturgia nascondendole dietro il suo nome.

Solo chi non conosce il suo pensiero, può illudersi che sia in qualche modo "utilizzabile" dalla propaganda neocatecumenale.

Probabilmente tu hai di lui una definizione da Settimana Enigmistica, e l'idea che se chiunque usi paroloni ebraici sia "roba sua".

Ma se passi a Roma, ti invito a parlargli di persona e a chiedergli cosa ne pensa delle bizzarrie neocatecumenali, e quanto siano teologicamente e liturgicamente fondate le "genialate" di Kiko e Carmen.

Se non ti risponderà direttamente con una sonora pedata, sta' pur certo che criticherà senza pietà le idiozie neocatecumenali, e l'ignoranza di quelli che pretendono di giustificarle usando il suo nome.


A proposito del "guardiamo ciò che ci unisce anziché ciò che ci divide" detto da alcuni neocatecumenali... Messaggio per Mic:

Guardiamo a ciò che ci unisce - cioè l'unica vera fede, nell'unica vera Chiesa.

Non guardiamo a ciò che ci divide - cioè il fatto che tu ed io non tifiamo per la stessa squadra di calcio.

Guardiamo a ciò che ci unisce - cioè il deprecare le eresie, il contestare gli abusi liturgici, il promuovere la dottrina della Chiesa.

Non guardiamo a ciò che ci divide - cioè il numero di chilometri che separano casa mia da casa tua.

Messaggio per i neocatecumenali che frequentano queste pagine.

NON guardiamo a ciò che ci unisce - cioè la cittadinanza italiana, o l'avere scarpe di taglia 42.

Guardiamo invece a ciò che ci divide - cioè il Magistero e la Tradizione della Chiesa (che noi amiamo e voi no), l'amore al Papa (che noi professiamo col cuore, e voi soltanto con la bocca e solo quando vi guardano), l'amore per la liturgia (che noi consideriamo momento di incontro col Signore, e voi invece l'avete ridotta ad una chiassata da osteria).

Guardiamo a ciò che ci divide, e cioè i pronunciamenti del Papa e della gerarchia (che noi rispettiamo, e a cui voi disobbedite).

Guardiamo sempre a ciò che ci divide, poiché solo così vengono fuori le vostre menzogne.


Se quel blog e quel sito hanno per titolo "Verità sui neocatecumenali", è proprio perché il Cammino è costruito sulla menzogna, sugli slogan, sui paroloni, sull'apparenza.

Rispondo ad alcune obiezioni neocatecumenali comparse nel forum.

Neocat: non è vero che i soldi delle decime non andavano ai bisognosi ma al cammino

Invece è vero. Andavano (e tuttora vanno) alla fondazione Famiglia di Nazareth. Credete forse che la Domus Galilaeae sia stata eretta con pochi spiccioli? Quanto costa l'ospitare centinaia di vescovi? Quanto costa far "itinerare" i catechisti itineranti? Quanto costano le megamanifestazioni e le megaconvivenze? Chi paga?


Neocat: non è vero che tra fratelli ci si deve sbranare perchè emerga il fango che c'è tra noi

Invece i neocatecumenali, con la loro visione pessimistica della realtà e del peccato, considerano normale lo sbranarsi tra di loro.


Neocat: è normale fare sempre gli stessi peccati

Si chiama "vizio" il fare sempre gli stessi peccati.

E' normale, sì... ma "normale" in senso statistico!

I neocatecumenali, però, fanno un ragionamento opposto: siccome è statisticamente normale avere dei vizi, allora "bisogna" avere dei vizi, e bisogna perfino confessarli pubblicamente. Altrimenti, nel "giro di esperienze", i peccati bisogna inventarseli!

Il cristiano serio, resiste ai suoi vizi, si vergogna dei suoi peccati, ne chiede perdono nel segreto della confessione.

Il neocatecumenale, invece, si sente "normale" quando è nei suoi peccati, e odia sé stesso al punto da crogiolarsi nei suoi vizi. Dopotutto Kiko e Carmen non hanno mai insegnato che i vizi sono da combattere, non hanno mai detto quanta grazia passa attraverso una buona confessione (quella seria, privata, secondo l'usanza della Chiesa; non la confessione neocatecumenale!).


Neocat: per ascoltare una parola bisogna estraniarsi dalla propria realtà

È vero che per favorire l'ascolto, occorre un ambiente più tranquillo (per esempio, gli esercizi spirituali).

Ma nel Cammino il ritiro non è finalizzato al silenzio e alla preghiera: al contrario, è finalizzato al rafforzare il legame di gruppo.


Massimo difende il Cammino con i soliti argomenti: "...Senza rendervi conto che una volta fatta la cresima i bambini vengono abbandonati, che le chiese si stanno svuotando, e se le chiese si stanno svuotando non è perchè c'è il cammino neocatecumenale, ma perchè non c'è più la trasmissione della fede dai genitori ai figli!"

Fratello carissimo,

tu ci accusi ingiustamente di occuparci solo del Cammino Neocatecumenale: eppure, dai nostri discorsi, potevi facilmente notare il contrario.

