Visualizzazione post con etichetta testimonianze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta testimonianze. Mostra tutti i post

venerdì 22 agosto 2008

Ecco come il Cammino "rispetterebbe" gli altri carismi

Una laica ha inviato la seguente testimonianza al sito Verità sul Cammino Neocatecumenale. Purtroppo non è né la prima, né l'ultima testimonianza di questo genere...


Mi sono trasferita da Roma a Tivoli praticante nella parrocchia di Santa Sinforosa, ho conosciuto la realtà di 8 comunità neocatecumenali, il parroco catechizzato da loro, emargina tutte gli altri gruppi di preghiera es. sono responsabile dell'apostolato della preghiera, ma non ci permette né di far conoscere la devozione del Cuore di Gesù, né spiegare i 9 venerdì, né la confessione, né l'adorazione eucaristica ecc.ecc. Ho fatto catechismo per due anni, perchè aveva la speranza di convertirmi al loro cammino, non avveratosi ciò mi ha tolto il corso catechistico perchè non spetta a me ma ai catechisti della comunità: premetto che a marzo p.v. prendo se Dio vuole il dottorato in scienze della religione. Viviamo l'eresia e lo scisma più totale di questi tempi dovuto alla setta neo catecumenale.

Dove finirà la nostra chiesa visto che pubblicamente chiamano kicho papa............

giovedì 21 agosto 2008

Il matrimonio secondo Kiko: "o vieni in celebrazione o ti caccio di casa", "tu meriti di perire", "presto o tardi il Signore

Una laica ha inviato la seguente testimonianza al sito Verità sul Cammino Neocatecumenale: da restare allibiti! "O vieni in celebrazione o ti caccio di casa", "tu meriti di perire", "presto o tardi il Signore ti brucia"... sono cose che il marito non avrebbe mai detto alla moglie, se tale marito non fosse diventato neocatecumenale. Ecco perché siamo scettici sui pomposi slogan neocatecumenali che dicono che il Cammino avrebbe "salvato" il matrimonio di qualcuno.


Molte sono le testimonianze di gente che, "grazie al Cammino", ha ricostruito la sua storia, il suo matrimonio, ecc.. Io posso dire invece che il Cammino mi sta distruggendo il matrimonio e la vita familiare e personale in genere. Mio marito ha sposato fino in fondo questo modo estremo ed "integralista" di intendere il cristianesimo. Ha incarnato in sé il giudizio verso di me e verso tutti coloro che non fanno parte del Cammino o che non ne condividono il metodo (sacerdoti e vescovi compresi!!!)!

Io, frequento a singhiozzo il cammino stesso (ospitato da un'altra parrocchia della mia stessa cittadina), ma sono, contemporaneamente, al servizio della mia parrocchia di appartenenza dove, per anni, mi sono formata in seno all'Azione Cattolica.

Oggi,mentre da un lato onoro i miei impegni parrocchiali anche col Ministero del canto che mi porta ad una gioiosa intimità con Cristo, dall'altro sono spesso coartata da mio marito nella volontà di andare alle celebrazioni neocatecumenali e, per amor di pace in famiglia, cedo alle sue insistenze (anche perchè abbiamo due bimbi che molto spesso assistono a scenate tristissime tra me e lui, sol perchè non condivido tante impostazioni estreme del cammino e, di conseguenza, nascono conflitti che sfociano in minacce ed offese che sono costretta a subire: "o vieni in celebrazione o ti caccio di casa", "tu meriti di perire", "presto o tardi il Signore ti brucia", e tanto altro ancora.

Insomma, non accetto l'idea, spudoratamente esternata da mio marito e dai catechisti,che il Cammino sia l'unica "ancora di salvezza" e che, al di fuori di esso tutto sia inutile e banale. Quanti Santi sono stati riconosciuti tali anche senza avere conosciuto il Cammino Neocatecumenale? e poi, se tanto mi dà tanto, altro che trasmissione di fede ai figli! Qui si rischia di perdere anche la propria! E' la testimonianza con la vita che rivela l'essere Cristiano ed il rispetto verso l'altro, con le sue diversità, è la più efficace testimonianza. Altrimenti, si scade nell'eterno giudizio e nello sterile moralismo!

La S. Messa sarebbe più giusto che si celebri con la Chiesa tutta, ogni domenica, non tra le fredde mura di una stanza allestita per la Celebrazione del sabato sera e severamente riservata ai soli componenti della comunità neocatecumenale. Molto spesso la nostra "divisione" si spiega anche nel fatto che lui non può fare a meno della celebrazione del sabato sera, mortificando senza scrupoli quella domenicale, io, invece, mi ritrovo ad andare alla S.Messa domenicale (da sola!!! o con le bambine), anche per il servizio che svolgo in parrocchia, se non anche a quella della sera precedente. Per non parlare della Pasqua, vissuta con profonda angoscia per via della mancanza di comunione tra di noi ed anche rispetto ai familiari tutti. E poi, gli unici "veri familiari" devono essere considerati solo i fratelli di comunità, non c'è nè padre, nè madre, nè fratelli...!

La carità e la solidarietà, nella accezione più ampia, si impongono solo limitatamente ai primi e non ad altri. Non si possono accettare tali drastici condizionamenti! E questa è solo minima parte di quanto si potrebbe denunciare!!!

Prima o poi si dovrà svelare il vero volto di una tale realtà presente nella nostra Chiesa. Mi auguro che il Signore dia Luce alle nostre menti per riconoscere e concretizzare il vero messaggio cristiano, che è messaggio universale, e che Cristo è il fine ultimo di ogni cosa, tutto il resto è solo (o dovrebbe essere solo) uno strumento per conseguire tale fine.

mercoledì 20 agosto 2008

Vogliono un Papa neocatecumenale!

Un laico ha inviato la seguente testimonianza al sito Verità sul Cammino Neocatecumenale. I neocatecumenali tenterebbero macchinazioni per ottenere un "Papa neocatecumenale"! Sono alquanto scettico sulla reale incidenza di simili macchinazioni, ma sono certo che questa idea davvero circoli nelle teste di certi vertici neocatecumenali (e di molti dei loro scagnozzi), non nuovi a tronfie parole ed eccessi da slogan da stadio. Quanto alla "firma del Santo Padre", Benedetto XVI non ha firmato nessuno Statuto. Nello Statuto c'è la firma di Rylko. Il Papa non ha mai menzionato lo Statuto, dal 13 giugno ad oggi non ha mai fatto parola. Un silenzio assordante, che stride con i menzogneri slogan neocatecumenali che dicono "il Papa ci approva".


Io non sarei così superficiale nel valutare il peso del Cammino e l'influenza che potrebbe avere nella Chiesa. Dopotutto, nessuno è perfetto e anche gli altri movimenti ecclesiali e gli stessi ordini religiosi hanno le loro pecche ed hanno commesso errori: errori di superbia, di orgoglio, di elitarismo, ecc.

Ma tutti insieme gli errori compiuti dagli altri movimenti non assommano all'un per cento di quelli ben più gravi ed esiziali commessi dal e nel cammino.

