mercoledì 14 maggio 2008

Risposta al neocat che urlava: "domenica prossima, a Pentecoste, ci approvano!"

La "domenica prossima" di cui parlavi nella tua email del 7 maggio scorso, è passata senza che nulla sia successo.


Prima di continuare, ti ricordo telegraficamente che:

1) il Cammino, da giugno 2007 ad oggi, non gode di nessuna approvazione dalla Chiesa (neppure la forma parziale di approvazione che erano gli Statuti)

2) lo Statuto è scaduto da quasi un anno

3) tutte le notizie di "imminente approvazione" sono state sistematicamente smentite: giugno 2007, settembre 2007, inizio febbraio 2008, fine febbraio 2008, Pasqua 2008, Pentecoste 2008...

4) è una menzogna insinuare che gli Statuti rendano leciti gli abusi liturgici e gli errori dottrinali

5) i complimenti e gli incoraggiamenti fatti al Cammino, non cambiano nulla di tutto questo.


Passiamo al resto.

Mi dici che vuoi "dialogare", ma poi dai un giudizio affrettato e temerario dicendo che qui avremmo "creato un sito che va contro i propri fratelli in Cristo".

Ti sbagli.

Questi siti condannano l'errore, non l'errante.

Siamo tutti pronti ad abbracciare di cuore la pecorella smarrita che fa ritorno all'unico vero gregge del Signore, quello che il Signore stesso ha garantito.

Ma voi preferite rimanere fuori, preferite seguire il mercenario, preferite rimanere nell'errore.

Questi siti internet non vanno contro "i propri fratelli in Cristo", ma vanno contro l'errore commesso da tali fratelli: e nel momento in cui tali fratelli si ostinano a perseverare nell'errore... secondo te, cosa dovremmo fare?

I fratelli che si ostinano a sbagliare e disobbedire, meritano di essere elogiati, o meritano di essere ripresi?

La carità consiste nell'adulare i fratelli che sbagliano, o nel far notare il loro errore?


Mi hai citato papa Giovanni Paolo II, però solo la parte che ti fa comodo.

Quando furono approvati gli Statuti temporanei a giugno 2002, Giovanni Paolo II non disse nulla. Non una menzione, non un ringraziamento, non un ricordo, non una parola.

E i silenzi del Papa sono eloquenti almeno quanto le sue parole!

La citazione che mi hai dato, infatti, è del settembre 2002: fu la prima volta, dopo mesi, che papa Giovanni Paolo II ne parlò.

Se il Papa avesse veramente voluto quell'approvazione (così come disse Kiko nel suo discorso a fine giugno 2002), allora come mai al momento dell'approvazione non disse nulla? Puoi controllare tu stesso nei vari Angelus, Udienze, Omelie, sul sito del Vaticano, tra fine giugno 2002 e il settembre successivo. Un silenzio "assordante".

Hai estrapolato una citazione dal contesto, trascurando il fatto più importante, e cioè che lo scopo il suo intero discorso era di richiamare i neocatecumenali all'obbedienza.

Parlando del Cammino, il Papa a settembre 2002 certamente menzionò la "fedeltà al suo progetto originario" - nel punto 5 del discorso... ma nello stesso punto 5 chiede che gli Statuti "siano messi in opera fedelmente in tutti i loro aspetti", e nel punto 6 dice che i Dicasteri competenti dovranno "esaminare il Direttorio catechetico e tutta la prassi catechetica nonché liturgica".

E subito dopo il Papa si dice "certo" che i neocatecumenali "non mancheranno di assecondare con generosa disponibilità le indicazioni che loro verranno".

Dunque il discorso del Papa, pur con tutti quei complimenti, è finalizzato a ribadire che:

1) i neocatecumenali devono obbedire allo Statuto

2) ai neocatecumenali era stato concesso lo Statuto senza che sia ancora stata accuratamente esaminata tutta la prassi catechetica e liturgica (per cui si poteva ancora immaginare che il "progetto originario" fosse decente)

3) i neocatecumenali dovranno obbedire generosamente a ciò che la gerarchia ecclesiastica chiederà loro.


Quanto all'obbedienza allo Statuto, lo sanno tutti che avete sostanzialmente disobbedito. Il Cammino è rimasto praticamente lo stesso dal 2001 ad oggi: con o senza Statuto, avete fatto le stesse cose, salvo rarissime e temporanee eccezioni.

Lo Statuto è stato concesso in maniera "parziale": per essere completo, richiedeva l'approvazione e la pubblicazione della "prassi catechetica e liturgica". Approvazione e pubblicazione non ci sono mai state. Lo Statuto nacque incompleto, ed è morto incompleto, e per di più avete sostanzialmente disobbedito alle indicazioni dello Statuto.

Infine, la vostra "generosa disponibilità" non c'è mai stata. L'esempio più clamoroso è la disobbedienza alla lettera del cardinale Arinze del 1' dicembre 2005.

Dunque "il progetto originario di Kiko" consiste nella disobbedienza?

"Il progetto originario di Kiko" consiste nel tradire la fiducia che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI vi hanno tante volte accordato?

"Il periodo di esperienza" che vi aveva concesso Giovanni Paolo II era per fare esperienza degli abusi liturgici o per fare esperienza della liturgia della Chiesa cattolica?

Dopo tutta quella "esperienza", come mai vi arriva il 1' dicembre 2005 una lettera che vi dice che per la liturgia dovete tornare ad utilizzare i soli libri liturgici approvati per tutta la Chiesa?

E come mai nel 2008 state ancora disobbedendo?

Vedi, sono proprio le tue stesse citazioni che confermano che stavi maliziosamente forzando l'interpretazione a tuo favore.

E la risposta vi è arrivata con la lettera del cardinale Arinze del 1' dicembre 2005, contenente le "Decisioni del Santo Padre" Benedetto XVI.

Papa Benedetto XVI vi chiede di andare alla messa parrocchiale "almeno una volta al mese": evidentemente voi non ci andate mai, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di ricordarvelo.

Il Papa vi ricorda che le omelie le può fare solo il sacerdote o il diacono (lo sanno perfino i bambini del primo anno di catechismo)... evidentemente, da voi le omelie le fanno anche i laici, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di dirvelo.

Il Papa vi chiede che "entro due anni" (cioè entro dicembre 2007) il modo di fare la Comunione diventi lo stesso di tutta la Chiesa...

Beh, se il Papa mi chiede "entro due anni" di fare una cosa, io come mi comporto?

Se mi dice "entro due anni", io comincio a obbedire da subito (per il Papa, questo ed altro!)

Giovanni Paolo II diceva di essere certo che i neocatecumenali "non mancheranno di assecondare con generosa disponibilità le indicazioni che loro verranno".

Benedetto XVI, il 12 gennaio 2006, diceva "sono certo che queste norme" (della lettera di Arinze) "verranno da voi attentamente osservate".

Ebbene? Cosa hanno fatto i neocatecumenali?

Il 17 gennaio 2007 Kiko, Carmen e don Pezzi, rispondevano per lettera al Papa ringraziando per "i due anni".

Ma come?! Non era forse "entro due anni"? Come mai quel termine urgente (al più presto possibile, e comunque entro due anni) diventa invece un "bonus" di due anni pieni pieni da sfruttare fino all'ultimo? (e anche oltre!)

Come mai l'equipe responsabile del Cammino decide di non obbedire subito?

Come mai ancor oggi nel Cammino si continua a fare come si faceva prima, disobbedendo anche oltre il termine di quei "due anni"?

Avete tradito la fiducia di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI.

Voi neocatecumenali prima dite "il Papa ci approva!" e poi gli disobbedite.

E lo fate perché è Kiko che ve lo comanda. Voi amate più Kiko che il Papa stesso.



Passo ad altro.

Con un acrobatico gioco di parole, insinui che io avrei deciso di "non ubbidire e di continuare a sparlare".

Ti sbagli.

Gli errori restano errori anche quando hanno un'apparenza di legalità (pensa per esempio alla legalizzazione dell'aborto).

Gli abusi liturgici neocatecumenali restano abusi liturgici anche in presenza dello Statuto del Cammino (che comunque non vi autorizzava nulla in proposito).

Per cui, quando (se) avrete un altro Statuto, le vostre disobbedienze (passate, presenti e future) resteranno disobbedienze, e i vostri abusi liturgici (passati, presenti e futuri) resteranno abusi liturgici, e noi continueremo a farlo notare.

Continueremo a farlo notare, cioè continueremo a dire la verità: e questa non è certo "disobbedienza" come insinuavi maliziosamente tu.

Se - come tu sogni - il Papa comandasse a tutte le diocesi di accogliere il Cammino, ebbene, il giudizio sugli abusi non cambierebbe.


Ecco dunque che si svela la tattica neocatecumenale, fondata sulla menzogna.

Voi vi illudete che la presenza dello Statuto, qualunque cosa contenga, vi autorizzi a continuare gli abusi liturgici e a professare errori dottrinali.

Voi vi illudete che una volta avuto il nuovo Statuto, sarete "intoccabili", al di sopra di ogni critica, al di sopra di ogni obbedienza.

Ma questo è il peggior spirito di disobbedienza mai visto!


Non hai voluto rispondere alla domanda "Ami di più il Papa o Kiko?"

Ma il tuo ragionamento mi fa capire che per te Kiko vale più del Papa.

Poiché Kiko ha infatti comandato di disobbedire al Papa, e voi avete disobbedito al Papa.

Con la lettera del 1' dicembre 2005, le "decisioni del Santo Padre" erano chiare: "il Cammino seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla".

Voi invece continuate ad "omettere" e "aggiungere".

Continuate a disobbedire. Perché?

Dunque è vero che per voi è più importante seguire Kiko che seguire il Papa!


Non proseguo nel commentare il resto del tuo testo, perché anche lì hai parlato per slogan.

Lo slogan pubblicitario è facile e veloce, e il ragionamento invece richiede fatica e impegno mentale.