Sappiamo bene che "le chiese si stanno svuotando", ma il nostro obiettivo non è di riempirle a tutti i costi (come se la fede dipendesse dai numeri).

Per noi conta la fede vera, non quella misurabile con le statistiche sulla frequenza alla Messa.

Per noi conta l'unione (di tutto cuore) al successore di Pietro, non il numero di applausi che riceve.

Noi siamo ben coscienti dei problemi della Chiesa.

Voi neocatecumenali, invece, pensate che siccome le parrocchie si stanno svuotando, allora nessuno vi deve criticare (che razza di ragionamento!)

Voi neocatecumenali pensate che chiunque applauda al Papa sia con ciò stesso da considerare cattolico al cento per cento (che razza di ingenuità!) - ecco perché parlate genericamente di "buoni frutti" del Cammino.

Voi neocatecumenali pensate di essere "cattolici" ma non lo siete.

Voi pensate ingenuamente: "siccome siamo tanti, e siccome Kiko dice che verremo approvati, allora siamo cattolici".

Voi pensate con superbia: "siccome la Chiesa ha tanti problemi, allora noi siamo la soluzione, poiché infatti Kiko ci dice così".

Nelle vostre stesse parole... quanti errori! Quanta ingenuità! Quanta superbia!

Tu ci hai scritto: "Ma voi guardate solo il formalismo: se passano due volte a dare il pane e il vino, se un diacono parla dopo il sacerdote e fa la sua monizione. Vi attaccate ai fatterelli senza considerare i BUONI FRUTTI che il cammino dà nella CHIESA CATTOLICA, senza considerare una sola parola di quello che IL PAPA dice e quanto il Papa stia al lavoro per portare sulla giusta strada un cammino che è ancora in fase di definizione..."

Ecco dunque il metodo tipico dei neocatecumenali: etichettare spregiativamente le persone che vi fanno notare i vostri abusi liturgici.

Dunque anche il Papa e la gerarchia ecclesiastica "guardano solo il formalismo"?

Sugli abusi liturgici il Papa vi ha parlato chiaro. E avete disobbedito. E continuate a disobbedire.

Sugli abusi liturgici vi arrivano "bastonate" da vescovi e cardinali. E continuate a disobbedire.

Veramente umoristico quel "passano due volte a dare il pane e il vino".

Noi non abbiamo fatto storie su "quante volte"; abbiamo solo fatto notare che il Papa vi ordina di attenervi alla liturgia di tutta la Chiesa, e voi neocatecumenali invece ve la inventate a modo vostro.

Poi, "dare il pane e il vino"? Ma siamo forse in salumeria?

Poi, "il sacerdote", "il diacono"? Ma fai sul serio? Come mai hai nascosto le venti-trenta omelie dei laici ad ogni celebrazione neocatecumenale?

Infine -lapsus!- ti sei tradito: il Papa è al lavoro per "portare sulla giusta strada" il Cammino, che dopo quasi mezzo secolo è ancora "in fase di definizione".

Dunque lo ammetti!

Il Cammino non è sulla giusta strada, altrimenti il Papa e la gerarchia ecclesiastica non avrebbero molto da correggervi (e poi in modo così plateale)!

Il Cammino è stato "definito" male! In quarantaquattro anni di lavoro, Kiko e Carmen ancora non lo hanno "definito"!

E tu stai diabolicamente perseverando in un Cammino "indefinito", che sicuramente non è sulla "giusta strada"!

lunedì 9 giugno 2008

Comicissima matematica neocatecumenale (Kiko ne è maestro)

Non dimentichiamo che perfino l'ineffabile Korazym, famoso sito cripto-neocatecumenale, ha ammesso che i grandiosi numeri delle "alzate" sono in realtà tremendamente gonfiati... e gonfiati da Kiko stesso.

Da questo loro articolo, infatti, riporto:

«...i giovani che si sono sentiti “chiamati”: 2mila ragazzi e 1200 ragazze, dice Kiko, e per quanto lui abbondi un po’ (erano molte centinaia, e probabilmente nell’ordine di un migliaio complessivamente), ciò toglie poco all’importanza di avere di fronte ragazzi e ragazze pronti a cambiare vita, a “donarla interamente al Signore”, a diventare preti e suore. Certo, fra i tanti che all’appello di Kiko (“Se qualcuno si sente chiamato dal Signore venga qui”) si sono “alzati” si notano anche bambini di poco più di sette anni, e facce che danno l’impressione più di scherzare che di fare sul serio».


Dunque, osserviamo la matematica kikiana, erronea quanto la teologia kikiana:

2000+1200 = "un migliaio complessivamente" (detto da un ottimistico sito neocatecumenale, a cui ancora non abbiamo fatto la "tara")

"...e tra questi si notano anche bambini di poco più di sette anni, e facce che danno l'impressione più di scherzare che di fare sul serio".


Esatto! La matematica kikiana - così come la pseudoteologia kikiana - è zeppa di errori ed inganni!


Postilla critica.

A maggio 2008 il sito Korazym è stato misteriosamente dichiarato "in manutenzione" per un periodo di alcuni mesi.