La stessa ragion d'essere di questo blog la dice lunga sulla specificità, diversità e alterità di un'organizzazione che davvero contiene al proprio interno i germi di una distruzione radicale del modo di intendere la fede cattolica. Questo lo avevano ben capito padre Zoffoli, don Conti e pochi altri incompresi e disattesi.

Con un'aggravante tanto incredibile quanto inaudita: che al progetto portato avanti dai fondatori del Cammino hanno aderito non solo semplici sacerdoti e parroci ma addirittura vescovi e cardinali.

Il livello dell'infiltrazione e del coinvolgimento è tale e di tale portata da rappresentare un reale pericolo per il futuro della Chiesa stessa, se è vero che nel programma dei capi del Cammino vi è portare al soglio pontificio un Papa neocatecumenale.

Dunque, dissento dalle intepretazioni che tendono a sminuire la portata di un'approvazione formale del Cammino. È vero che i neocatecumenali, essendo preparati ad obbedire esclusivamente ai loro capi, continueranno a disobbedire alla Chiesa a seconda delle direttive ricevute all'interno del loro movimento e indipendentemente dall'approvazione o meno dello statuto, ma è pur vero che tale approvazione assumerebbe un valore simbolico di gran lunga superiore alla pochezza dottrinale e teologica dei suoi propugnatori.

Personalmente, con tutta la deferenza ed il rispetto che nutro per il Santo Padre, ritengo che dovrebbe riflettere mille volte prima di apporre la propria firma su un atto profondamente dirompente e destabilizzante per la Chiesa.

E questo lo affermo senza alcun rancore per Kiko e compagni, che hanno tutto il diritto di professare le loro convinzioni religiose ma nessun diritto di imporle a tutta la Chiesa e all'intera comunità cattolica, tentando di piegare perfino il Papa a tale ambiguo e nefasto disegno.

martedì 19 agosto 2008

Pressioni, minacce e ricatti: ecco le comunità neocatecumenali!

Un giovane laico ha inviato la seguente testimonianza al sito Verità sul Cammino Neocatecumenale. Mi addolora sapere che la sua amica subisca minacce e ricatti dagli adepti della setta neocatecumenale: eppure queste cose succedono ancor oggi, nel 2008: da un lato sbandierano l'approvazione degli Statuti, dall'altro ricattano e minacciano chi preferisce vivere la fede senza appartenere al Cammino. Ancora una volta si chiarisce quali siano i "carismi" del Cammino: minacce, pressioni, ricatti, disobbedienze, abusi, eresie. Lo Statuto, che doveva servire per riportare il Cammino nell'alveo della Chiesa cattolica, non è servito a nient'altro che ad aumentare la propaganda neocatecumenale.


Io festeggio il ritorno alla vita di un'amica. Nove anni fa lei aderì incoscientemente alla nascente comunità NC della nostra parrocchia, e nonostante l'avessi messa in guardia perchè già si era a conoscenza di critiche da parte di alcuni sacerdoti.

Oggi, dopo nove anni, lei mi ha dato ragione, ha ammesso di aver sbagliato allora e di aver buttato quasi dieci anni della sua vita appresso alle follie neocatecumenali.

Oggi si sente di nuovo libera, ma non vuole pubblicizzare questa sua "liberazione" perchè è sotto pressione da parte della comunità cui apparteneva e sta già subendo minacce e ricatti.

Altro che pompe magne alla Domus: queste sono le cose che quei vescovi dovrebbero sapere, prima di abbracciare incoscientemente una causa profondamente sbagliata e deleteria per la Chiesa.

Cosa aspettano gli altri vescovi a svegliarsi?

Che Kiko si presenti a S.Pietro e ne picchi con il suo bastone le porte, come capo riconosciuto della nuova religione cattolica?

Cosa farebbero allora tutti i ministri della Chiesa non neocatecumenali?

Piegherebbero la testa o farebbero quadrato attorno al Papa, tirando fuori quel coraggio che oggi li fa somigliare a tanti don Abbondio e alle tre scimiette mute, sorde e cieche?

lunedì 18 agosto 2008

La disobbedienza del Cammino è una qualità intrinseca al Cammino stesso!

Un sacerdote ha inviato la seguente testimonianza al sito Verità sul cammino neocatecumenale. Ancora una volta è evidente che il nostro giudizio sul Cammino è condiviso da molte più persone di quante non possiamo immaginare. Ancora una volta dobbiamo ricordare che lo Statuto concesso al Cammino dal cardinale Rylko del Pontificio Consiglio per i Laici, non basterà a riportare i neocatecumenali sulla retta via. Preghiamo dunque per la santa Chiesa, perché il Signore la liberi dal tumore neocatecumenale che la affligge.


Posso affermare, senza ombra di dubbio, per la conoscenza, lo studio e l'approfondimento, nonché per l'esperienza personale mia e di moltissime persone, sacerdoti e vescovi con cui mi sono confrontato, che il cammino non tiene assolutamente in considerazione alcun documento disciplinare né della santa sede, né le esortazioni apostoliche del sommo pontefice né tanto meno le disposizioni dei vescovi e delle conferenze episcopali.

A ogni decisione si applica una interpretazione completamente distorta della disposizione o una non-interpretazione, per cui gli "ordini" rimangono sulla carta lettera morta!

Questo perché il cammino si ritiene superiore ad ogni istituzione e libero da ogni norma, se non le norme dettate dallo stesso kiko per il movimento.

La disobbedienza del cammino è una qualità intrinseca al cammino stesso. non è che il cammino abbia disubbidito solo recentemente circa la lettera di Arinze e altre cose simili, ma da sempre, dal momento in cui la mente diabolica l'ha partorito, si è messo in contrapposizione alla vera e unica chiesa cattolica, assumendo una maschera tale da confondere la stessa chiesa nel vedere e giudicare il MALE che è e che compie il cammino.

Il cammino neocatecumenale è come un virus che entra in un corpo, e senza che questo se ne accorga, si dispone su tutto l'organismo. quando tutti i gangli sono controllati, ecco che si trasforma e si manifesta per quello che è veramente, un tumore che rovina e porta alla morte il corpo che ha contaminato.

L'azione di Dio, attraverso uomini santi e pieni di Spirito Santo, ha fatto in modo che tale malattia nella chiesa venisse svelata. Ora, il medico divino, nella persona del suo vicario in terra, ha il compito di guarire la chiesa da questo corpo estraneo e malefico. ha tentato con delle medicine (lettere, Arinze, richiami,...) ma non c'è stato verso.

Fra poco arriverà una terapia forte che saprà espellere dal corpo di Cristo, che è la chiesa, che siamo tutti noi, questa possessione malefica.

Il nostro compito è quello di vigilare, di manifestare il polso della situazione e di creare quella situazione favorevole per cui il divino medico possa agire bene per il bene della chiesa: pregare!

giovedì 14 agosto 2008

Nonostante lo Statuto commettono sempre gli stessi errori

Spett.le redazione Internetica,

è da tempo, ormai, che frequento la Vs. rubrica dedicata agli scempi del Cammino Neocatecumenale. Anch'io ne ho fatto parte, nella parrocchia di... In occasione del "primo giro" di scrutinii del cd. "secondo passaggio", me ne sono andato indignato ma la decisione andava maturando da tempo.