Lo slogan abbellisce la menzogna per farla sembrare verità.

Lo slogan pubblicitario dice: "il Papa parla della secolarizzazione; il Papa ci aveva detto che noi dobbiamo essere contro la secolarizzazione; pertanto il Papa ci approva". Comodissimo slogan!

Il ragionamento, invece, è: "il Papa parla a tutto il mondo cattolico del problema della secolarizzazione; anche i neocatecumenali dovrebbero combattere la secolarizzazione; ma non si può combattere il male con il male! i neocatecumenali, che professano errori dottrinali e abusi liturgici, non sono affatto i più adatti a combattere i mali della nostra società! prima correggano la trave nel loro occhio, e poi potranno impegnarsi a guardare la pagliuzza altrui!"


Quanto alla parrocchia... il sistema delle parrocchie è in crisi; voi neocatecumenali, però, per la parrocchia non siete medicina, ma tumore.

Prova a guardare cosa fanno gli altri movimenti e associazioni: aiutano la parrocchia, sostengono la parrocchia, sono integrati nella parrocchia.

Hanno un loro spazio, e non cercano di rubare spazio agli altri. Hanno le loro attività, ma non cercano di imporle agli altri. Hanno talvolta anche le loro liturgie, ma senza abusi liturgici.

Cosa fanno invece i neocatecumenali? Se "prendono parte alla parrocchia", come dici tu, finiscono per fagocitarla. La parrocchia "neocatecumenalizzata" non riconosce nessuno spazio ai non-neocatecumenali. Tutti quelli che collaborano a questi nostri siti internet hanno esperienza diretta di tale problema.

Se invece non riescono a "prendere parte", allora si emarginano, si isolano, perché pensano che noialtri siamo "cristiani della domenica"!

Questo è proprio l'atteggiamento dei parassiti arroganti.

I pochi neocatecumenali che si danno da fare onestamente in parrocchia costituiscono l'eccezione, non la regola: e comunque, non appena hanno la possibilità, "neocatecumenalizzano" tutto. Possiamo testimoniare noi stessi (ed io stesso, per primo) tutte queste cose!


Concludo, ricordandoti che noi non siamo "gli unici" (come dici tu) che parlano così.

Al contrario, è la stessa gerarchia cattolica (a cominciare dal Papa) che cerca dolcemente di rimettervi in riga.

Ma voi siete figli ingrati della Chiesa, siete pecore ribelli che vogliono seguire il mercenario anziché il pastore.

Siete costretti a nascondere le critiche anziché rispondervi onestamente, siete costretti a mentire anziché affrontare la verità e le sue conseguenze.

E sappiamo tutti dove conduce la via della menzogna.


La tua menzogna conclusiva era la foto dell'allora cardinale Ratzinger che celebra con un'ostia molto grande.

In quella foto non si vedono le omelie dei laici e non si vede la comunione "da seduti". Evidentemente li avete nascosti, perché sapevate quale poteva essere il giudizio di Ratzinger.

Infatti, da allora ad oggi, Ratzinger non ha più celebrato per i neocatecumenali.

Ma temo che sia inutile chiederti come te lo spieghi questo.

Wikipedia italiana censura le notizie sgradite ai neocatecumenali

Wikipedia non tende alla precisione, ma al "consenso". Cioè, non tende alla verità, ma solo al non far litigar troppo coloro che vi contribuiscono.

Se c'è qualcosa che mostra l'oggettiva inaffidabilità di wikipedia, è la cosiddetta necessità di "discutere" i cambiamenti ad una voce.

Chiunque può "collaborare" a wikipedia, inserendo e modificando (e cancellando) pezzi di testo. E può contestare le modifiche fatte ad una voce, costringendo gli amministratori di wikipedia a "bloccarne" il contenuto fino a nuovo ordine.

Dunque una folla sufficientemente nutrita di contestatori può presentarsi come una "maggioranza di consensi" e ridurre una voce di wikipedia a strumento di propaganda (nonostante regolamenti e divieti) e addirittura terrorizzare gli amministratori al punto da costringerli a bloccare ogni modifica per mesi, anni, accettando solo piccoli cambiamenti sostenuti da sufficiente "consenso".

Questo è proprio il caso della voce della wikipedia italiana sul Cammino Neocatecumenale, contro la quale i cani da guardia neocatecumenali lavorano instancabilmente di cesello, per far sparire col passare dei mesi - pezzetto di qua, pezzetto di là - tutto ciò che non coincide con la propaganda kikiana.

Per cui, per ritrovare "tutto" quel che riguarda il Cammino, occorre spulciare la wikipedia italiana per qualche vecchia (ma ancora non censurata) versione. Ma solo pochissimi sanno come si fa e hanno la pazienza di farlo...

martedì 13 maggio 2008

Agli insulti rispondiamo...

Primavera 2007: agli insulti di alcuni neocatecumenali rispondiamo senza troppa diplomazia...

La setta eretica neocatecumenale è sempre stata una chiesa autocefala.

La pretesa principale dei neocatecumenali è quella di farsi riconoscere formalmente come cattolici nonostante le evidenti differenze in materia dottrinale, liturgica, disciplinare.

Come abbiamo visto anche dall'ultima arrivata, cioè l'utente "Antonella B.", il metodo neocatecumenale prevede che di fronte ad accuse circostanziate e documentate il fedele della setta kikiana sia tenuto a deviare il discorso su un piano personale.

Infatti il neocatecumenale che cominci a pensare "ma quali saranno le ragioni per cui ci accusano così e così?", rischia seriamente di smettere di essere neocatecumenale.

Proprio come per i testimoni di Geova.

Facciamo un passo indietro.

Quella di Carmen Hernández non è una teologia, ma un insieme confuso e raffazzonato di idee eretiche in voga verso la fine degli anni sessanta in ambienti chiusi.

Quelle idee sono passate di moda (la Carmen non lo sa), oppure hanno cambiato forma (restando ugualmente eretiche, ma neanche questo sa la Carmen).

Nel 1964 la Carmen ha incontrato Kiko Argüello al bar di Palomeras Altas, e ha deciso di servirgli "il Concilio su un piatto d'argento" (testuali parole della Carmen nel suo discorso in occasione della presentazione dello Statuto del Cammino Neocatecumenale il 28 giugno 2002).

Kiko le aveva detto di aver avuto una visione della Madonna (lo conferma la stessa Carmen nello stesso discorso citato, il cui testo è reperibile sul sito ufficiale del Cammino Neocatecumenale: cercate nel testo "visione della Madonna"; poche righe più sopra, la Carmen pure dice di aver lei stessa "sentito dalla Madonna" qualcosa).

Pertanto il terremoto interiore di Kiko è stato diretto e guidato dalle elucubrazioni pseudoteologiche della Carmen, nel tentativo (riuscitissimo) di battere il record mondiale della confusione.

Quando Kiko parla, non sempre cerca di esporre un concetto; spesso mette insieme paroloni altisonanti (non sempre ebraici, per la verità) nella speranza che l'interlocutore si contenti di quelli senza cercare di capire cosa significano e cosa c'entrano.

Ecco dunque spiegato il motivo per cui i neocatecumenali sono generalmente dei tontoloni (stavolta absit iniuria verbis! chi si contenta di paroloni altisonanti senza cogliere il significato generale, come lo chiamereste? la questione di Kiko al Family Day 2007, a parte il fatto di essere particolarmente esilarante, lo dimostra).

Se vedete un neocatecumenale intelligente e deciso, riconoscerete certamente uno che ha deciso di stare al gioco e di cavarne ciò che può (pensate all'immane giro di soldi che c'è attorno alle Famiglie in Missione, per esempio).

Se vedete un neocatecumenale, chiedetegli per quale motivo parteciperà al Family Day, e osservate la risposta: partecipa perché la famiglia è sotto attacco dalle istituzioni, o partecipa perché "la famiglia è in crisi"?)

***

A cosa servono questi "siti internet contro i neocatecumenali"

In breve:

a) dimostrare il più accuratamente possibile (e in modo particolare ai legittimi pastori della Chiesa) le eresie del Cammino;

b) dimostrare ai neocatecumenali in buona fede l'aspetto settario del Cammino.

Lo scopo infatti è:

a) ottenere che il Cammino sia dichiarato per quello che è: "non cattolico".

b) ottenere che i neocatecumenali poco avvezzi al ragionamento, prendano almeno in considerazione le conseguenze nefaste per la loro vita (comprendendo di essere ingabbiati in una setta spremisoldi).

Il giudizio definitivo lo deve dare la Chiesa, non le associazioni di psicologi.

Infatti, solo dopo che il Cammino sia dichiarato «non cattolico» lo si potrà dare in pasto a psicologi e associazioni non cattoliche per valutarne gli aspetti settari.

Il giudizio definitivo lo deve dare la Chiesa, ma nel vedere gli errori dei neocatecumenali non possiamo far finta di niente.

Specialmente quando tali errori vengano accuratamente nascosti alla vista della gerarchia ecclesiastica.

lunedì 12 maggio 2008

Croce rovesciata sì, ma... però...

Risposta ad un tizio che ha visto una croce rovesciata su un vecchio altare e pretende, con quel solo esempio, di giustificare Kiko Argüello che ha usato tale simbolo (comunemente riconoscibile come satanico) per il trono su cui far sedere Giovanni Paolo II, nel 2000, ad una megacelebrazione neocatecumenale.

Caro amico,

si tratta del classico caso in cui anche l'eccezione conferma la regola.

Per spiegarmi meglio, ho purtroppo bisogno di usare qualche minuto del tuo tempo, e mi scuso anticipatamente per qualche piccola eventuale imprecisione, dovuta solo alla fretta di risponderti presto come avevi richiesto.

Nel caso che proponi, non è in questione un'affermazione assoluta nel campo della matematica (dove è sufficiente un solo controesempio per smontare l'affermazione).