Il sospetto è che il vero scopo di tale "manutenzione" sia quella di "normalizzare" le notizie relative al Cammino, inclusa quella sopra citata (al momento reperibile perfino nella cache di Google), inclusa la faccenda della "telenovela" degli Statuti, inclusa la delicatezza di Kiko (come quando per esempio, nel chiamare le "alzate", diceva: "Devi forse aspettare che tua madre muoia di cancro?", nell'articolo sopra riportato).

Wikipedia: quando anche gli arbitri sono contro di te...

Per qualche curioso motivo, i neocatecumenali che lavorano per "normalizzare" la pagina della wikipedia inglese, sono riusciti a convincere dei loro "argomenti" colui che hanno chiamato ad "arbitrare" il contenzioso che loro stessi - nemici della verità - hanno aperto.

Quando una squadra perde, è facile lamentarsi dell'arbitro. E allora lasciamo perdere l'arbitro, e vediamo gli argomenti usati per convincerlo.

Secondo tali neocatecumenali, abituati a mentire, Petrus sarebbe nient'altro che un blog di sfogo rabbioso (invece è una testata giornalistica regolarmente registrata, è il secondo sito italiano per l'argomento, e il sito italiano più cliccato all'estero per le notizie sul Papa).

Secondo loro Sandro Magister sarebbe "100% antineocatecumenale" (argomento ad hominem che pretende di insinuare che 2+2 non fa 4 solo perché lo ha affermato Magister).

Addirittura, secondo loro, citare passi di libri contro i neocatecumenali sarebbe "violazione di copyright".

Ciliegina sulla torta: i lavori di Zoffoli e Marighetto secondo loro sarebbero "morti lì", dimenticati dalla storia.

E' evidente che sono tutti trucchi disonesti per presentare la solita propaganda neocatecumenale.

Tanto per cambiare, i neocatecumenali sono allergici alla verità, sono allergici alle critiche, specialmente quelle fondate, e in modo particolare quelle documentate.

Altri neocatecumenali dall'altra sponda dell'Atlantico cantano vittoria: "lo statuto è stato approvato, e quindi il discorso è chiuso". Solita menzogna neocatecumenale, secondo la quale un documento giuridico (di cui è ancora sconosciuto il contenuto) renderebbe verità l'eresia, e renderebbe sacro l'abuso liturgico.

Trucchetti neocatecumenali per ingannare i vescovi

Penso che non sia il caso di tradurre l'intero articolo Neocatechumenate CULT FICTION - The Protestant cuckoo in the Catholic nest - or what you see is most definitely not what you get di cui ho parlato ieri, poiché contiene tutta una dissertazione sulle dottrine e sulle liturgie neocatecumenali, pervenendo -da cittadino inglese- ai nostri stessi giudizi: eresie, strazio liturgico, fanfaronate, kikolatria...


Traduco però un altro paio di paragrafi interessanti:

«Il mio momento di "eureka!" è stato nell'autunno del 2002, partecipando ad una serie di cosiddette catechesi tenute da esponenti del Cammino nella mia parrocchia.

Da ex protestante, le mie orecchie saranno certamente più allenate a riconoscere certi motivetti, piuttosto che quelle di cattolici che sono stati tali fin dalla culla.

Ebbene, questa deprimente visione pessimistica dell'uomo ("zero più peccati") era il punto di partenza del credo neurotico di Lutero.

Se pensate che l'uomo sia così tragicamente danneggiato dal peccato originale da essere al di là di ogni possibilità e speranza di salvezza, e che il massimo che Dio possa fare sia di "rifilargli" un po' di santità lanciandogliela addosso, allora senza dubbio state rigettando la dottrina cattolica della redenzione: non si può redimere ciò che è essenzialmente e ontologicamente irredibimile, cioè "zero più peccati"!»

...

«Questo insegnamento che la Chiesa sarebbe andata a rotoli dall'editto di Costantino in poi, viene fuori in realtà dalla setta protestante dei Battisti.

Alcuni apologi dei Battisti dicono che la loro non sarebbe una chiesa nata dalla Riforma protestante, ma sarebbe una rimanenza dei cristiani dei primi secoli, di prima della pace di Costantino.

Questa specie di fantasiosa astruseria è la loro risposta immaginaria all'obiezione cattolica che una chiesa fondata nel sedicesimo secolo (dai riformatori protestanti) non può per ciò stesso proclamarsi fondata da Cristo.

Per rifiutare le loro assurdità, basterà semplicemente ricordare che nei primi quattro secoli non c'era propriamente un Nuovo Testamento (i ventisette libri così come li conosciamo oggi) su cui questi "credenti nella Bibbia" fondano la loro fede cristiana.

La lista dei ventisette libri da includere nel Nuovo Testamento è stata finalizzata dalla Chiesa dopo Costantino - così come la formulazione delle dottrine sulla Trinità e sulla Divinità di Cristo. Niente male per una Chiesa "corrotta"!»

...