Leggendo quanto da Voi pubblicato, mi sono meravigliato di come tutto corrispondesse a ciò che ho sperimentato io, comprese tecniche di subornazione psicologica (lessicale, pittorica, canora, ambientale, alimentare etc.), il culto della personalità dei capi, la simonia, la premialità economico-occupazionale nei confronti dei più zelanti (posti di lavoro elargiti da dirigenti dell'.... S.p.A. che, a ...., sono catechisti "storici"). Sono dottorando in filosofia, per questo non mi è stato nemmeno difficile, in virtù dei miei studi, individuare le eresie giudeizzanti e protestantiche della dottrina kikiana, e tutto coincide, alla perfezione, con le Vs. analisi. E' inutile elencare, in questa mia, gli errori e gli abusi da me riscontrati, giacché sono i medesimi da Voi stessi rilevati.

Me ne sono andato, soprattutto, per la disobbedienza che i catechisti - autoproclamatisi vettori dello Spirito Santo e immagine della Chiesa (sic!)- mostravano nei confronti delle disposizioni papali in materia liturgica. Tutto il "mondo neocatecumenale" della mia zona mi ha isolato, ritenendomi un rinnegato, un apostata, un superbo senza Dio.

Per me non è un problema, salvo "subire" la recente beffa da parte del Card. Rylko e del Consiglio da lui presieduto: io me ne sono andato per obbedienza alla Chiesa, ora è la Chiesa che ha concesso ai neocatecumenali di pormi nel novero dei disobbedienti, data l'approvazione statutaria (e, di fatto, liturgica).

Eppure, noto che non riescono a obbedire nemmeno a questa normativa "di favore". Non notate anche Voi che lo Statuto concede la possibilità di procedere alle risonanze soltanto durante la cd. "celebrazione settimanale della Parola", ma non durante la S. MESSA? (cfr. artt. 11 e 13). Ma credo che ciò poco importi al clero neocatecumenale il quale, benché consacrato da Santa Madre Chiesa, sinora non si è fatto scrupolo di disobbedire bellamente alle Sue direttive, conformandosi al loro unico, vero Pontefice: l'eresiarca, il Sig. Kiko Arguello.

Sono contristato e disorientato dalle contraddittorie politiche delle congregazioni pontificie e, oso dire, anche dalle indecisioni e dai silenzi di Sua Santità (cfr., per esempio, l'omelia del Corpus Domini, con la fattiva condotta commissiva e omissiva nei confronti delle astuzie e delle prepotenze di Kiko).

Cosa inaudita, per me, che il Pontefice sia stato di fatto costretto, dal Sig. Kiko a "rimangiarsi" le disposizioni DEFINITIVE E PERENTORIE contenute nella cd. "Lettera del Card. Arinze", da Sua Santità espressamente richiamate in occasioni pubbliche. Che senso ha, ora, inserirle in nota allo Statuto, vista l'evidente inconciliabilità dei rispettivi contenuti. Mi addolora dirlo, ma mi sembra tutta un presa in giro. Ormai, non v'è logica (nè giuridica, né teologica) che tenga, perché gli "eletti" sono stati riconosciuti tali, e la sollecita obbedienza alla Chiesa di Cristo si è trasformata nel delirio di un visionario conservatore.

Non so chi si debba ringraziare per tutto ciò. Ma so di certo che la mia vita sta subendo dei contraccolpi. Infatti, i genitori della mia fidanzata neocatecumenale (anch'essi "catechisti storici"), forti di questa vittoria, hanno espressamente comunicato alla figlia la loro contrarietà al nostro matrimonio. Nel caso avvenisse, hanno preannunciato nei miei confronti, discriminazioni ben più pesanti di quelle sinora consumatesi. Io non posso che registrare questo spirito di carità e di amore cristiano da parte di chi si proclama, letteralmente, "voce dello Spirito Santo"(!!!).

Ancora una volta mi trovo a un bivio, e non per chissà quale colpa. Sempre che non sia una colpa voler obbedire alla Chiesa di Cristo e non professare eresie. Mi viene detto che il matrimonio si fonda su Cristo, tuttavia, se non riprendo la "tessera" di neocatecumenale, il matrimonio stesso vacillerà. Mi chiedo: se Cristo è uno, e uno è il Suo insegnamento, come può darsi incompatibilità. Forse, seguendo la logica, v'è incompatibilità fra Cammino e Cristo? Ovviamente, non ricevo risposta a questo genere di legittime obiezioni, perché "bisogna seguire il cuore, non la ragione, insidiata dai ragionamenti di Satana" (sic!).

Ascoltando Padre Livio, il famoso redattore di Radio Maria, ho assistito a un curioso parallelo tra le ingiuste calunnie subite dai devoti di Medjugorje e le accuse rivolte al Cammino e a Kiko. Mi sono permesso di scrivere un'e-mail a Padre Livio, dicendogli di come, nella mia ex comunità, in occasione del secondo scrutinio, alcune persone sono state allontanate proprio per le loro pratiche devozionali e i loro pellegrinaggi "pagani" a Medjugorje. Altre sono state "bocciate" perché, nonostante frequentassero con impeccabile assiduità il Cammino, svolgevano attività "diurne" parallele, come il "Progetto Gemma", iniziativa anti-abortista ospitata dalle pastorali parrocchiali. Il Cammino, infatti, deve essere totalmente pervasivo, "impegnando ogni attimo della vita". P. Livio si è degnato di rispondermi, ma così: "Caro, eppure so per certo che 'alti esponenti' del Cammino sono estimatori di Radio Maria". Punto. Da parte mia, sono lieto del successo riscosso dalle trasmissioni di P. Livio, ma basta il compiacimento personale per giustificare tutto ciò. E' zelo per la Chiesa questo, oppure cura esclusiva del proprio "orticello"? Oppure i denari di Kiko sono arrivati anche sull'etere radiofonica? Kiko e i suoi colonnelli hanno dimostrato di saper dire tutto e il contrario di tutto, per ingraziarsi sacerdoti (non da loro consacrati) e vescovi, per poi, nella prassi dell'"arcano", comportarsi secondo arbitrio. Quale meschina decadenza anima tutto ciò?

Mi si perdoni la prolissità dello "sfogo". Utilizzatelo come credete per il sito o per il forum. Vi chiedo soltanto - semmai ve ne fosse bisogno - di continuare nella Vs. lotta per la Verità.

Spero di poter collaborarvi con altri scritti sulla preoccupante situazione psicologica di alcuni dei miei ex "fratelli" di comunità. Concludo indicando, in allegato, una lettera di testimonianza che tempo fa spedii all'attenzione di Sua Santità, e per conoscenza, al Card. Arinze, al Card. Rylko, al Card. Levada e a Mons. Amato. Destinatela all'uso che più riterrete opportuno, con la sola preghiera di omettere il mio cognome.