Siamo invece nel campo della storia, dove talvolta le eccezioni (purché ragionevolmente rare) finiscono per confermare l'asserto che si vuole dimostrare.

Esempio: la storicità dei Vangeli. I Vangeli in alcuni punti si contraddicono (il discorso della montagna è stato fatto "sulla montagna" o in una "pianura"? chi arrivò per primo al sepolcro vuoto? eccetera): ciononostante li si reputa storicamente attendibili.

Li si reputa storicamente attendibili poiché se fossero stati perfettamente coerenti tra loro, se fossero stati del tutto privi di discrepanze, qualunque storico avrebbe sostenuto che gli autori avevano concordato cosa scrivere e cosa no (concordando cioè uno spot pubblicitario, piuttosto che il resoconto dei fatti scritto da quattro diversi "cronisti" con le loro fonti e i loro punti di vista).

Ora, veniamo alla foto che ci è stata mandata. Si converrà che l'altare della foto è molto recente (non è certo stato costruito nei primi secoli del cristianesimo: eppure quello sarebbe il Carcere Mamertino, costruito nel IV secolo dove tra l'altro, come già detto, NON fu rinchiuso mai Pietro Apostolo), per cui già questo non tocca l'asserzione che "non è mai stato usato quel simbolo" almeno per i primi quindici-sedici secoli di storia cristiana.

L'onere della dimostrazione, dunque, è ancora tuo: resta a te dimostrare come mai il simbolo della croce rovesciata, secca, nuda, verticale, come visibile in quella foto, nella tradizione cristiana non sia mai stato imitato da nessun'altra parte (tanto meno nelle chiese dedicate allo stesso san Pietro). Non siamo nel campo della matematica.

Sul pavimento di una chiesa romana è possibile vedere il disegno dello zodiaco e dei suoi simboli: ma nessuno può ragionevolmente affermare che l'oroscopo e lo zodiaco siano parte della tradizione cristiana.

Tra i dipinti di una chiesa torinese è possibile vedere, in un quadro in cui sono rappresentati alcuni santi di Torino, anche la figura di Gandhi, dell'attuale cardinale di Torino, e dell'attuale parroco (che ha fatto dipingere il quadro): ma nessuno può ragionevolmente affermare che questi ultimi tre, a tutt'oggi, siano stati oggetto di venerazione da parte dei fedeli cattolici (perlomeno quelli sani di mente).

Insomma, ti ringraziamo per la segnalazione, ma ti contestiamo -civilmente- solo un errore di metodo: il tuo era un ragionamento da "matematica", non da "storia".

Se cerchi in giro (per esempio "croce rovesciata" su un motore di ricerca), troverai conferme a quanto andiamo dicendo: laddove non si parla dei neocatecumenali, si parla solo di satanisti, di sedicenti tali e di aspiranti tali. Come vedi, hai a disposizione numerosissimi indizi: e sono gravi, precisi e concordanti.

Il vero simbolo della "croce rovesciata" di Pietro, è quella in stile dipinto di Caravaggio, non quella "nuda" e verticale. E Pietro non è praticamente mai stato stilizzato nella croce rovesciata verticale.

I simboli comunicano moltissimo.

Non è stata la massoneria ad inventare il compasso e la squadra, ma se tu li usi nello stemma della tua associazione, chiunque ci vedrebbe un riferimento alla massoneria: e non saresti scusato dall'ignoranza. Hitler non è stato il primo ad usare la svastica: ma se sulla porta di casa tua ostenti un'elegante svastica, chiunque penserà che lì abita un nazista, e non saresti affatto scusato dall'eventuale ignoranza.

Per cui è indifendibile un Kiko che usa la croce rovesciata, simbolo troppo facilmente riconoscibile come satanico. Pietro si fece "crocifiggere a testa in giù", ma la sua intenzione non era di rovesciare la croce. Kiko ha fatto sedere il successore di Pietro su un trono con la croce rovesciata: e c'è qualcosa di davvero malefico, in questo.

Il simbolo tipico di Pietro sono le chiavi: conoscerai certamente il simbolo "PE", graffitato frequentemente nelle catacombe romane, con la "E" incastrata nella gamba della "P", a formare il simbolo di una chiave. Le chiavi, la rete da pescatore, la crocifissione a testa in giù.

Ebbene, Kiko lì non ha proposto un trono con le chiavi (o col pesce, o con altro simbolo cristiano), ma un simbolo che ha preteso di interpretare come il martirio di Pietro; se per assurdo le cose stessero come dice Kiko, allora è come aver augurato al Papa di morire presto.

I simboli "parlano". Se ci fosse stato il pesce, sarebbe stato come dire a tutti che il Papa è la nostra guida nella fede. Se ci fossero state le chiavi, sarebbe stato come riconoscere il Papa capo della Chiesa voluta da Cristo stesso.

E invece no. C'era la croce rovesciata, nuda, verticale.

C'è da supporre che il Papa, messo davanti al "fatto compiuto", abbia per puro spirito di carità evitato di rovinare la festa neocatecumenale, sedendosi lì, ma certamente non sarà stato allegro per lo scherzaccio.

domenica 11 maggio 2008

Spezzoni di risposte a vari neocat

Al neocat infuriato che annunciava future (improbabili) ubbidienze...

Scusatemi, ma il Cammino vagamente addolcito da qualche improbabile obbedienza è come la medicina sbagliata per una malattia vera.

Immaginatevi un bimbo che viene a sapere che gli scarichi delle auto costituiscono la fonte principale dell'inquinamento... e dunque nel tema del compito in classe scrive che secondo lui basterebbe eliminare i tubi di scappamento dalle auto per risolvere il problema.

Questa è la stessa logica del genialissimo autore che stiamo commentando.

Se un neocatecumenale decide di adeguarsi a quello che vuole il Papa in termini di dottrina e di liturgia, allora non è più neocatecumenale.

Infatti, tolte le eresie e le ambiguità, di tutta la catechesi di Kiko e Carmen non resta nulla.

Quanto alla liturgia, se la Messa neocatecumenale si adeguasse ai libri liturgici e ai documenti approvati per tutta la Chiesa, allora diventa la stessa cosa che andare in parrocchia.

(parentesi: ricordiamoci per esempio che le "monizioni" possono esserci, ma senza strafare, e comunque devono essere brevi, e ad una lettura biblica di 40 secondi non puoi premettere una "breve" monizione di tre minuti... Adeguarsi ai libri liturgici significa adeguarsi anche al loro spirito, per cui anche se certe cose sono tecnicamente permesse - come le monizioni - è evidente che nel momento in cui appesantiscono la Messa stanno tradendo la liturgia)

***

Al neocat che diceva che il Cammino serve alla Chiesa...

A conti fatti, il Cammino non serve a niente, del Cammino non si salva niente.

Un Cammino Neocatecumenale sano (che esiste solo nei nostri sogni) sostituirebbe le liturgie squinternate con una Messa "da parrocchia" nella quale al più cambia la predica e qualche canto (così come hanno fatto praticamente tutti gli altri movimenti).

Un Cammino Neocatecumenale sano (che esiste solo nei nostri sogni) sostituirebbe le tremende boiate di Kiko e Carmen con il Catechismo della Chiesa Cattolica, gli scritti dei santi, i documenti del Magistero, ecc.

Negli altri movimenti osserviamo sì la diffusione degli scritti dei loro rispettivi fondatori.

Ma costoro, nel peggiore dei casi, dicono scemenze ma non dicono eresie (tanto meno "grosse eresie" come l'ex imbianchino e l'ex suora).


Forse ad alcuni ecclesiastici (comprati a peso d'oro con i soldi dei poveracci adepti neocatecumenali alle prese con costosissimi "scrutini e passaggi") tutto questo può non essere chiaro.

Forse a costoro, affezionati più al dio Quattrino che al Dio uno e trino, può ancora sembrare praticabile la via dell'approvazione del CNC dietro qualche misera apparenza formale di obbedienza.


Ma per il Papa - e specialmente per questo Papa - la faccenda è invece ben chiara, e il punto chiave è nella liturgia.

Papa Benedetto, tra i primi atti del suo pontificato, ha mandato a chiamare in udienza privata il sacro triumvirato Kiko-Carmen-Pezzi (la Carmen, consentitemelo, è perfino più brutta di Rosy Bindi, e questo è un fatto veramente degno del Guinness dei Primati, dove "primati" è da intendere in senso biologico, cioè "scimmioni").

Dopodiché ha commissionato ad Arinze di trasmettere anche per iscritto le proprie decisioni.

E i risultati sono ancora lì, visibili a noi tutti.

Nel momento in cui il Cammino cominciasse ad obbedire, comincerebbe con ciò ad autoannientarsi.

Nel momento in cui il Cammino facesse piazza pulita delle eresie, farebbe con ciò piazza pulita di sé stesso.

***

Al neocat che diceva che il "Cammino è ispirato dallo spirito"...

Il Cammino è ispirato dallo "spirito", sì, ma quello del demonio.

Al demonio interessa certamente il far commettere omicidi, sodomie, furti, ecc., ma interessa anzitutto deviare il senso della fede, distorcere la verità rivelata, staccare quel tanto che basta le anime dei cristiani dall'unica vera Chiesa.

Perciò non è apocalittico dire che il Cammino Neocatecumenale è sostanzialmente ispirato dal diavolo, fin da quando la Carmen sedusse (spiritualmente) il giovane bigotto cursillista Kiko in quel bar di Palomeras Altas: "mi disse che aveva visto la Madonna... gli ho servito il Concilio su un piatto d'argento".

Come tutte le opere del demonio, questa "opera" è destinata a fare tantissimi danni (ed infatti ne sta facendo da quasi mezzo secolo).

Da molto tempo siamo al punto che i diavoli tentatori di Kiko gli suggeriscono soltanto: "ma a questo punto, dopo tanta crescita, puoi mica tirarti indietro? vorrai mica rinnegare anche una sola virgola di tutto quanto ti ho dato?"