Ed infine, traduco solo i sottotitoli di alcune sezioni nella seconda parte dell'articolo (prima o poi raccolgo in un documento completo tutti i pezzi interessanti di quell'articolo... ora provo pure a contattare l'autore):

TRUCCHI USATI DAI NEOCATECUMENALI PER VENDERE LE LORO "LITURGIE" AI VESCOVI

Trucco numero 1: "promuovere il mito post-Conciliare delle liturgie fai-da-te dei primi cristiani"

Trucco numero 2: "mentire sul Vaticano II; dopo tutto, sul Vaticano II mentono praticamente tutti, e pochi hanno letto i documenti"

Trucco numero 3: "distorcere la storia"

Trucco numero 4: "ridicolizzare la liturgia tradizionale della Chiesa"

Trucco numero 5: "presentare la liturgia del Cammino come il male minore, con una falsa scelta tra due sole opzioni prefabbricate (il fervore dei primi cristiani e la distrazione di quelli attuali), come se non esistessero alternative (trucco usato dai venditori porta a porta)"

Kiko, Carmen, e le riforme liturgiche degli anni Sessanta

Con l'annuncio dell'apertura del Concilio Vaticano II (1962), cominciano anni di entusiasmo e di trepidanti attese di quanti erano annoiati dalla liturgia della Chiesa e aspettavano solo l'occasione -come nel famoso detto- di gettar via l'acqua sporca con tutto il bambino.

Come dicono le più pompose apologie del Cammino, nel 1964 il venticinquenne Kiko Argüello, «armato di Bibbia e chitarra», va nei bar di Palomeras Altas a dire alle ex suore (frequentanti tali bar) di aver visto la Madonna.

La messa era ancora in latino: chissà se i due saranno andati a messa prima o dopo quella conversazione al bar. Sono certo, però, che in entrambi i casi avranno partecipato a quella messa con sentimenti di fastidio e di deprecazione.

La liturgia di san Pio V, quella "tutta in latino", andava necessariamente riformata per eliminare il problema oggi etichettato -a torto o a ragione- "rubricismo". E' ovvio che "riformare" non significa "cambiare drasticamente", ed è noto che le indicazioni per la riforma liturgica erano venute dal primo (e meno letto) documento del Concilio Vaticano II: la Sacrosanctum Concilium.

Nel marzo del 1965, appena tre mesi dopo la Sacrosanctum Concilium, fu pubblicato un messale contenente proprio le riforme sulla linea di quanto indicato dal documento (e dunque il Pater Noster andava recitato tutti insieme, le letture erano possibili anche in lingua parlata, e così via).

Dato che quel messale non si discostava sostanzialmente da quello precedente (promulgato da Giovanni XXIII nel 1962), la voglia di riforme non venne saziata, e pertanto anche ai vertici più alti venne considerato provvisorio, così da procedere ad una riforma liturgica più massiccia (quella che verrà poi promulgata nel 1970).

Dunque dal 1965 al 1967 l'ex aspirante pittore («giovane bigotto cursillista», come lo definisce Carmen Hernández) e l'ex suora (mandata via perché incapace di obbedire), impegnati nell'evangelizzazione a modo loro dei baraccati di Palomeras Altas, avranno gustato anche questo messale della Sacrosanctum Concilium, il "messale del Concilio".

Avranno gustato quella messa in latino con le letture in spagnolo, avranno cantato il Pater Noster (in latino) insieme al celebrante, saranno stati liberi di andar via dopo la benedizione senza aspettare la lettura dell'ultimo Vangelo (il rito precedente prevedeva la lettura del Prologo del Vangelo di Giovanni al termine di ogni messa).

Ma sospetto che abbiano provato gli stessi sentimenti di qualche anno prima: «non basta! non basta! bisogna riformare! riformare!» Niente male come inizio di un'esperienza religiosa: il deprecare la liturgia...

Dobbiamo chiederci, infatti, cos'era esattamente il Cammino Neocatecumenale in quegli anni: o non aveva nessun legame con la liturgia cattolica (funzionando solo come "catechesi": Bibbia, chitarra, ed elucubrazioni del momento), oppure Kiko e Carmen avevano già cominciato a straziare la liturgia quando era ancora in vigore quella in latino (col sostegno di preti compiacenti).

Nel 1968, abbandonati i baraccati (nei quali, per imprecisati motivi, non torneranno mai più), i due si stabiliscono a Madrid prima e a Roma poi. Pertanto, per almeno un paio d'anni, avranno gustato ancora la "vecchia" liturgia in latino, sia pure sempre più tradotta in spagnolo ed italiano.

Padre Pio da Pietrelcina, anni prima, aveva avuto da papa Paolo VI il privilegio personale di poter continuare a celebrare con il rito tradizionale anche dopo la promulgazione delle riforme (quindi padre Pio non utilizzò mai i messali pubblicati dopo il 1962). San Pio aveva già avuto modo di definire Kiko e Carmen «i nuovi falsi profeti». Due mesi dopo la sua morte (avvenuta nel settembre 1968) «i nuovi Falsi Profeti» calarono a Roma.

Nel 1968 la gerarchia cattolica aveva una gran quantità di gatte da pelare: era cominciato il... Sessantotto. Quelli che sembravano fermenti di rinnovamento, si rivelarono negli anni successivi come come elementi di crisi. Pertanto non fu data troppa importanza al movimento di Kiko e Carmen, che peraltro potevano vantare l'appoggio di don Dino Torreggiani (che aveva scritto una lettera al cardinal Dell'Acqua per farli insediare a Roma).