Pace e bene.

lunedì 4 agosto 2008

Altre testimonianze dal Giappone

I laici della diocesi di Takamatsu rilevano ispirazione e problemi nel Cammino Neocatecumenale

Qui sotto, la traduzione di un articolo pubblicato sul Settimanale Cattolico ("Katorikku Shinbun") del 13 luglio 2008, e ripubblicato sul sito web ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese (il testo in inglese è a questo link: Laity in Takamatsu find inspiration, problems in Neocatechumenal Way). Si tratta della seconda parte dell'articolo Priests working in Takamatsu oppose Neocatechumenal Way, già tradotto sulle pagine di questo stesso sito web a cui rimandiamo per la traduzione degli altri articoli e per un resoconto dettagliato della situazione in Giappone.


I laici della diocesi di Takamatsu rilevano ispirazione e problemi nel Cammino Neocatecumenale

Nonostante siano passati circa trent'anni da quando il Cammino Neocatecumenale è arrivato nella diocesi di Takamatsu, tale movimento e le sue attività rimangono sostanzialmente estranei ai cattolici giapponesi. Questo articolo, seconda e ultima parte di un'indagine sul Cammino, lo presenta attraverso le impressioni di coloro che lo hanno incontrato lungo gli anni. Sfortunatamente, i membri attivi del Cammino che abbiamo tentato numerose volte di intervistare, hanno seccamente rifiutato.

Dopo anni di coinvolgimento con la Legione di Maria, i Cursillos de Cristianidad ed altri movimenti ecclesiali, Hisako Ino, parrocchiana della chiesa di Imabari nella prefettura di Ehime, è stata legata al Cammino per dieci anni, a partire dal 1990. Dato che il Cammino era stato raccomandato dal parroco, la maggioranza dei parrocchiani - ad eccezione di quelli impossibilitati per impegni di lavoro - aveva cominciato a prendere parte alle attività del Cammino.

Come altri, la Ino partecipava agli incontri pomeridiani ed alla messa del sabato sera.

"Fino ad allora, ascoltavo la Parola di Dio a pezzetti e bocconi, ma ciò che apprendevo attraverso l'approccio neocatecumenale della 'storia della salvezza' divenne parte della mia fede", ha detto ricordando del tempo passato nel Cammino.

Gli incontri venivano tenuti nelle case dei membri del Cammino, e diverse volte l'anno vi erano raduni che duravano anche più di una giornata.

La Ino ha detto: "se contiamo i tempi per la preparazione, ci si incontrava tre o quattro volte alla settimana. Eravamo davvero tanto impegnati. Leggevamo le Scritture ed ascoltavamo i sermoni. C'è ancora gente che va avanti così".

Ed infatti alcuni si sono lamentati che quella frequenza di incontri portava via parecchie serate alla settimana, per cui i figli dei membri del Cammino soffrivano a causa di tutto quel tempo che i genitori spendevano altrove anziché con loro.

Alcuni incontri erano tenuti in alberghi lontani da casa, ed ai membri toccava coprire i costi.

La signora Ino ricorda: "ogni volta mi toccava pagare qualcosa come centomila yen" (equivalenti a circa seicento euro).

I neocatecumenali, man mano che avanzavano ai livelli successivi di appartenenza al Cammino, erano tenuti a dare un contributo economico.

"Mi veniva detto di vendere le mie cose e di dare i soldi al Cammino", ha detto la Ino.

Nel 1999 partecipò ad un incontro in cui si leggeva dal vangelo di Marco del giovane ricco a cui Gesù disse di rinunciare ai suoi beni. Dopo aver letto il brano, ad ogni persona presente fu chiesto: "Rinuncerai tu a tutti i tuoi beni?" La Ino rispose che era disponibile a rinunciare a qualsiasi cosa su cui lei e suo marito fossero d'accordo, ma non a tutto. Nell'incontro del giorno successivo le venne detto: "Voi coniugi Ino non dovete più venire qui". Ciò significò la fine del suo coinvolgimento col Cammino.

Ricordandolo, la signora Ino ha detto: "Ho sentito che ci sono molti livelli di appartenenza al Cammino, e se mai ci cadi, beh..."

Il Cammino ha dei "Catechisti itineranti" e delle "Famiglie in missione", laici che partono dalle loro comunità di origine su incarico del Cammino. Ve ne sono diversi anche in Giappone. La Ino si chiedeva se veramente queste persone abbiano dato via tutti i loro beni.

Le Famiglie in missione hanno infatti ricevuto parecchie critiche.

Nei primi anni novanta Yoko Imaizumi, parrocchiana della chiesa di Gunchu nella prefettura di Ehime, diede ospitalità a tali famiglie venute dall'Italia e da altri posti, presso di lei a Matsuyama.

Parlando di quelle famiglie ha detto: "Hanno un sacco di figli, ma non cercano lavoro. Non sono affatto un modello per i giapponesi che lavorano sodo per far crescere i loro figli".

Nonostante il Cammino abbia uno stile tutto suo nel celebrare la liturgia, stile che è stato assai criticato, la Ino ha detto che "dopotutto era bello vedere davvero lo Spirito".

E nel commentare le critiche al Cammino per il suo modo di spostare tutto all'interno delle chiese, ha aggiunto: "in molte chiese loro hanno cambiato tutto, ma è solo così che si può fare esperienza della loro liturgia".

Un laico di Ehime che ha chiesto di rimanere anonimo ha riportato il suo choc nel sentire i membri del Cammino cantare ad un funerale "Risuscitò! Risuscitò!" ritmata dalla chitarra, ed ha detto: "i non cristiani che erano lì devono aver pensato che c'era qualche nuova setta religiosa".

Chi non prende parte al Cammino ha espresso gravi riserve sul fatto che tale gruppo non mostra apertamente le sue attività. Yutaka Suzuki suppone che circa un terzo dei membri della sua chiesa di Sakuramachi a Takamatsu siano membri del Cammino ma, aggiunge, "in effetti io non ho idea di chi siano".

Anche quando vuole parlare con qualcuno del Cammino non riesce a trovare nessuno con cui parlarne.

"E' stato così per più di trent'anni", dice. "Certo, ci sono persone che dicono che hanno incontrato Cristo in quel gruppo, ma sono concentrati sempre più su sé stessi, per cui diventa impossibile avere una conversazione sincera con loro".

Oltre che a Takamatsu, ci sono preti del Cammino, Catechisti itineranti e Famiglie in missione in alcune altre diocesi giapponesi, comprese Niigata ed Oita. Ciononostante non c'è stato un aumento di battesimi in nessuna di quelle diocesi. Al contrario, il Cammino sembra voler diffondersi cooptando i parrocchiani già attivi.

Hiroshi Tada, che è stato alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) del 1993 a Denver, in U.S.A., racconta che fu invitato a prendere parte ad un incontro del Cammino il giorno dopo la fine della GMG. Questo parrocchiano della chiesa di Sakuramachi restò sorpreso quando sentì un annuncio che invitava tutti quelli che volevano essere preti o religiosi ad alzarsi dai loro posti (erano radunati nello spazio di un campo da gioco).

"Mi chiesi se quello fosse stato il modo di decidere su una vocazione religiosa", ha detto.