I diavoli tentatori di Carmen, invece, oltre a suggerirle: "guarda quant'è buona la paella che hai preparato", possono tenersela stretta limitandosi a suggerirle: "ma a questo punto, dopo tanta crescita, puoi mica accettare che Kiko si tiri indietro? vorrai mica rinnegare tu anche una sola virgola di tutto quanto ti ho dato?"

***

Non confondiamo le carte in tavola.

Provo ad essere schematico:

1) Kiko e Carmen propagano una dottrina ambigua e zeppa di eresie

2) nel movimento da loro fondato ci sono molte persone che per ignoranza o ingenuità pensano, in buona fede, di essere in un ambiente cattolico

3) il Papa sa tutto questo e pertanto non ha ancora emesso una condanna drastica al neocatecumenalismo;

4) Kiko e Carmen, grazie ad alcuni accorgimenti furbetti (nessun documento stampato, vittimismo insistente, linguaggio ambiguo, propaganda fatta a suon di mezze verità...) sono riusciti a ingannare molti ecclesiastici (per esempio, nel 1990, carpirono la fiducia dello stesso mons. Cordes e sfruttarono una frase privata del Papa come loro slogan definitivo, censurando le frasi che c'erano intorno)

5) non devi credere "a me", e nemmeno ai tuoi "catechisti": ti sto dicendo di credere direttamente a quello che ha deciso il Papa, a quello che ha detto il Papa;

6) il Papa si dice certo che i neocatecumenali rispetteranno le norme, ma FINORA questa certezza è stata evidentemente TRADITA;

7) dicembre 2007 è il TERMINE ULTIMO sul quale si dimostrerà la TOTALE disobbedienza dei neocatecumenali;

8) se i neocatecumenali cominciassero ad obbedire fin da subito, resterebbe ugualmente da spiegare perché dal 1' dicembre 2005 ad oggi (cioè per quasi DICIASSETTE MESI su un perentorio "entro due anni") hanno disobbedito.

9) se per ipotesi il Papa mi dicesse "entro due anni devi smettere di fare XYZ", io avvertirei immediatamente l'urgenza di smettere; non andrei certo in giro a dire che il Papa "mi concede due anni" per continuare a fare di testa mia per tutto il tempo massimo che mi ha concesso...

10) ancora non hai risposto su come TU e la TUA comunità neocatecumenale state applicando la lettera di Arinze (già, perché poi ti chiederei di nuovo: "PERCHÉ STATE ANCORA DISOBBEDENDO?")

mercoledì 7 maggio 2008

Lo Statuto risolverà magicamente tutti i problemi? Che illusione!

Fratello carissimo,

dato che in poche righe hai posto molti argomenti su cui sembri poco informato, mi perdonerai se ci ho messo tanto tempo a risponderti, e mi perdonerai anche tutte queste parole per spiegarti come stanno le cose: dopotutto, per dichiarare (anche involontariamente) il falso, basta meno un paio di sillabe; invece, per circostanziare la verità, occorrono molte più parole.

1) secondo "una voce non ufficiale"...

Per l'ennesima volta una "voce non ufficiale" annuncia l'imminente approvazione ufficiale degli Statuti del Cammino. Permetti che io ti risponda francamente: accolgo la notizia con uno sbadiglio. Ti prego di notare che non è irriverenza: l'approvazione degli Statuti è diventata una "telenovela".

Korazym, un sito internet talmente favorevole al Cammino da essere spesso costretto a difendersi dall'accusa di appartenere al Cammino stesso, ha dato ripetutamente quella notizia: prima per giugno 2007, poi per il settembre successivo, poi per febbraio (in due distinte date), quindi per Pasqua (cioè marzo 2008)... E tutte le volte, la notizia "non ufficiale" dell'imminente approvazione aveva come fonte Kiko stesso.

Incurante delle figuracce già accumulate, Kiko diffondeva di volta in volta la notizia dell'imminenza dell'approvazione degli statuti, approvazione che puntualmente non avveniva. Ecco perché perfino Korazym ha detto (testuali parole) che "quella degli Statuti è diventata una telenovela".

Perciò ti dico che dovresti essere il primo a dubitare di notizie "non ufficiali". Siamo tutti sempre propensi a credere subito alle notizie che ci farebbero piacere... e così la diffusione incontrollata di quel genere di voci è costata figuracce (e rettifiche) a numerose redazioni (non solo quella di Korazym).

2) "l'approvazione significherebbe la fine di tante polemiche"...

Ti prego di notare quanto sia pericoloso ed equivoco pensare che le polemiche sussistano solo per la mancanza degli Statuti definitivi.

Come avrai già notato negli Statuti approvati "ad experimentum" dal 2002 al 2007 (li avevi letti per intero, vero?), gli Statuti dicono "cosa" dovrà fare il Cammino nel presente e nel futuro. Non significano affatto continuità con il passato. Non giustificano minimamente gli errori del passato. Non garantiscono affatto che il Cammino da quel momento in poi non commetterà più errori.

Le "tante polemiche" contro il Cammino sono sorte all'interno della Chiesa stessa per vari motivi, che tu ed io conosciamo bene. La liturgia del Cammino, che è diversa da quella ammessa per tutta la Chiesa cattolica. Le dottrine di Kiko e Carmen, che sono incompatibili con l'insegnamento bimillenario della Chiesa. Le preoccupanti modalità con cui il Cammino si rapporta con le parrocchie, con i vescovi, con coloro che non appartengono al Cammino stesso. Mi fermo qui, perché tu ed io sappiamo bene quanto sia lunga e penosa la lista.

Quando verranno ufficializzati gli Statuti definitivi, dunque, non potrà certo cambiare il giudizio sugli errori che il Cammino ha già commesso nei vari campi (liturgico, dottrinale, pastorale, disciplinare...)

E non cambieranno le polemiche nel momento in cui i neocatecumenali continueranno con quegli errori.

Dato che il Cammino ha disobbedito al vecchio Statuto, dato che i neocatecumenali hanno disobbedito alla "lettera di Arinze", allora è facile profetizzare che anche con uno Statuto "definitivo" continuerete a commettere gli stessi errori, di cui ancora oggi non sembrate affatto pentiti.

3) "questo Papa intelligente e saggio conosce bene il Cammino Neocatecumenale"...

Non so se tu ti sia mai chiesto come mai questo Papa "intelligente e saggio", che pure "conosce bene il Cammino Neocatecumenale", non sta per niente facilitando l'approvazione del Cammino.

Interrogato dal prete neocatecumenale Geraldo Raul Carcar sulle sorti del Cammino (durante l'udienza al clero romano, 22 febbraio 2007), questo stesso Papa - che "conosce bene il Cammino" - ebbe a rispondere che "esistono ancora oggi molte complicazioni"...

Da quel "molte complicazioni", è passato più di un anno e sono passati pure molti annunci "non ufficiali" di "imminente approvazione"... tutti regolarmente smentiti.

Ora ti chiedo: se il Papa sciogliesse d'autorità il Cammino Neocatecumenale, tu continueresti ad amare il Papa?

Se questo Papa dicesse che Kiko e Carmen hanno sempre diffuso errori, tu continueresti ad amare questo Papa?

Tu ti ritieni cattolico... ma ami più il Papa, o ami di più Kiko e Carmen?

4) "...il Cammino non ti piace, quale soluzione proponi alla secolarizzazione?"

In questa tua domanda, purtroppo, si celano tre gravi equivoci.

Primo equivoco: pensare che la Chiesa sia una specie di azienda che deve far quadrare i bilanci.

Secondo equivoco: pensare che i problemi della Chiesa siano risolvibili con qualche tattica intelligente.

Terzo equivoco: pensare che il Cammino possieda qualche tattica spettacolare per risolvere il problema.

Nostro Signore ci ha rassicurato: "non temere, piccolo gregge", poiché "le porte degli inferi non prevarranno". Dunque la Chiesa non è un'azienda, non deve preoccuparsi del suo successo, e non è sostenuta dai limitati sforzi umani, ma dallo Spirito Santo.

Per lo stesso motivo, i problemi della Chiesa non vengono risolti da tattiche adeguate (come dite voi neocatecumenali: "adeguate ai tempi odierni"), ma dal sincero desiderio di santità (cioè dalla collaborazione alla divina grazia) di ogni singolo membro della Chiesa.

Purtroppo il Cammino Neocatecumenale non è un aiuto alla santità, poiché contiene numerosi e gravi errori quanto a dottrina, liturgia, e tutto il resto.

Inoltre, i fondatori del Cammino non brillano certo per santità, visto che le loro disobbedienze sono diventate proverbiali, i loro strafalcioni sono diventati famosi, le loro pretese sindacali sono ben conosciute (cfr. Kiko il 3 giugno 2006), le loro liturgie hanno provocato la lettera del cardinale Arinze "contenente le decisioni del Santo Padre", decisioni restrittive, che però non sono state applicate (disobbedienza dell'intero Cammino alle decisioni del Papa! vergogna!)

Ecco perché io condanno il Cammino, senza però proporre qualche "tattica" alternativa.

L'unica cosa che ho da proporti, è di seguire l'insegnamento della Chiesa anche quando contraddice le tue idee, e di obbedire ai legittimi pastori della Chiesa anche quando contraddicono le persone che tu stimi di più.

Ma per farlo, dovrai confrontarti seriamente con ciò che dice la Chiesa, dovrai essere pronto a mettere in dubbio ciò che ti hanno sempre detto Kiko, Carmen, e tutti i catechisti del Cammino.

Ed avrai bisogno di molto coraggio per trarre le conseguenze quando scoprirai le grandi differenze tra ciò che ha sempre insegnato la Chiesa e ciò che purtroppo ti ha insegnato in questi anni il Cammino.


5) "padre Livio di Radio Maria dice che è in atto un'apostasia silenziosa"...

Anche su questo argomento, ti chiedo l'onestà e l'umiltà di interrogarti, e di chiederti se l'apostasia in questione non sia già nel tuo cuore.