Finalmente nel dicembre 1970 entra in vigore la nuova liturgia, il rito ordinario che è in uso ancora oggi. Come già sappiamo, neppure questo bastò alle voglie liturgiche di Carmen e Kiko.

Ma di quegli anni in cui si va consolidando il "corpus" catechetico-liturgico del Cammino Neocatecumenale non abbiamo altre grandi testimonianze: l'espansione dev'essere avvenuta il più possibile nel segreto. Ai neocatecumenali piace solo ricordare la brevissima nota Praeclarum Exemplar del 1974, che dimostra soltanto che Kiko e Carmen avevano saputo "vendere" al cardinale Annibale Bugnini il loro strazio liturgico come se fosse la liturgia dei primi cristiani (Bugnini era notoriamente fautore della "creatività" nella liturgia, anche se papa Paolo VI non era d'accordo).

Si può essere certi che lo strazio liturgico del Cammino doveva essere già completo non più tardi dell'inizio del 1972, visti i continui e insistenti riferimenti presenti negli Orientamenti trascritti in quello stesso anno. Dunque, poco più di un anno dopo l'entrata in vigore della riforma liturgica, i neocatecumenali già avevano straziato anche la nuova liturgia appena approvata.

Dopo questa rapida carrellata, che evidenzia che nei primi anni del movimento di Kiko c'era ancora la liturgia "in latino", ci restano poche ipotesi su come sia nato lo strazio liturgico neocatecumenale.

Prima ipotesi: era tutto in nuce, era tutto già nella testa di Kiko fin dai tempi in cui con Bibbia e chitarra tentava di evangelizzare i poveri (esperienza poi chiusa definitivamente nel 1967). In questo caso, è inevitabile concludere che Kiko ha fondato un movimento protestante, alleandosi con una ex suora che non aveva particolarmente a cuore l'ortodossia della fede, tentando insieme fino ad oggi di innestare tale movimento nella Chiesa cattolica, per motivi che a me restano particolarmente oscuri.

Seconda ipotesi: i primi anni sono stati solo di Bibbia e chitarra, e la liturgia è venuta dopo, come "naturale" compimento dell'invenzione kikiana-carmeniana, almeno da quando ormai era chiaro che sarebbe arrivata la riforma liturgica. Solo che la riforma liturgica del 1970 sarà stata al più utilizzata come scusa per produrre una liturgia propria. E l'abisso che separa l'ortodossia della fede dagli insegnamenti kikiani-carmeniani, fa ritenere assai improbabile un inizio "ortodosso" ed una trasformazione in eresia alla fine degli anni sessanta.

Per cui propendo per la prima ipotesi, anche perché la Carmen aveva studiato liturgia presso teologi oggi dimenticati (e all'epoca noti solo per le loro posizioni controverse), ed anche per il fatto che la "sintesi kerigmatico-catechetica" (cioè "sintesi kikiano-carmeniana") è stata sempre vantata come se fosse un processo armonico e uniforme.

Perfino qualche supporter neocatecumenale ammette le menzogne di Kiko

Nota: questo intervento è di alcune settimane fa, quando il sito pro-neocatecumenale Korazym era ancora attivo. Attualmente è in "manutenzione": sospettiamo che sia una scusa per far sparire silenziosamente tutti gli articoli in cui si ammette qualche magagna di Kiko e del Cammino. Korazym, infatti, nonostante l'intensiva propaganda al Cammino, aveva infatti lasciato trapelare alcune notizie sgradite (come l'ammissione che le 3200 "alzate" vantate da Kiko erano in realtà meno di 1000 e contenevano un mucchio di bambini di 7 anni e facce di gente che intendeva solo scherzare).


L'ineffabile Korazym continua ad elogiare il Cammino Neocatecumenale, ma... è costretta ad ammettere a denti stretti la sostanziale disobbedienza dei neocat.

Citazione da Cammino neocatecumenale: dieci mesi dopo, fra silenzi e rumori:

Due anni di tempo venivano dati allora al Cammino per uniformarsi ai libri liturgici, prevedendo la distribuzione dell’Eucaristia in piedi e non seduti, in processione verso l’altare dedicato in presbiterio e non intorno alla mensa addobbata: due anni e cinque mesi dopo, invece, non è cambiato nulla. Ma proprio nulla. Come hanno potuto constatare, nel corso della recente notte di Pasqua, anche un discreto numero di non appartenenti al Cammino, invitati da parenti e amici alle celebrazioni neocatecumenali, in particolare quelle allietate dai battesimi. Il fatto che nulla, rispetto ad un punto così importante come la distribuzione della Comunione nel corso della messa, sia cambiato rispetto al 2005 non contribuisce certamente a rasserenare il clima o a rendere più agevole il percorso degli Statuti, gettando sul Cammino neocatecumenale un’ombra netta di “disobbedienza” al papa. In altri termini, la scelta, da parte dell’équipe responsabile del Cammino (i due iniziatori con padre Mario Pezzi) di attendere anche oltre la scadenza del tempo concesso dalla Santa Sede, appare fra le tante assunte come la più inspiegabile, e senza dubbio alcuno di rilevante gravità, anche ammettendo l’ipotesi di una rassicurazione verbale in merito da parte di alcuni singoli esponenti della Curia: le richieste del papa infatti erano limpide, e Benedetto XVI non ha fatto marcia indietro.