La Ino, che oggi ha ottantadue anni, riassumendo la sua opinione ha detto: "Abbiamo lavorato per l'imperatore (la nostra generazione). Abbiamo lavorato per la Chiesa. Abbiamo lavorato per i preti. Abbiamo fatto del nostro meglio per i preti a Takamatsu. Ma adesso le cose stanno andando male. (Quelli che sono nel Cammino e quelli che non vi appartengono) stanno tutti soffrendo. Se è un bene per la nostra parrocchia che il Cammino si fermi, non sarebbe ora che il Cammino termini davvero?"

---


Un breve commento all'articolo sopra citato.

I neocatecumenali hanno creato in tutto il mondo gli stessi problemi. Anche in Giappone, infatti:

- invadono le parrocchie e le "neocatecumenalizzano", sprezzanti della tradizione e degli usi locali (cambiano gli arredi sacri, risistemano tutto alla maniera di Kiko, cancellano via tutto ciò che non è neocatecumenale)

- cooptano i parrocchiani anziché attivarsi per convertire altre persone (ancora una volta viene demitizzata la loro vantata implantatio ecclesiae e sbugiardati i loro slogan sui leggendari "fratelli convertiti dall'ateismo"): non si preoccupano minimamente dei non credenti, "non aumentano i battesimi"

- vengono visti dagli altri fedeli come un corpo sostanzialmente estraneo, come dei parassiti, ed i loro migliori esponenti vivono proprio da parassiti ("hanno un sacco di figli, ma non cercano lavoro..." queste persone avranno veramente dato via tutti i loro beni?)

- raccolgono enormi quantità di soldi con ricatti morali: ("voi coniugi Ino non dovete più venire qui"), per di più con grossi sprechi di denaro per le "convivenze" in albergo (trascurando anche in questo caso la libertà dei singoli ed il più elementare buonsenso)

- lo spreco è anche del tempo, a scapito dei doveri degli sposati: tra liturgie, incontri e preparazioni, se ne vanno "parecchie serate alla settimana", poco importa che siano i figli a farne le spese (bambini che non possono stare con i genitori);

- fanno attività nella massima segretezza, come una setta chiusa al mondo esterno: è impossibile avere con almeno uno di loro una conversazione sincera, senza slogan preconfezionati ma "cuore a cuore"; per di più le loro abitudini bislacche (come i funerali chiassosi accompagnati dalle chitarre, che è davvero gravissimo per la mentalità giapponese) li fa apparire come "una di quelle sette, di quelle nuove religioni";

- tutto questo è confermato anche da chi pur avendo lasciato il Cammino, non ne ha conservata un'opinione particolarmente critica; osserviamo anche che la signora ottantaduenne ha però qualificato come "Spirito" l'eccitazione collettiva delle liturgie neocatecumenali, confermando involontariamente il pessimo fondo dottrinale del Cammino. Perciò non tragga in inganno quel "trarre ispirazione" nel titolo dell'articolo.

mercoledì 30 luglio 2008

I neocatecumenali disobbediscono al Papa perché obbediscono a Kiko

Un ex neocatecumenale spiega perché restò scandalizzato dal Cammino...

Dopo l'esperimento degli statuti ignorati [del 2002], arriva la lettera del Papa [la famosa "lettera di Arinze" contenente "le decisioni del Santo Padre"].

Mi sconvolse (letteralmente) vedere che solo quando arrivò la "risposta" di Kiko, si iniziò a muoversi. Ma come? COME DICEVA KIKO! Nella risposta, come ricorderete, Kiko "concedeva" UNICAMENTE il ripristino delle Omissioni delle parti della Messa. PUNTO! E quello accade nella mia comunità! Il "Presbitero" FECE CIO' CHE KIKO ORDINAVA! C'era una lettera del Papa, CHIARA, e c'era una lettera di Kiko! Il Sacerdote (!!!!) segue KIKO!

Questo mi scandalizzò molto! Anche perchè finalmente vedevo che i miei disagi non erano frutto di pazzia (come spesso mi sentivo dire nell'ambiente) ma avevano un fondamento!

Questo fatto è gravissimo. Un Sacerdote, è la costola del Vescovo e del Papa! A maggior ragione a Roma, dove si da il Caso che il VESCOVO E' PIETRO!

Credo che unicamente per la Diocesi di Roma, anche se in realtà non sarebbe servito, venne redatta una lettera del Vicario, Card. Ruini. Certo non sospettabile di antipatie verso il CNC.

Anche in questa Lettera, data a tutti i Parroci e ai catechisti, veniva chiesto la solerte e TOTALE esecuzione delle richieste del Papa. Che accadde? NULLA!

I Sacerdoti, NON ASCOLTAVANO nessun altro che KIKO! E nei fatti seguivano le SUE direttive. E così ora.

Mi accorsi CHIARAMENTE che non si voleva ASSOLUTAMENTE dare seguito alle SEMPLICI richieste di un PAPA, ma si cercava una via si compromesso, per proseguire (anche formalmente) con la prassi di sempre.

Infatti sia le falsità circolate sulla lettera (prima, dopo e durante), si il modus operandi erano chiari e limpidi. Per adempiere alla lettera, come alle norme date in 40 anni, non servivano certo decenni.

Per abolire le "celebrazioni private", per usare Libri e Catechesi ecclesiali, per applicare il Catecumenato post-battesimale della CHiesa non ci volevano decenni. Ce ne vogliono SE NON SI VUOLE.

Dall'iniziale sentimento di disagio sono passato alla constatazione di un fatto: il CNC "cammina" per conto suo (e sì che ho sempre creduto nelle intenzioni "buone". Il fatto è che quando davvero le intenzioni sono "buone" non si arriva a questo). E visto che io sono salvo solo nella CHiesa, faccio una scelta per poter rimanere nella Chiesa, dove sono salvo, e allontanarmi da chi NON VUOLE stare nella Chiesa. Dopo averlo strillato a parole!

domenica 27 luglio 2008

Invita il parroco e l'equipe catechisti ad obbedire al Papa ma...

La pace!

Periodicamente mi "affaccio" al vostro sito, ed in altri, per trovare delle notizie sulle gerarchie neocatecumenali che altrimenti non avrei.

Poco fa ho letto la "NEW" del giorno relativamente alle anomalie dello Statuto ma soprattutto, del caldo invito a tutti i neocatecumeni a tenere presente ai propri catechisti la fedeltà alle gerarchie ecclesiali, piuttosto che a quelle neocatecumenali. In questo vi ho preceduto e, forse mi sono spinto oltre: giorno 14 Maggio 2008 ho invitato il mio parroco, dinnanzi a tutta la equipe maggiore della mia Parrocchia e alla presenza della mia comunità, a rispettare integralmente i punti della lettera della Congregazione per il Culto Divino e i Sacramenti del Card. Arinze.

La sua risposta è stata lapidaria: "quando ci sarà un documento firmato dal Papa, che mi obbligherà a distribuire la comunione diversamente, non avrò difficoltà ad adeguarmi!". Sto ancora aspettando...

Nel frattempo si è spezzata in me quella fiducia e quell'obbedienza che ho riposto nelle gerarchie neocatecumenali per 19 anni della mia vita.