Infatti, l'apostasia silenziosa non è il passare dal cattolicesimo all'ateismo. L'apostasia è anche il passare dalla fede ad una "finta fede".

Nel momento in cui tu pensassi che le parole di Kiko e Carmen valgono più di quelle del Papa, ebbene, in quel momento ti accorgerai di aver apostatato anche tu.


6) "spero che tu non voglia tornare al passato, alla parrocchia verticistica e piramidale, alla liturgia ingessata in latino incomprensibile, al clericalismo becero del passato che chiamava i fedeli «idiotes»"...

Mi dispiace dover evidenziare in questi tuoi passaggi un altro equivoco, consistente nel pensare che il passato sia irrimediabilmente e totalmente "cattivo" (per cui sarebbe vietato perfino il continuare o ricuperare le cose buone del passato).

Comunque, cosa ne sai tu della parrocchia "verticistica e piramidale"? L'hai vissuta tu stesso, o i tuoi catechisti te l'hanno descritta così? Come mai, nonostante la parrocchia "verticistica e piramidale", ci sono stati tanti frutti di santità? Come mai le parrocchie sono andate in crisi proprio nel momento in cui hanno smesso di essere "verticistiche" e "piramidali" come dici tu?

Poi, cosa ne sai tu della liturgia "ingessata"? L'hai vissuta tu stesso, o sono stati i tuoi catechisti a parlartene in tono così denigratorio? Come mai nonostante il "latino incomprensibile", anche i più analfabeti hanno sempre capito la liturgia? Come mai santa Caterina è dottore della Chiesa, nonostante fosse analfabeta e nonostante fosse vissuta con la liturgia "ingessata" in latino? (questo discorso vale per tutti i santi fino al 1965, incluso padre Pio: era "ingessato" pure lui?).

Come mai, nonostante l'italiano "comprensibile", molti oggi non capiscono i significati espressi nella liturgia?

Cosa ne sai tu del "clericalismo becero"? Dove lo hai verificato?

E soprattutto: sei proprio sicuro di non commettere lo stesso errore? Non siete voi stessi neocatecumenali a chiamare sprezzantemente "cristiani della domenica" e "pagani" quelli che non aderiscono al Cammino?

7) "la situazione delle parrocchie è disperata, la pastorale ordinaria non conserva più neanche i praticanti"...

Questo è lo stesso equivoco di cui ho parlato poco fa: e cioè il ritenere che la Chiesa sia un'azienda che deve presentare bilanci trimestrali... ritenere che la parrocchia sia un club che a tutti i costi non deve far calare il numero degli associati... ritenere che la Chiesa abbia bisogno di nuove tattiche, nuovi schemi di gioco, nuove strategie per poter vincere il campionato mondiale delle religioni...

Qui però occorre aggiungere un'altra nota dolente, e perciò faccio appello a tutta la tua umiltà e a tutta la tua logica.

Il Cammino Neocatecumenale, man mano che si installa nelle parrocchie, le "fagocita". Il Cammino, infatti, non si inserisce nella normale vita parrocchiale per migliorarla (come avviene in genere con gli altri movimenti). Al contrario, il Cammino va avanti per conto suo, lasciando che la "pastorale ordinaria" perda i "praticanti" e i "lontani" che non sono entrati nel Cammino.

Tra i tanti indizi per verificarlo, è sufficiente citare il semplice fatto che le comunità del Cammino non celebrano le loro liturgie negli orari della parrocchia, e nemmeno nella chiesa parrocchiale, ma celebrano in spazi privati, a porte chiuse, celebrano la "loro" liturgia, indipendentemente dalla comunità parrocchiale.

Il Cammino non entra nelle parrocchie come vitamina per rinforzare la vita parrocchiale; al contrario, il Cammino entra come un parassita, va avanti per conto suo, e giudica "risultato positivo" il fatto di vedere molte persone partecipare al Cammino (non alla parrocchia, ma al Cammino).

8) "a meno che tu non pensi che dobbiamo chiuderci in parrocchia come in un piccolo mondo antico e surreale fuori della realtà"

Anche qui devo purtroppo farti notare quanto siano equivoche le tue parole.

Tu finora hai parlato sempre in due alternative esageratamente opposte: o il Cammino, o la liturgia "ingessata"; o il Cammino, o il mondo "antico e surreale fuori della realtà" delle parrocchie; o il Cammino, o il "clericalismo becero"; o il Cammino, o la parrocchia "verticistica e piramidale"; o il Cammino, o l'impossibilità di raggiungere i "lontani dalla fede"...

Scusami se te lo dico così francamente ma qui, se c'è qualcuno che vive "fuori della realtà", sei proprio tu.

Mi hai descritto una realtà completamente inquinata... ad eccezione del Cammino.
Tutto è da buttare, tranne il Cammino.
Niente va bene per la Chiesa, tranne il Cammino.

Se sei così sicuro che la Chiesa sia così marcia (tranne il Cammino), vuol dire che non conosci la Chiesa, vuol dire che non conosci la realtà.

Tutti questi tuoi slogan contro la Chiesa possono provenire solo dai tuoi catechisti e dai vertici del Cammino.

E se loro ti propongono una visione così banale e fumettistica della realtà, vuol dire che il Cammino Neocatecumenale è davvero velenoso come noi lo abbiamo descritto.

Infatti, chi pronuncia quegli slogan, o è ingenuo (ma prima o poi dovrebbe accorgersi che la realtà non è quella), oppure è cosciente della loro falsità (e in questo caso è un mentitore).

Non voglio considerarti mentitore, e perciò sono costretto a considerarti ingenuo.

Ti chiedo solo di esercitare tutta l'umiltà che hai ancora, e di verificare ciò che ti ho detto io, e di verificare ciò che ti hanno detto i catechisti.

La verità non teme nulla; la menzogna, invece, teme la verifica, teme la luce.

9) "tutti lo hanno capito tranne tu e i tuoi compari"...

Questo insulto con cui concludi il tuo messaggio email ci fa capire cosa hai davvero nel cuore.

Ci fa capire che nel leggere qualche pagina del sito, sei assalito dal terrore che ci sia un fondo di verità.

Infatti, se tu ci avessi considerato insignificanti, non ci avresti scritto un messaggio email per convincerci che non abbiamo capito. Temi come la peste di trovare sempre più conferme che ciò che abbiamo detto è vero.

Dopo aver dato al Cammino anima e corpo, sei terrorizzato dall'idea di aver fatto un "investimento sbagliato", di aver seguito l'errore anziché la verità, di aver seguito l'apparenza di successo (il Cammino) anziché la Chiesa stessa.

Hai avuto un Cammino tutto pieno di fervore e di canti, tutto pieno di successi (apparenti) e di persecuzioni (motivate), tutto dedito alla liturgia e alla catechesi (però quelle di Kiko e Carmen, non quelle della Chiesa)...

Ti sei insomma donato anima e corpo ad una realtà che dice di essere cattolica, ma non è cattolica.

E non ti sei accorto che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI le hanno tentate di tutte pur di ricondurvi sulla retta via.

Pur di salvare la pecorella smarrita, il Papa sarebbe disposto ad abbandonare temporaneamente nel deserto le altre novantanove. Ma comincia ad essere evidente a tutti che la pecorella smarrita vuole a tutti i costi seguire il mercenario spagnolo...

Perciò faccio appello a tutta la "santa umiltà" che Kiko va augurando a tutti (incluso il Papa stesso), e ti invito a riconsiderare tutte le "bastonate" che il Cammino ha ricevuto dalla gerarchia, senza usare come filtro gli slogan dei tuoi catechisti e di Kiko.

Tanti grandi e piccoli santi, del passato e del presente, sono stati capaci di rinnegare tutto ciò che avevano fatto e detto, pur di obbedire al Papa, pur di rimanere in comunione con l'unica vera Chiesa.

E tu, sarai capace di rinnegare il Cammino, pur di restare nell'unica vera Chiesa?

Pregherò per te, perché tu abbia la forza e il desiderio di rinnegare gli errori del Cammino per tornare all'unica vera fede dell'unica vera Chiesa.


Note al testo

martedì 6 maggio 2008

Wikipedia inglese: la battaglia della pazienza

Come prevedibile, il neocatecumenale Ncwfl ha abbandonato le discussioni, e si limita ad annullare ogni giorno tutte le modifiche che ho aggiunto in queste ultime settimane.

In parole povere, pretende che la realtà si adegui ai suoi sogni.

Incapace di ammettere che la realtà non è esattamente quella descritta dagli slogan neocatecumenali, terrorizzato dall'idea che nel leggere le testimonianze sfavorevoli al Cammino gli possano far cambiare idea, si connette ogni giorno alla wikipedia inglese per eliminare in blocco tutte le aggiunte che ho fatto alla voce, proprio con lo zelo tipico dei ministri di satana.

Ora è intervenuto un altro, Christevita, che era stato quieto per un po' di giorni. Anche lui specializzato nel censurare le critiche ai neocatecumenali, dev'essersi sentito un po' spaesato nel trovare la spaventosa quantità di aggiunte, tutte in tono tranquillo e implacabile, tutte vigorosamente documentate.

E pertanto si è limitato ad aggiungere il "tag" delle contestazioni (senza specificare cosa contesta e perché contesta), e a farmi la solita comica e insignificante raffica di domande: ma tu sei mai stato ad una catechesi? sei mai stato ad una convivenza? hai mai parlato con un seminarista di seminari Redemptoris Mater?