C'è da notare che l'ineffabile redazione di Korazym, che ha sempre dichiarato di non essere neocatecumenale, è riuscita a ignorare le interviste a mons. Clemens e ai cardinali Cipriani Thorne e Medina Estévez pubblicati da Petrus fino all'ultimo...

...fino a quando finalmente ne ha dato telegraficamente notizia in calce alle solite sperticate lodi al Cammino.

Devo ammettere che Korazym ha pianificato bene la faccenda, in modo da bilanciare le consistenti critiche al Cammino con l'entusiastica descrizione degli spot pubblicitari di Kiko (il suo sermone alla Lateranense, l'ordinazione di alcuni di preti provenienti dai suoi seminari insieme ad altri, l'happening alla Domus Galilaeae per circuire centinaia di vescovi): quando si tratta di dare una descrizione della realtà distorcendola a sufficienza per farla diventare pubblicità per il Cammino, quelli di Korazym sono dei veri maestri.

Comicissimo: ieri la neocatecumenalissima redazione di Korazym si lamentava delle figuracce accumulate a causa di Kiko (Kiko diceva "gli statuti saranno approvati" e Korazym ogni volta credeva alla bufala e la pubblicava).

Oggi Korazym accusa Petrus di "scivolone giornalistico" (come dice il proverbio: "e il maiale disse al gatto: làvati!") dove lo "scivolone" consiste nell'aver onestamente e immediatamente pubblicato la smentita di un mons.Clemens allarmato per l'aver suscitato un vespaio.

Per completezza, e a denti strettissimi, Korazym non ha potuto fare a meno di citare Internetica e il suo forum, come "coscienza critica".

Conclude Korazym: "la storia continua". Per coerenza con sé stessa, la redazione di Korazym dovrebbe piuttosto dire: "la telenovela continua".

Comunque, l'acredine della neocatecumenalissima redazione di Korazym contro Petrus è palpabile: «Petrus conduce ormai una vera e propria campagna contro il Cammino... scivoloni giornalistici di Petrus... commenti impietosi di Petrus sul Cammino... attacchi personali di Petrus all'iniziatore del Cammino..." fino a criticare addirittura i cardinali intervistati da Petrus, rei di non aver fatto "i conti con una certa dose di prudenza, dovuta quanto meno alla porpora cardinalizia".

Eh, già: Korazym (che dice di non essere neocatecumenale) plaude ai cardinali che elogiano il Cammino, ma rimprovera i cardinali che non lo fanno. Complimenti!

domenica 8 giugno 2008

Gli Statuti: il male minore? E cosa conterrebbero?

Purtroppo è vero: la questione è delicata.

E potrebbe andare a finire che per scegliere il "male minore", vengano approvati gli Statuti.

Però non facciamoci ingannare dalla propaganda neocatecumenale!

Una eventuale "approvazione" del Cammino non significherà mai l'approvazione degli errori passati, presenti e futuri del Cammino.

Errori che i neocatecumenali continueranno a commettere: ne sono certo, poiché si sono comportati esattamente così nei confronti degli Statuti del 2002 (usati solo come bandiera, totalmente disattesi nel contenuto) e della fatidica "lettera di Arinze" del 2005 (disattesa totalmente nei punti più importanti).

Il Papa - e specialmente questo Papa - non si sentirà certo "obbligato" dalla politica ecclesiale e dalle pressioni di Kiko.

Potrebbe sentirsi "obbligato" solo se valutasse con ragionevole grado di certezza che l'eventuale approvazione degli Statuti possa essere benefica per tanti poveri cristiani in buona fede abbindolati dal Cammino.

Per salvare una pecorella smarrita, si possono anche lasciare temporaneamente nel deserto le altre novantanove.

Il problema è se la pecorella smarrita vuole davvero essere salvata, oppure vuole scapparsene col mercenario spagnolo.

E l'approvazione "obbligata" potrebbe essere tutt'altro che su misura delle vere "esigenze" del Cammino (per esempio, ti ricordo che nello Statuto ad experimentum si richiedevano il rosario e l'adorazione eucaristica...)

Sono passati dieci mesi dalla mancata "approvazione", sempre annunciata (soprattutto da Kiko) e mai concretizzata.

In questi dieci mesi, a poco a poco, molti vescovi e cardinali cominciano finalmente ad aver sentore dei problemi del Cammino: è per questo che Kiko ha continuamente bisogno delle telecamere, degli spot pubblicitari lateranensi, dei mega-raduni alla Domus Galilaeae (tutto a spese degli adepti neocatecumenali, spremuti senza pietà e con la massima urgenza).