Ai miei occhi essi non hanno più alcuna credibilità. Con "fatti concreti" sono stati disobbedienti alla volontà del Papa e, paradossalmente, il Parroco si è espresso, con le parole appena citate, subito dopo una catechesi del capo catechista, incentrata sulla fedeltà a Pietro al rientro dalla tappa di Loreto.

Io prendo le distanze dal Cammino Neocatecumenale e dalle sue gerarchie anche a Statuto approvato.

Ecco, questa è la mia piccola testimonianza per l'invito che voi avete rivolto.

La Pace, Paolo

venerdì 11 luglio 2008

I sacerdoti della diocesi di Takamatsu si oppongono al Cammino Neocatecumenale

Qui sotto, la traduzione di un articolo pubblicato sul Settimanale Cattolico ("Katorikku Shinbun") del 6 luglio 2008, e ripubblicato sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese (il testo in inglese è a questo link: "Priests working in Takamatsu oppose Neocatechumenal Way"). La seconda parte di questo articolo, che verrà pubblicata successivamente, tratterà del Cammino dal punto di vista dei laici della diocesi di Takamatsu.

Il Katorikku Shinbun è diffuso in tutti gli ambienti cattolici del paese ed è appoggiato dalla stessa Conferenza episcopale giapponese (tanto da condividerne la pagina principale del sito web ufficiale della CBCJ). In Giappone vi sono circa 440.000 cattolici (su oltre 120 milioni di abitanti), di cui il 60% donne. Dei circa 1.500 sacerdoti (divisi in 800 parrocchie e 179 centri di missione), solo 911 sono giapponesi, mentre il 93% delle quasi seimila suore è giapponese. La messa domenicale è frequentata da circa 120.000 fedeli (cioè il 27%, media molto più alta che in Italia e negli altri paesi europei, con una punta del 63% nella messa di Natale). Nel 2007, solo in 279 matrimoni (il 10% del totale) entrambi gli sposi erano cattolici.

***


I sacerdoti della diocesi di Takamatsu si oppongono al Cammino Neocatecumenale

Nonostante la decisione del vescovo Osamu Mizobe e del consiglio pastorale della diocesi di Takamatsu di chiudere per il 30 giugno 2008 il seminario Redemptoris Mater a Higashi Kagawa (nella prefettura di Kagawa), decisione ratificata dal Vaticano a seguito di due visite a Roma del vescovo e dell'incontro personale che questi e altri tre arcivescovi giapponesi hanno avuto con papa Benedetto XVI il 25 aprile scorso, è giunto da Roma l'ordine di bloccare tutte le azioni contro tale seminario.

L'ordine di bloccare la chiusura è giunto in un messaggio all'arcivescovo Alberto Bottari De Castello, nunzio apostolico in Giappone, da parte del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato Vaticano, ed è stato passato al vescovo Mizobe il 31 maggio.

Quando è giunta la direttiva da Roma, la decisione della chiusura era già stata notificata al consiglio pastorale, al consiglio presbiterale e alla commissione diocesana per l'evangelizzazione della diocesi (che conta 5.070 fedeli). All'inizio di luglio ancora non si registrano sviluppi.

Il seminario Redemptoris Mater (RM), aperto nel 1990, è gestito dal Cammino Neocatecumenale (CN) come un seminario internazionale legato alla diocesi di Takamatsu. I seminari gestiti dal CN formano i preti secondo le linee guida liturgiche e spirituali del movimento, per il servizio come clero diocesano. Il seminario RM di Takamatsu ha licenziato circa 30 preti che attualmente operano nelle diocesi di Takamatsu, Niigata, Oita e Kagoshima.

Il CN è stato fondato in Spagna nel 1964 come formazione alla fede per gli adulti nella forma di piccoli gruppi all'interno delle parrocchie, che conducono delle loro proprie liturgie e dei loro propri programmi di formazione. Nonostante negli Statuti del movimento venga stabilito che "è al servizio del vescovo come una delle modalità di attuazione diocesana dell'iniziazione cristiana e dell'educazione permanente alla fede", le relazioni tra il CN e i vescovi diocesani hanno avuto frequenti attriti.

«Non riesco a capire come sia potuto avvenire», ha detto don Sueo Hamaguchi, sacerdote diocesano di Nagasaki che opera come parroco della chiesa di Sakuramachi a Takamatsu, commentando l'ordine dal Vaticano.

Don Hamaguchi è uno dei tanti sacerdoti diocesani e religiosi "prestati" alla diocesi di Takamatsu da quando monsignor Mizobe vi è stato assegnato nel 2004 per ristabilirvi l'ordine dopo che l'agitazione causata dal CN aveva portato a forti divisioni nella diocesi, culminati in una querela per diffamazione da parte di due laici contro il vescovo precedente, monsignor Satoshi Fukahori, che aveva pubblicato una lettera pastorale condannando i due per la loro opposizione al suo invito al CN di aprire un seminario in diocesi.

Don Desiderio Cambra, membro dell'Instituto Español de Misioneras Extranjeras (IEME, istituto spagnolo di missionari esteri), è stato di recente nominato cancelliere della diocesi. Anche lui si è detto scioccato per l'interferenza di Roma.

«Hanno ignorato una decisione dell'intera Conferenza episcopale giapponese e dello stesso nunzio apostolico», ha esclamato.

Parlando a nome di don Angel Luis Romero Carbonell, rettore del seminario RM, don Antonio Anfuso, vice rettore, ha rifiutato di rilasciare un'intervista per quest'articolo, dicendo: «non possiamo rispondere adesso a delle domande, dal momento che molte cose non sono state ancora decise». Anche gli altri membri NC che sono stati avvicinati hanno rifiutato di dare commenti.

Il salesiano don Kosuke Murakami, in servizio alla diocesi come parroco della chiesa di Zentsuji a Kagawa, ha spiegato i motivi per cui pensa che il seminario debba essere chiuso.

«Quel seminario è la forza propulsiva delle attività del CN, produce problemi liturgici e danneggia l'unità delle parrocchie», ha affermato.

«Nella parrocchia dov'ero prima, ad Imabari (prefettura di Ehime)», ha continuato, «indipendentemente dalla data di nascita di un bambino, il CN si rifiutava di battezzarlo fino alla Pasqua successiva, rifiutando inoltre di far amministrare il sacramento da un sacerdote che non sia neocatecumenale. Sono stati un gruppo completamente indipendente in parrocchia, che il parroco non poteva controllare. Hanno spostato i membri della parrocchia più attivi alla messa del CN del sabato sera. Anche il benefattore principale della parrocchia è stato dirottato verso quel gruppo, il tutto a danno dell'intera parrocchia».

Secondo il salesiano don Hideaki Hamaguchi, procuratore diocesano e sacerdote "in prestito", la tendenza dei neocatecumenali ad ignorare i pastori si estende ben oltre il vescovo.