Ero tentato di rispondergli, ma poi ho pensato che è inutile "dare la droga ai drogati". Meglio andare direttamente al sodo, nella speranza che se non lui, qualche altro neocatecumenale possa beneficiare di queste risposte telegrafiche. Così, gli ho scritto (in inglese) che:
1) su wikipedia le nostre esperienze e le nostre opinioni sono irrilevanti
2) fare "esperienza" del Cammino non è necessario, così come non è necessario imbottirsi di LSD per capire cos'è, come funziona, e quali siano i suoi lati positivi (?) e negativi
3) non sono io a criticare il cammino, ma un gran numero di Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, Teologi, ed ex membri del Cammino: leggiti le fonti, e affronta la verità
4) anche se wikipedia evidenzia i lati negativi del Cammino, tu sei ancora in grado di goderti il Cammino; wikipedia non ha bisogno della propaganda neocatecumenale
5) quando voi neocatecumenali modificate l'articolo sul Cammino, fate sparire ogni cosa che non sia elogio, perfino quelle più notevoli, perfino i commenti del Papa. Ma questa non è la Pagina Ufficiale della Propaganda del Cammino.
Per cui mi sento autorizzato a togliere il "tag" delle contestazioni, visto che evitano sia di discutere, sia di porre questioni rilevanti.

Nota: un po' di formalismo, in questi casi, non guasta mai (non lo dico con entusiasmo). Wikipedia, come qualsiasi grosso ambiente strutturato, ha il suo gergo e la sua burocrazia. Chi sa padroneggiarli (ed ha tempo e pazienza), può fare su wikipedia il bello e il cattivo tempo. E' proprio di questi giorni la notizia che una commissione politica americana è stata colta in flagrante nel tentativo di accordarsi con i massimi dirigenti di wikipedia per presentare un punto di vista estremamente favorevole su certe questioni politiche, cassando via tutte le critiche.

Comunque, fantascienza a parte, ho avuto tempo e pazienza per aggiornare l'articolo in questione, che con l'ultima versione che ho "consegnato" a wikipedia, include tutte le novità apparse su Petrus (papanews.it): è incredibile come siano celeri i neocatecumenali a riportare in pompa magna ogni più piccolo elogio al Cammino, e a ignorare bellamente ogni critica pur proveniente dai più alti vertici della gerarchia cattolica.

Caso notevole, anche in USA i neocatecumenali utilizzano (quando fa loro comodo) il soggettivismo più lercio. Quando emergono gli innegabili problemi del Cammino, invocano la solita "esperienza", intesa in senso emotivo e soggettivo: «tu non conosci il Cammino! non ci sei mai stato! non puoi giudicare!»

Da questi ultimi indizi è evidente che anche i neocat dei livelli più bassi vivono nella menzogna, ci nuotano, e vivono allo scopo di propagarla. C'è da rabbrividire, perché la cosa ha veramente un che di satanico.

lunedì 5 maggio 2008

I danni che fanno i preti neocat in Australia

Il caso australiano descritto qui sotto è purtroppo abbastanza esemplare di come vanno le cose quando arrivano i neocatecumenali, in una qualsiasi parte del mondo.

Nella parrocchia di san Vincenzo de' Paoli a Redfern (sobborgo di Sidney, in Australia, parrocchia popolata per lo più da aborigeni australiani, di colore) hanno avuto per oltre trent'anni (dal 1971 al 2003) un buon parroco. Quando questi ha raggiunto i limiti di età, l'ordinario del luogo (il cardinale George Pell) ha inviato due preti neocatecumenali a sostituirlo; i due, in momenti diversi, sono stati poi sostituiti con altri due preti neocatecumenali.

Tutti i preti neocatecumenali in questione hanno portato un modo di fare «incompatibile, alieno, autocratico, giansenistico» e «pratiche abusive» che «portano divisione». Nessuno di loro ha mai mostrato «sensibilità e rispetto» per i parrocchiani e la loro spiritualità: i preti neocatecumenali «ci trattano come lebbrosi».

Le liturgie e pratiche di pietà degli aborigeni sono state «ignorate con silenziosa ostilità o accolte con manifestazioni di violenza, rabbia e ignoranza»: i preti neocatecumenali chiamano «pagani» gli aborigeni.

I preti e laici missionari del Cammino Neocatecumenale (una «setta» «invadente» e «segreta») hanno imposto una forma religiosa «aliena e ostile», così come una liturgia «estranea». Vengono letteralmente «urlate» ai parrocchiani «istruzioni e regole»; la «violenza verbale» e le espressioni «razziste» su di loro sono ormai «un fatto comune», e si è arrivati perfino all'«aggressione fisica» dei parrocchiani, «soprattutto le donne, incluse le molte suore anziane» che hanno vissuto e lavorato in parrocchia per tanti anni. I preti neocatecumenali hanno rifiutato ogni occasione di dialogo (uno di loro, per esempio, affermava: «sono io il parroco, e pertanto vi devo solo dire cosa dovete fare»).

I preti neocatecumenali hanno eliminato la messa prefestiva del sabato per oltre due anni (c'è ora una messa del sabato sera, alla quale però pare che «i parrocchiani non siano benvenuti»). In almeno tre occasioni un prete neocatecumenale si è rifiutato di proseguire la celebrazione della Messa, piantando a metà la celebrazione. I preti neocatecumenali rifiutano regolarmente la Comunione ad alcuni fedeli aborigeni, umiliandoli pubblicamente, facendo basse insinuazioni sulla loro preparazione ai sacramenti.

Hanno «spostato il tabernacolo» in una minuscola stanza attigua alla sacrestia (e «chiusa a chiave»), «negando di fatto l'accesso ai fedeli». Già al loro arrivo, cambiarono tutte le serrature dei locali parrocchiali, per impedirne l'accesso ai fedeli, ostacolando così il servizio della mensa dei poveri, e addirittura ridicolizzandolo col dire che quel servizio «lo può fare anche un ateo». Hanno «punito» (loro testuale parola) alcuni fedeli, rei di riunirsi in un gruppo di spiritualità benedettina di meditazione del Vangelo, impedendolo per anni.

«I preti neocatecumenali hanno smantellato una per una tutte le nostre tradizioni e pratiche di pietà». Per quattro anni si sono rifiutati di celebrare battesimi, prime comunioni, matrimoni e funerali per gli aborigeni (ma hanno regolarmente celebrato un battesimo per una famiglia neocatecumenale).

Hanno sfasciato una croce e un tavolo che erano stati creati dagli aborigeni ed utilizzati nelle loro liturgie, addirittura denunciando alla polizia (con una falsa versione dei fatti) un aborigeno che aveva osato lamentarsi dell'accaduto. Una parrocchiana, stufa dei maltrattamenti, ha querelato uno dei preti, che prontamente ha ottenuto il trasferimento nientemeno che alle... comunità neocatecumenali del Nepal (cfr. sezione "Ticket to heaven" qui), mentre nel frattempo arrivava dal tribunale il giudizio favorevole per la parrocchiana.

I pochi laici neocatecumenali si limitano alla celebrazione della Messa ed evitano accuratamente ogni altra attività parrocchiale.

Testuali parole: «Abbiamo fatto esperienza di quanto sia dannoso e fonte di divisione il Cammino Neocatecumenale. La Chiesa non può crescere con le loro pratiche da setta fondamentalista. La qualità (tanti preti e tanti seminaristi) non può mai supplire alla qualità. La loro formazione e la loro attitudine quanto ad interessi pastorali, teologia, missione, appare terribilmente inadeguata, e chi come loro non è stato scelto sulla capacità di guidare una comunità, può solo procurarci dolori e difficoltà. Una formazione così povera non può che danneggiare tutti i cattolici».

Tutte le lettere al cardinale Pell per metterlo al corrente dei fatti sono state ignorate, o hanno visto una risposta evasiva, o hanno visto promesse di cambiamenti mai mantenute. In un caso il cardinale Pell ha ammesso l'esistenza di un "piccolo gruppetto" (sic) ostile ai preti neocatecumenali, mentre secondo lui il resto della parrocchia avrebbe "ottime relazioni" con i neocatecumenali.

Pertanto, a maggio 2007, i parrocchiani hanno esposto per lettera la loro situazione al cardinal Levada (Congregazione per la dottrina della fede), al cardinal Re (Congregazione per i vescovi) e al cardinal Rode (Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica) e, in copia, anche al cardinal Pell. Il tutto condito con centosessanta firme del cosiddetto "piccolo gruppetto".

Il testo delle loro lettere (da cui le citazioni sopra riportate) sono sul sito internet della parrocchia "The Church Mouse".

Dopo sette mesi giunge da Roma una sola risposta, molto fredda, da parte di mons. Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il clero (il cui testo è riportato sul The Church Mouse; da notare che si tratta di un'altra congregazione, non una delle tre a cui avevano scritto i parrocchiani). Mons. Piacenza dice di aver esaminato il caso e concluso che:
1) è al cardinal Pell che è stata affidata la diocesi, ed è lui che decide come assegnare i ministeri e organizzare i carismi
2) chi vive fuori dai confini di una parrocchia, non ha titolo per parlare della parrocchia
3) è una difficile situazione pastorale, ed il dicastero non ha motivo di obiettare alle decisioni di Pell
4) la congregazione pertanto considera chiuso il caso.

Questi i fatti.

Aggiungo qualche mio breve commento personale.

In casi delicati come questi, la forma è essenziale quanto il metodo (raramente basta la gravità dei fatti). Le congregazioni vaticane traboccano di lettere di protesta di parrocchiani dalla penna facile infuriati per i motivi più insulsi (e questo è anche un motivo del ritardo nelle risposte), e pertanto non possono non guardare con fastidio l'ennesimo caso di lamentele su parrocchie, preti e vescovi. Pertanto, al primo appiglio (per esempio l'aver "scavalcato" i gradini della gerarchia, o il non aver tentato fino all'impossibile la conciliazione e l'obbedienza all'ordinario del luogo, oppure l'aver utilizzato un linguaggio che l'accusato potrebbe giudicare offensivo), chiudono la questione con un "arrangiatevi, obbeditegli, pazientate".