E per ognuno che esprime pubblicamente le sue riserve (come i cardinali intervistati da Petrus nel mese di aprile 2008), ce ne sono almeno cento che stanno in silenzio ma capiscono (almeno un po') la lezione.

Anche un ecclesiastico super-progressista, maniaco della Bibbia, fissato con la creatività liturgica, amante dei soldi, penserà che non vale la pena accanirsi a difendere il Cammino e seguirne le sorti non proprio magnifiche e progressive.

E se il Cammino cercherà di "comprarlo", lui si sentirà in diritto e in dovere di "alzare il prezzo" in misura adeguata, senza però che questo garantisca mai che arriverà ad essere "martire" del Cammino.

Direi perfino che i vescovi portati nella Domus dei Balocchi in Galilea, anche se intervenuti pubblicamente a lodare il Cammino, non avranno troppa voglia di essere "martiri" nel nome di Kiko, anche se scarrozzati lì gratis, e perfino se gratificati di offerte a quattro o cinque zeri. Certi pessimi vescovi che si sentono "eroi" quando disobbediscono al Papa e quando mangiano gratis, perdono tutta la loro foga nel momento in cui vengono contraddetti dalla Regione Ecclesiastica cui appartengono o nel momento in cui vedono sfumare una possibilità di carriera.

Dunque, tutto ciò di cui c'è davvero bisogno, è che si conosca cos'è il Cammino Neocatecumenale, che si portino continuamente alla luce gli errori (notoriamente allergici alle tenebre), che se ne discuta estesamente con la gerarchia ecclesiastica (dall'ultimo prete di campagna in poi).

Il metodo neocatecumenale è fondato sulla menzogna, e perciò ama le tenebre e teme la pubblicità più della peste.

Se non fosse vero ciò che ti ho detto, allora avresti già visto da parecchi decenni interventi di Kiko e Carmen a smentire le eresie e le baggianate di cui sono accusati.

Per esempio, avresti sentito Kiko dire pubblicamente ai neocatecumenali: "la parolina «transustanziazione» spiega adeguatamente cosa avviene nella consacrazione (non come dissi nel '72 e come è stato ripetuto praticamente fino ad oggi)".

Avresti sentito Kiko ripetere continuamente e pubblicamente: "la Messa è un sacrificio, non è una chiassata da osteria come abbiamo sempre fatto fino ad oggi".

E soprattutto avresti sentito Kiko e Carmen dire ufficialmente ai loro adepti: "gettate nel fuoco le catechesi segrete. Contengono troppi svarioni, troppi errori, troppe eresie. Da oggi, in ogni comunità del Cammino, si ricomincerà da zero, utilizzando esclusivamente il Catechismo della Chiesa Cattolica. Io e Carmen chiediamo umilmente perdono di tutte le nostre malefatte, e del danno incalcolabile che abbiamo arrecato alla Chiesa".

Risposte ad una propagandista del neocatecumenalismo

Alessandra, se hai notato, nel mio intervento c'erano un mucchio di "posso testimoniarlo io stesso".

Sono sicuro che esistono dei neocatecumenali che in buona fede.

Ma mi preoccupo anzitutto per loro, perché vengono sempre più ingannati e sfruttati dal Cammino.

Se poi io avessi la fortuna di trovare un neocatecumenale che si inginocchia davanti al Santissimo Sacramento, che recita il rosario, eccetera... beh, sarei ancora preoccupatissimo, poiché ha ancora Kiko come "capo".

Se il Cammino facesse amare veramente la Chiesa, allora non avreste bisogno di miserabili scuse per disobbedirle.

Se il Cammino veramente credesse in Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio e veramente presente nell'Eucarestia, allora le messe neocatecumenali sarebbero sontuose e maestose come un pontificale tradizionale! (altro che le chiassate da osteria di campagna, con annessi balletti mongoloidi e canzonette imbecillissime!)

Capisco il tuo stato d'animo nel difendere il Cammino... ma non potrai fingere in eterno che il Cammino sia qualcosa di cattolico.

Kiko ti prende in giro!

Kiko ti inganna, quando ti dice continuamente che l'approvazione è imminente, quando ti dice che migliaia di giovani neocatecumenali si sentono "chiamati", quando ti dice che il Cammino ha l'appoggio del Papa, quando ti dice che il Cammino è il modo di essere Chiesa voluto dal Concilio Vaticano II... Kiko ti inganna!


E poi, parli di "assurdità"? E quali sarebbero le assurdità?

Di sicuro non sai cosa significa la parola "solenne": infatti dici che le celebrazioni NC sarebbero "solenni".

Con un po' di ironia, potremmo parlare delle scempiaggini solenni delle liturgie neocatecumenali.

La liturgia è la più alta espressione del rapporto che abbiamo con il nostro creatore. Lex orandi, lex credendi: dimmi come preghi, e capirò che fede hai.

Viceversa, visto che credete nelle baggianate kikiane, è perfettamente ovvio che celebriate liturgie così strampalate.


Archeologismo liturgico: si prende qualcosa di stravecchio, lo si etichetta "come nei primi cristiani", e lo si infila nella liturgia.

Questo è ridicolo. Sarebbe come se tu dicessi: "dato che da bambina facevo la pipì a letto, allora oggi ricomincio a farla, così torno alle mie origini".