«In questi ultimi due o tre anni ho sempre fortemente avvertito che i preti NC incardinati nel clero diocesano, nonostante si dicano obbedienti al vescovo, non lo sono», dice. «Vanno proclamando che "il modo di pensare del vescovo è diverso dal nostro". È una vergogna che loro non si sforzino per nulla di pensare a come cooperare col vescovo o a come servire meglio la Chiesa in Giappone. Se il loro zelo fosse diretto a lavorare insieme al vescovo, potrebbero avvenire grandi cose».

Sulla questione dell'obbedienza ai vescovi, il superiore della provincia domenicana di Rosario, don Juan Manuel Gonzalo, ha affermato: «noi Domenicani non lavoriamo per noi stessi».

«L'autorità della Chiesa in Giappone», ha continuato, «sta nel vescovo di Takamatsu e negli altri vescovi nominati dal Papa. Dunque la loro decisione (di chiudere quel seminario) è la migliore per il Giappone e io penso che debba essere attuata al più presto possibile».

Secondo don Cambra, «il Cammino poteva andar bene per educare persone spagnole che non frequentavano la chiesa, ma qui in Giappone la situazione è del tutto diversa».

Don Murakami ha detto che tra i problemi principali del CN c'è la celebrazione della liturgia in una maniera estranea alla cultura e alle sensibilità dei giapponesi, imponendo uno "stile europeo" a chi prega.

«Riorganizzano le cose in chiesa, mettono su le loro icone e utilizzano le loro musiche e gestualità. In una chiesa come quella di Imabata dove ci sono tanti parrocchiani anziani, il CN è tutto un baciarsi, abbracciarsi, tenersi per mano, cantando e ballando durante la messa. Utilizzano le chitarre perfino nei funerali. Finché non correggono queste pratiche, è impossibile lavorare insieme a loro», ha affermato.

Don Sueo Hamaguchi ha detto che la coesistenza col CN è strutturalmente impossibile.

«Il CN ha le sue proprie strutture di controllo, prendendo ordini solo dai suoi tre leader», ha detto. «Il loro modo particolare di celebrare la liturgia è inteso ad affermare la loro unicità».

Il diacono Yasuhiro Nishikawa, direttore dell'ufficio diocesano, ha detto che i membri del CN conducono attività di beneficenza a loro vantaggio utilizzando i nomi delle parrocchie senza consultarsi con i parroci.

«Ignorano la diocesi e le parrocchie», dice.

Don Murakami ha detto: «se al seminario è permesso di continuare così com'è, il CN si diffonderà in tutto il Giappone e perciò qui avremo due chiese, la Chiesa del Papa e la chiesa di Kiko», riferendosi a Kiko Argüello, fondatore del CN.

«Ai cattolici giapponesi spetta comprendere l'entità del problema», ha detto il salesiano don Hideaki Hamaguchi.

I sacerdoti che lavorano in diocesi hanno detto che fin dal suo arrivo il vescovo Mizobe ha lavorato molto per riportare l'unità.

Don Hideaki Hamaguchi ha commentato: «dopo i primi tre anni è diventato chiaro che il problema era troppo grande e che il metodo migliore non poteva che essere il tagliare i legami tra la diocesi e il seminario».

Monsignor Mizobe ha mandato i preti neocatecumenali a studiare a Tokyo e a Roma perché si preparassero meglio a lavorare in Giappone.

«Il vescovo sta dicendo "lavoriamo insieme", ma loro hanno un complesso di persecuzione per cui si fissano solo sulla questione della chiusura del seminario e non vedono le preoccupazioni del vescovo per la cura pastorale», dice il diacono Nishikawa.

Don Sueo Hamaguchi: «Non c'è alcun motivo per far continuare il seminario. In nessun modo può essere sostenuto da una piccola diocesi come Takamatsu, e la diocesi non ha bisogno del CN che vi si nasconde dietro. I neocatecumenali sono solo un ostacolo».

***


Note del traduttore:

- a noi europei, gli usi e costumi della cultura giapponese apparirebbero di grande compostezza e formalità; col termine "European style" nel testo si è voluto intendere spregiativamente l'attitudine da chiassosi cafoni (che non qualifica certo tutti gli europei);

- tale don Carbonell, rettore del seminario RM di Takamatsu, risulta essere incardinato a Roma (cfr. clero romano);

- nelle sue lettere pastorali del 2000-2001 il vescovo Fukahori aveva criticato (facendo nome e cognome) due dei fedeli che si erano opposti, ed è stato perciò denunciato per diffamazione e condannato a pagare un totale di 800.000 yen di risarcimento danni (poco meno di 5.000 euro). Dopo la sentenza, i due parrocchiani che hanno vinto la causa hanno affermato di non essere contenti della vittoria, ma di essere allarmati a causa del seminario Redemptoris Mater (tale notizia, reperita da UCA News, non risulta più disponibile nei suoi archivi);

- nel 2000 c'era stata un'altra denuncia per bloccare il seminario, con la motivazione che utilizzava fondi della diocesi per formare preti destinati altrove (una diocesi così piccola non naviga certo nell'oro); il caso era stato ironicamente riportato nel 2002 dal Chugai Nippo, uno dei più diffusi quotidiani buddisti del Giappone.

giovedì 10 luglio 2008

Per la chiusura del seminario di Takamatsu, la Conferenza Episcopale Giapponese si rivolge direttamente al Papa

Qui sotto, la traduzione di un articolo pubblicato sul Settimanale Cattolico ("Katorikku Shinbun") del 18 maggio 2008, e ripubblicato sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese (il testo in inglese è a questo link: "Bishops' Conference makes direct appeal to Pope for closure of Takamatsu Seminary").

Il Katorikku Shinbun è diffuso in tutti gli ambienti cattolici del paese ed è appoggiato dalla stessa Conferenza episcopale giapponese (tanto da condividerne la pagina principale del sito web ufficiale della CBCJ). In Giappone vi sono circa 440.000 cattolici (su oltre 120 milioni di abitanti), di cui il 60% donne. Dei circa 1.500 sacerdoti (divisi in 800 parrocchie e 179 centri di missione), solo 911 sono giapponesi, mentre il 93% delle quasi seimila suore è giapponese. La messa domenicale è frequentata da circa 120.000 fedeli (cioè il 27%, media molto più alta che in Italia e negli altri paesi europei, con una punta del 63% nella messa di Natale). Nel 2007, solo in 279 matrimoni (il 10% del totale) entrambi gli sposi erano cattolici.

***


Per la chiusura del seminario di Takamatsu, la Conferenza Episcopale Giapponese si rivolge direttamente al Papa

Il 25 aprile tre arcivescovi giapponesi, Takeo Okada di Tokyo, Jun Ikenaga di Osaka, e Mitsuaki Takami di Nagasaki, hanno accompagnato il vescovo di Takamatsu, Osamu Mizobe, ad una conversazione di circa un'ora con papa Benedetto XVI.

Durante la loro conversazione col Papa, hanno anzitutto espresso gratitudine per la sua approvazione della beatificazione di 188 martiri giapponesi, prevista per il prossimo novembre. Lo scopo dell'incontro era però quello di chiedere, a nome della Conferenza episcopale giapponese (CBCJ), l'approvazione del Papa per la decisione di chiudere del Seminario Missionario Internazionale "Redemptoris Mater" di Takamatsu, gestito dal Cammino Neocatecumenale (CN), un movimento internazionale dedito alla formazione religiosa degli adulti.