Nel caso sopra citato, i parrocchiani si sono rivolti a tre congregazioni: quella per i vescovi (con l'evidente intento di chiedere che venga "svegliato" Pell sul caso), quella per la dottrina della fede (senza purtroppo circostanziare gli errori dottrinali dei neocatecumenali, e senza avvisare quella per il Culto Divino sulle storture liturgiche), e quella per gli istituti di vita consacrata (che non c'entra niente col Cammino). Siccome l'accusa è ai quattro preti (Pell semplicemente non ha soddisfatto le richieste dei parrocchiani, per motivi che non è neppure tenuto a pubblicare), la lettera è stata giustamente passata alla Congregazione per il Clero, la quale avrà immediatamente chiamato il cardinal Pell per chiedergli cosa ne pensa del caso.

Per qualche motivo a noi ignoto, Pell ha creduto opportuno rispondere che la mittente della lettera (e prima firmataria dei centosessanta) "vive fuori dai confini della parrocchia", provocando esattamente quella risposta di mons. Piacenza.

Certamente Pell è a conoscenza sia del malumore dei parrocchiani, sia dei motivi di quel malumore (le denunce, il trasloco in Nepal, la polizia in parrocchia). Ciononostante, preferisce lasciare in quella parrocchia in balia dei preti neocatecumenali, considerandolo il male minore (se non addirittura un bene).

Possono esserci tanti motivi per rendere comprensibile un comportamento del genere, e non tutti presuppongono la "cattiveria" del vescovo: per esempio la terribile scarsità di preti, le "pressioni" del Cammino (o le sue lusinghe pecuniarie), altri problemi col clero (nessun prete forse vuole andare lì)...

Quello che ci interessa, nel caso sopra esposto, è il paragone con situazioni simili in Italia.

Infatti in Italia succedono le stesse cose!

Qui, come lì agli antipodi, i preti neocatecumenali maltrattano i "cristiani della domenica" (una razza inferiore, secondo la visione kikiana); qui, come lì, i preti neocatecumenali disprezzano la devozione dei semplici, e spazzano via tutte le pie pratiche non "neocatecumenalizzabili"; anziché curare il gregge loro affidato, lo dividono (tra neocatecumenali e "gente da neocatecumenalizzare" a forza). Qui, come lì agli antipodi, i preti neocatecumenali accettano l'incarico di parroco solo per curare i neocatecumenali della parrocchia, infischiandosene degli altri. Considerano con fastidio perfino la celebrazione di sacramenti per i non-neocatecumenali. E infine, quando anche la parrocchia intera fosse contro di loro, vanno in giro dicendo falsamente che sono osteggiati solo da un piccolo gruppetto di scalmanati, e che tutti gli altri sarebbero sommamente d'accordo col Cammino. Infine, se un prete neocatecumenale fa pasticci nella "missione neocatecumenale" qui, viene comodamente spedito in "missione neocatecumenale" altrove, a far danni da qualche altra parte nel mondo.

Tutto questo non fa che confermare chi critica i preti provenienti dai seminari neocatecumenali Redemptoris Mater.

domenica 4 maggio 2008

Strategie di Marketing Neocatecumenale

«Per esempio, (i neocatecumenali) intercaleranno casualmente con espressioni del tipo: "Quando il Papa mi ha mandato in missione in Inghilterra, io non conoscevo l'inglese".

Sono un commerciante ben allenato, e vi posso assicurare che non c'è niente di casuale in quelle espressioni: sono tecniche subliminali di vendita, sono utilizzate deliberatamente, e loro sono allenati ad usarle.

Il loro scopo è di piantarvi nel subconscio l'idea che se queste cose vengono dal Papa allora devono essere per forza buone.

Ovviamente se tali affermazioni fossero esplicite e aperte, susciterebbero il sospetto e il desiderio di verificarle, per cui il trucco è di sganciarle casualmente nel discorso e proseguire rapidamente, prima che l'interlocutore abbia tempo di pensare e reagire.

L'idea che il Papa, che è al di sopra del Cardinale Arcivescovo di Westminster e dell'intero episcopato inglese, chiederebbe ad un avvocato italiano incapace di parlare in inglese di andare a convertire gli inglesi (neanche fosse un novello sant'Agostino) è talmente assurda che non ci sono altri commenti a parte un: "Già: e io sono Napoleone Bonaparte"».

(citato da: Neocatechumenate CULT FICTION - The Protestant cuckoo in the Catholic nest - or what you see is most definitely not what you get - traduzione e corsivi miei).

sabato 3 maggio 2008

Commenti sugli interventi di un neocat anonimo

Tanto per cambiare, il fedelissimo neocatecumenale anonimo finge di non sapere come stanno le cose, e distorce le parole dei suoi interlocutori ad uso e consumo del Cammino.

Evidentemente Kiko gli ha insegnato che per promuovere la verità occorre mentire.

Dunque, ricapitoliamo: il Cammino sta centellinando fin dal 1977 le sue catechesi segrete ai dicasteri vaticani.

Ogni volta spunta fuori un nuovo volume, chissà perché non sono stati consegnati tutti e subito, ogni volta spunta fuori che manca qualcosa, chissà perché sono state consegnate versioni un po' aggiustate e sempre incomplete... forse che abbiamo ragione noi che Carmen e Kiko hanno qualcosa da nascondere?

Nonostante questa consegna a puntate (un volume, due, tre, cinque, dieci, dodici, tredici, quattordici… siamo ancora a quattordici, o è già sbucato fuori il quindicesimo?) non è stato approvato né ufficialmente pubblicato nessuno di quei testi. Come mai?

Non sarà mica che il loro contenuto sia definitivamente incompatibile con l'insegnamento della Chiesa?

Come mai dopo tante correzioni ancora non si riesce a dire "almeno questo volume è in linea di massima accettabile"?

Mentre gli scritti di altri fondatori di movimenti sono stati pubblicati e ripubblicati (tanto che chiunque li può comprare, in pressoché qualunque libreria), le catechesi segrete del Cammino sono venute fuori solo grazie a monsignor Landucci e padre Zoffoli.

Comunque, ti ringraziamo, davvero, grazie, veramente eravamo in attesa di qualcuno che ci desse lezioni sull'ars bloggandi, impazientemente aspettavamo qualcuno che ci minacciasse di morte e ci spiegasse perché il farlo è una cosa talmente cristiana che s'impara nella setta neocatecumenale: «odia a morte coloro che non gradiscono il Cammino».

Ecco il punto. Di fronte ad un ateo, di fronte ad un anticattolico dichiarato, ecco che tutti sono disposti al dialogo.

Ma di fronte a qualcuno che vi ricorda che il Cammino non è né "approvato", né "approvabile" nella Chiesa Cattolica, ecco che v'infuriate come belve.

Ma il Cammino non servirebbe a rendervi cristiani dalla "fede adulta"?


Perciò, già che ci sono, cerco di ricordarti i soliti argomenti di cui avvertiamo l'urgenza di discutere, argomenti con cui – come tutti i neocatecumenali – eviti accuratamente di confrontarti.

Primo: cosa state facendo concretamente tu e la tua comunità per ubbidire alle «decisioni del Santo Padre» in merito alle vostre famose bizzarrie liturgiche?

Cosa state facendo per ubbidire ai vescovi che vogliono che le vostre celebrazioni siano aperte a tutti e non siano invece a porte chiuse presso parrocchie compiacenti?

Cosa state facendo concretamente tu e la tua comunità per vivere umilmente l'obbedienza ai legittimi pastori della Chiesa?

Secondo: il fatto che gli insegnamenti di Carmen e Kiko contengono errori grossolani, e che né Carmen né Kiko hanno mai seriamente smentito.

Avete mai considerato che il Catechismo della Chiesa Cattolica è infinitamente più affidabile, serio, importante, urgente, delle martellanti catechesi dei vostri catechisti?

O forse la ripetizione pappagallesca delle elucubrazioni carmeniane e kikiane è ancora il vostro maggior fondamento della vostra "fede"?

Terzo: il fatto che le liturgie del Cammino contengono grossolane variazioni non approvate dalla Chiesa, su cui dalla fine del 2005 vi è stato chiesto di dare un taglio netto.

Di' un po', tu e la tua comunità avete almeno cominciato a celebrare la Messa comunitaria almeno secondo i libri liturgici approvati?

Oppure è il solito interminabile minestrone di "monizioni" e "risonanze" condito da quel modo decisamente irrispettoso di fare la Comunione?


Infine: nella prossima confessione pubblica, sarai capace di ammettere di aver navigato in internet nonostante il divieto kikiano dell'Avvento 2006?

O griderai solo di essere un "Caino" perché il tal giorno alla tale ora hai dimenticato di telefonare per gli auguri di buon compleanno al SuperCatechista cui devi la più totale obbedienza?

Lo sai che nei siti come questo potrebbe sorgerti il dubbio che sia il Papa (anziché Kiko) a godere del dono dell'infallibilità in materia di fede e morale?

venerdì 2 maggio 2008

The Church Mouse

E finalmente diamo il benvenuto ad un altro contributor alla wikipedia inglese.

Si tratta di un parrocchiano che si firma the Church Mouse, letteralmente, "topo di chiesa", o come diremmo noi "topo di sacrestia" (un titolo simpatico e autoironico).

Appartiene alla parrocchia di san Vincenzo a Redfern, presso Sidney, in Australia. L'aver avuto una pessima esperienza con i neocatecumenali non ha tolto ai parrocchiani il buonumore e la graffiante ironia - il loro sito infatti è alquanto sui generis, riportando lettere di neocatecumenali infuriati, e risposte altrettanto corrosive.

Caso notevole, a maggio 2007 i parrocchiani hanno scritto a vari cardinali romani (tra cui il cardinal Levada) per lamentare di aver ricevuto "preti del Cammino" come parroco e viceparroco (inviati lì dal loro cardinale George Pell). Dopo aver avuto per trent'anni un parroco eccellente, si ritrovavano all'improvviso con preti neocatecumenali e le loro «incompatibili, aliene, autocratiche, giansenistiche e spesso abusive» pratiche neocat.