Eh no!

E' vero che "tu oggi" e "tu da bambina" siete la stessa persona.

Ma non puoi pretendere di "recuperare" dei "segni" di quando eri bambina, pensando di tornare così alle tue origini!

Quindi si capisce bene che i "cembali sonori e rumorosi" e i "timpani squillanti e fracassoni", più le "danze bibliche mongoloidi" e tutte le altre cose che voi etichettate "come nei primi cristiani"... sono abusi belli e buoni!

Sono abusi: fanno impressione, producono emozione, ma non sono liturgia!

E dopo che avete aggiunto quegli abusi (per non parlare di Chanukkià e tutte le altre scemenze malamente copiate dalla tradizione ebraica)... non è che il problema si risolve aggiungendo un po' di incensamenti e aspersioni!


Ti invito a riflettere su questi punti.

Se il Cammino Neocatecumenale obbedisse al Papa sulla liturgia... allora la messa neocatecumenale non si distinguerebbe dalle migliori messe parrocchiali!

E invece: perché celebrate ancora a porte chiuse, il sabato sera, imbottiti di "monizioni" e "risonanze" e "balletti biblici" e canzonette imbecilli e liturgie straziate?

Perché non chiedi al tuo catechista "come mai, dopo la lettera di Arinze, facciamo ancora queste cose"?


Se il Cammino Neocatecumenale volesse togliersi di dosso l'accusa di eresia... allora potrebbe benissimo utilizzare, nelle catechesi, solo il Catechismo della Chiesa Cattolica.

E invece: perché mai il Catechismo non lo usa praticamente nessun neocatecumenale? Perché mai in caso di contraddizione tra Catechismo della Chiesa e dottrine kikiane, i vostri catechisti non si adeguano?

Perché mai in caso di contraddizioni evidenti, si trovano sempre mille complicate spiegazioni per non ammettere che è Kiko a sbagliarsi?

Perché mai nessuno di voi ha mai avuto qualche dubbio su quanto Kiko fa e dice?


Il neocatecumenale che comincia a farsi domande, prima o poi è costretto a scegliere.

O seguire le menzogne di Kiko e dei suoi scagnozzi catechisti... o seguire la verità e tornare nella Chiesa cattolica.

Non c'è alternativa.


Alessandra, sai bene che quei "sillogismi neocatecumenali" funzionano solo con le persone ignoranti.

Non ho criticato i canti liturgici (e tu lo sai): ho criticato le canzonette imbecilli spacciate per canto liturgico.

Dirò di più: è il vostro modo di strimpellare chitarrelle, tamburelli, cembali e quant'altro, che riduce la liturgia a una chiassata da osteria!

Come tutti i neocatecumenali, anche tu hai certamente qualche problema con la lingua italiana.

Tu chiami "liturgia" non ciò che ti eleva a Dio... ma l'assemblea neocatecumenale che celebra sé stessa.

Tu chiami "canti" quell'accozzaglia di parole, rumori e paroloni partorita dalla mente di Kiko.

Tu chiami "fede" il seguire acriticamente il Cammino Neocatecumenale!

E se la Chiesa contraddice il Cammino... allora voi dite: "tanto peggio per la Chiesa!"

Lo sai bene che le nostre non sono calunnie.

Ma hai bisogno di chiamarle "calunnie" perché non hai il coraggio di interrogarti onestamente sulle eresie e sulle disobbedienze del Cammino.

Dopo vent'anni di Cammino, hai ancora bisogno di nasconderti dietro le menzogne prefabbricate dal Cammino.

E questa sarebbe dunque la "fede adulta" che ti ha dato il Cammino?

Il Cammino Neocatecumenale non ha veramente bisogno della Chiesa cattolica

Per qualche motivo che puzza un po' troppo di zolfo, il Cammino Neocatecumenale pretende che la Chiesa Cattolica approvi le eresie kikiane-carmeniane.

Il Cammino Neocatecumenale funzionerebbe benissimo anche se si ponesse dichiaratamente fuori dalla Chiesa.

Specialmente la parte economica! Risparmierebbero un mucchio di soldi! (quelli che oggi investono per corrompere vescovi e parroci).

Tanto, visto che le parrocchie vengono utilizzate solo per usarne le sale parrocchiali (dove fare i loro baccanali pomposamente chiamati "Messa del Cammino")... visto con che "riguardo" trattano i sacramenti... beh, direi proprio che non hanno alcun bisogno delle strutture parrocchiali.


Interessantissimo commento: un neocatecumenale nel forum affermava: "Petrus è un giornale di propaganda".

Ma come!?!

Eppure fino a ieri, voialtri neocatecumenali lo citavate con soddisfazione!

Per esempio sul neocatecumenalissimo Segni dei Tempi e sull'ineffabile Korazym...!

Poi, quando intervista dei cardinali che criticano il Cammino, allora accusate Petrus di essere "un giornale di propaganda"...

Ma davvero? E propaganda "per chi"?

Vi ringrazio per le vostre sparate umoristiche, mi hanno reso il caffè di stamattina più gustoso.