Preti neocat che hanno «imposto una forma religiosa aliena e ostile, così come per la liturgia», umiliando i ripetutamente i parrocchiani, spostando il Tabernacolo nella sacrestia, eliminando la messa prefestiva, cambiando le serrature per evitare che i parrocchiani avessero accesso alle sale parrocchiali...

Uno dei preti neocat si è permesso addirittura di sfasciare una croce e un tavolino (opere degli aborigeni) pur di non vederle più usate nella liturgia.

La lista è lunga: vengono riportati insulti e prepotenze neocatecumenali, rifiuti neocat di dialogare, addirittura insulti razzisti contro gli aborigeni, annunci delle catechesi con l'icona di Kiko senza precisare "Cammino Neocatecumenale"...

Le stesse cose che succedono in Italia!

Anche in Australia i neocat annunciano le catechesi senza dire chi sono

Paese che vai, usanze che trovi? Macché!

Le losche tattiche del Cammino Neocatecumenale sono uguali in tutto il mondo.

In tutto il mondo annunciano le loro "catechesi" (cioè fanno "reclutamento") senza dire chi sono!

Solo chi conosce quell'orrenda icona kikiana (e la dizione ambigua "catechesi per adulti") li può riconoscere.

Ecco la traduzione:

Pare che i neocat di Redfern (presso Sidney, in Australia) abbiano cominciato il reclutamento in grande stile. Resta solo da capire quanto ciò sia compatibile col fatto che la parrocchia di San Vincenzo non è una parrocchia neocatecumenale.

Circa due settimane fa sono stati distribuiti a Redfern poster e volantini. Una piccola banda di menestrelli fai-da-te, neocatecumenali, guidata da un parroco strimpellante una chitarra, ha fatto una processione lungo le strade, invitando gli abitanti - che non sospettavano niente di strano - ad un barbecue nel parco di Redfern, per lanciare una "Catechesi per adulti" (barbecue a cui hanno partecipato alcuni curiosi, interessati però solo al mangiar gratis).

Ecco i volantini kikiani e l'annuncio della "catechesi per adulti":




Oggi il Signore ti invita ad ascoltare l'annuncio dell'amore che Dio ha per te... a scoprire Cristo vivo e presente nella tua vita... a fare esperienza della Chiesa Cattolica che può dare profondo significato alla tua vita...


Vieni ad ascoltare la serie di catechesi, lunedì e giovedì sera dalle 19:30 alle 20:30, a partire dal 13 agosto 2007... trasporto e babysitter garantiti dal parroco

La notizia è stata pubblicata su The Church Mouse, sito dei parrocchiani.

Vescovi giapponesi: ricattati dai preti neocat?

Un'opinione sulla notizia Vescovi giapponesi contro il Cammino Neocatecumenale.

Dagli articoli che ho parzialmente tradotto, non si capiva che i vescovi giapponesi giunti a Roma erano quattro (si parlava solo di una "delegazione", in cui erano presenti evidentemente l'arcivescovo di Tokyo e il vescovo di Takamatsu).

Se hanno avuto bisogno di rivolgersi al Papa in persona, è evidente che le pressioni sono notevolissime, e che non avevano altra via d'uscita.

Da parte mia, posso ipotizzare che lo sparuto manipolo di preti neocat sparsi per il Giappone abbia minacciato di lasciare in blocco le parrocchie (con le gravi conseguenze che possiamo immaginare, in un paese dove i preti scarseggiano).

Una volta, quando c'era abbondanza di preti, i parroci avevano il terrore di essere allontanati dalla parrocchia, e pertanto obbedivano.

Oggi, in Giappone (e perfino in Italia, dove ci sono ancora 55mila preti), i parroci che vogliono disobbedire possono comodamente minacciare le dimissioni (lasciando ai vescovi delle brutte gatte da pelare): dopotutto non perdono mica lo stipendio (anche in Giappone ci sarà una sorta di "sostentamento clero")... e nel caso dei neocat, saranno rilocati comodamente altrove dai loro super-catechisti, con la scusa della missione, attraverso qualche vescovo compiacente (dopotutto anche i neocat sono a corto di preti).

Se questa ipotesi è fondata, i vescovi avranno chiesto al Papa una dozzina di preti non-neocat, capaci di parlare il giapponese almeno per quel che serve nell'amministrare i sacramenti. Solo che oggi è un bel problema trovarne... e questo spiegherebbe come mai papa Benedetto XVI non avrebbe ancora chiuso la questione (ma sappiamo già quale è il suo "stile": lento ma implacabile).

giovedì 1 maggio 2008

Vescovi giapponesi contro il Cammino Neocatecumenale

«The Japanese Bishops' Conference sent a delegation last week to discuss with Pope Benedict XVI "the serious problem" they are having with the Neocatechumenal Way and its seminary in Takamatsu diocese».

Il 29 aprile 2008 la Conferenza Episcopale Giapponese per la seconda volta in cinque mesi ha mandato una delegazione a Roma, da papa Benedetto XVI, per discutere "il serio problema" con i neocatecumenali ed il loro seminario nella diocesi di Takamatsu.

La notizia è data dall'agenzia di stampa UCANews.

L'allora vescovo di Takamatsu, mons. Fukahori Satoshi, fin dal 1990 aveva acconsentito all'avvio di un seminario Redemptoris Mater a Takamatsu (520 km a sud di Tokyo, una diocesi di ventisette parrocchie per un totale di cinquemila cattolici - l'un per cento della popolazione cattolica giapponese), nonostante l'opposizione di molti fedeli (notizia riportata qui).

Nel 2003 il seminario contava 28 studenti, dei quali solo due giapponesi (gli altri provenivano dall'Italia, dall'America Latina e dalla Spagna), e un totale di 26 ordinazioni in 13 anni (preti in genere assegnati alle diverse diocesi giapponesi).

Nelle sue lettere pastorali del 2000-2001 il vescovo Fukahori aveva criticato (facendo nome e cognome) due dei fedeli che si erano opposti, ed è stato perciò denunciato per diffamazione e condannato a pagare un totale di 800.000 yen di risarcimento danni (poco meno di 5.000 euro); i due parrocchiani che hanno vinto la causa hanno affermato di non essere contenti della vittoria, ma di essere allarmati a causa del seminario Redemptoris Mater.

«Another matter would be The Neocatechumenal Way (the Way) and the International Takamatsu Diocesan Seminary known as Redemptoris Mater. We have here a serious problem. In the small Catholic Church of Japan, the powerful sect-like activity of Way members is divisive and confrontational. It has caused sharp painful division and strife within the Church. We are struggling with all our strength to overcome the problem but feel that if a solution is to be found, the consideration of Your Holiness for the Church in Japan will be of the utmost importance and direly needed.»

Sono le testuali parole di monsignor Pietro Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo, riportate nel sopracitato articolo di UCANews del 29 aprile 2008: "Il Cammino Neocatecumenale è un problema, e lo è anche il seminario Redemptoris Mater "International Takamatsu Diocesan Seminary". Abbiamo un serio problema: nella piccola Chiesa cattolica del Giappone, la potente attività simile a una setta dei membri del Cammino porta divisioni e contrasti. La setta del Cammino ha portato acute e dolorose divisioni e lotte all'interno della Chiesa."

L'attuale vescovo di Takamatsu, Francesco Saverio Osamu Mizobe (salesiano), ha confermato di aver parlato al Papa proprio del problema del seminario Redemptoris Mater presente nella sua diocesi, che intende chiudere definitivamente. Dopo le discussioni tra i prelati giapponesi, nessuno di loro è disponibile ad accettare la riapertura di quel seminario nella propria diocesi.

I vescovi giapponesi confermano di essere stati ascoltati dal Papa "molto attentamente" e "per quasi un'ora" su questa questione.

Risposte ad un neocat furente e insultante

Ah, ecco un altro Sommo Neocatecumenale che viene qui a mostrarci cosa ha imparato nel Cammino!

Ecco i frutti delle catechesi di Kiko e Carmen!

Questo sì che è un esempio di "fede adulta" promossa da Kiko!

Vediamo un po' di riepilogare:

1) gli argomenti di risposta sono minacce (evidentemente mancano altri argomenti)

2) il Papa ha detto che i movimenti si tengono anche se sono scomodi… però, per favore, citiamolo tutto, l'intervento del Papa: ha parlato anche della dolorosa obbedienza… ha detto che i frutti di san Francesco sono stati tali perché san Francesco ha accettato di farsi correggere e guidare dalla Chiesa… ed ha detto poi che l'approvazione definitiva degli Statuti del Cammino è ben dubbia…

3) sì, hai ragione, il Cammino è degno di nota… ma lo è per i suoi tre aspetti principali:

a) disciplinare: la proverbiale disobbedienza neocatecumenale è degna di nota, certamente;

b) dottrinale: catechesi ambigue ed eretiche, certamente sono degne di nota, sì (la consegna degli Orientamenti alle congregazioni vaticane cominciò trent'anni fa, nel 1977, ed ancora non ne è stato approvato o pubblicato ufficialmente neppure uno dei quattordici volumi… ma che dico! neppure una pagina! gli errori sono evidentemente dappertutto!)

c) liturgico: eh, sì, che la liturgia del Cammino non rispetta i libri liturgici, e Kiko Argüello e Carmen Hernández si sono assunti la gravissima responsabilità di promuovere una liturgia bizzarra e poi, dopo interi decenni, eventualmente fingere di chiedere il permesso per celebrarla.

Complimenti, hai proprio indovinato: il Cammino è degno di nota (proprio come dicevi tu), i fatti sono incontestabili (proprio come dicevi tu), e i documenti (a cominciare dalla fatidica "lettera di Arinze" contenente le «decisioni del Santo Padre») veramente parlano chiaro (proprio come dicevi tu).

È bello vedere queste "testimonianze neocatecumenali", che confermano quanto già stiamo dicendo da tanti anni.