«Questa è la nona volta che mi è toccato andare in Vaticano a causa dei problemi con quel seminario», ha detto monsignor Mizobe, che è stato assegnato alla diocesi di Takamatsu nel luglio 2004. «Nonostante io abbia avuto sempre il sostegno della Conferenza episcopale giapponese, in passato, mi ritrovavo sempre ad andarci da solo. La cosa migliore di questo viaggio è stata il poter agire con la Conferenza al mio fianco».

L'arcivescovo Okada, presidente della CBCJ, ha affermato: «abbiamo avuto questo problema per vent'anni. Nel febbraio 1992 abbiamo convocato un incontro straordinario dei vescovi per parlare specificamente del seminario "Redemptoris Mater" di cui era stata appena annunciata l'apertura. Da allora, abbiamo speso innumerevoli ore e passato attraverso tanto dolore alle riunioni della Conferenza Episcopale, ed in corrispondenza con la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide), pubblicando montagne di documenti. E dopo tutto questo, ancora non sembra esserci una mutua comprensione, e perciò abbiamo fatto appello al Santo Padre, sperando che lui potesse capire».

Nonostante il Papa abbia ricevuto diversi rapporti dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, i vescovi giapponesi erano convinti che non era stato adeguatamente riportato tutto ciò che era stato trasmesso direttamente dal Giappone.

L'arcivescovo Okada ha poi detto: «Durante l'assemblea generale dei vescovi a febbraio, abbiamo deciso di mandare una delegazione, poiché il nostro messaggio non era giunto a destinazione. Prima siamo stati alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (il 5 aprile), e quindi siamo andati di nuovo per incontrare il Santo Padre. Due volte dal Giappone a Roma (in così poco tempo). Con ciò volevamo mostrare quanto sia grande il problema per la Chiesa in Giappone».

Il 29 aprile, la Union of Catholic Asian News (UCA News) ha riportato: «con una decisione straordinaria, la Conferenza episcopale giapponese ha mandato la scorsa settimana a Roma una delegazione per discutere con papa Benedetto XVI "il serio problema" che stanno avendo col Cammino Neocatecumenale e col suo seminario nella diocesi di Takamatsu».

Il Cammino è stato introdotto in Giappone nel 1973, nella chiesa di Iwakuni della diocesi di Hiroshima, e le sue attività si sono estese rapidamente ad altre parrocchie. La questione attuale che riguarda il seminario cominciò nel febbraio 1990, quando monsignor Satoshi Fukahori, all'epoca vescovo di Takamatsu, aprì il seminario gestito dal Cammino. In una sessione straordinaria della CBCJ nel 1992, la Conferenza fu del parere che «lo scopo del seminario non è quello di formare nuovi sacerdoti diocesani, ma formare nuovi sacerdoti per le comunità neocatecumenali».

Il Cammino è stato fondato in Spagna nel 1964 e, nel tentativo di seguire i passi dei primi cristiani, tenta di trasformare le parrocchie in chiese orientate alla missione.

Secondo quanto pubblicato nel settembre 1993 nelle regolari sessioni della CBCJ, i vescovi hanno dichiarato che il Cammino è un gruppo «difficile da trattare e pericolosamente tendente a creare divisioni» poiché le persone che vi sono affiliate danno la massima considerazione agli obbiettivi dei loro fondatori e della loro organizzazione, ed anche a causa della loro celebrazione della liturgia, molto differente da quella della Chiesa.

I vescovi hanno anche notato che questi stessi problemi sono stati registrati anche fuori dal Giappone, e perciò la diocesi di Tokyo e le altre diocesi giapponesi hanno imposto delle restrizioni sulle attività del Cammino. In ogni caso, preti del seminario "Redemptoris Mater" erano stati accettati in altre diocesi del Giappone, come quella di Niigata.

Nonostante papa Giovanni Paolo II abbia elogiato il Cammino in una lettera del 1990, nel 1997 ha ordinato al movimento di proporre una regolazione statutaria, che nel 2002 è stata approvata per un periodo di prova di cinque anni.

Secondo tale decisione, il Cammino non è riconosciuto come un'associazione o gruppo attivo in sé, ma è stato definito come l'offerta di un «particolare stile di iniziazione cristiana e formazione alla fede, condotte entro le parrocchie».

Commentando l'incontro di aprile col Papa, il vescovo Mizobe ha dichiarato: «in questo incontro, il Papa ci ha spiegato di non aver esteso l'approvazione formale degli Statuti. Il motivo che ha dato è che quanto alle liturgie e ai rapporti coi vescovi, sono venuti alla luce certi problemi».

Nella diocesi di Takamatsu le opinioni sul Cammino restano divergenti. Ci sono state proteste tra i laici convinti che il vescovo Fukahori nel 1990 nell'erigere quel seminario non abbia del tutto agito secondo il diritto. La questione giunse al punto che nel giugno 2003 il tribunale di Takamatsu ha condannato il vescovo Fukahori per diffamazione, imponendo un risarcimento danni ai due laici che lo accusavano di averli attaccati in una lettera asserendo il falso. Nello stesso anno, la Santa Sede ha condotto una sua inchiesta sulla diocesi.

Successivamente, con le dimissioni del vescovo Fukahori, nel luglio 2004 è stato nominato il vescovo Mizobe. Il nuovo vescovo ha fatto grandi sforzi per ottenere la riconciliazione e «l'armonia posta in essere dallo Spirito Santo».

Ma in un articolo del Katorikku Shinbun datato 12 febbraio 2006, si riporta che il vescovo ha affermato che «laici e preti che non sono affiliati al Cammino dichiarano che non ci sarà pace a Takamatsu finché non viene risolto il problema del seminario». La situazione era perciò in stallo.

Nell'incontro in Vaticano, l'arcivescovo Ikenaga ha presentato un memorandum al Papa per riportare alla sua attenzione lo stato delle cose con chiarezza e sintesi. Il memorandum è in quattro punti.

Il primo è che tutti i vescovi della CBCJ si oppongono alla continuazione delle attività di quel seminario. Secondo, che in tutte le parrocchie in cui è arrivato il Cammino, sono sorte divisioni tra la minoranza neocatecumenale e la maggioranza che non aderisce al CN. Terzo punto: ad eccezione di quelli affiliati al Cammino, tutti i sacerdoti della diocesi si oppongono al Cammino. Infine, viene espressa la speranza dei vescovi per una rapida soluzione dell'agitazione presente nella Chiesa in Giappone, e non solo nella diocesi di Takamatsu, agitazione che c'è fin da quando il Cammino è arrivato nel paese.

Il vescovo Mizobe ha spiegato: «abbiamo parlato insieme su quanto grande sia il problema che presenta quel seminario, e quanto abbia già negoziato la CBCJ tentando di risolverlo. Nella nostra prospettiva, per adesso siamo giunti più o meno ad un accordo sul seminario, ma restano diversi altri problemi fondamentali da risolvere».

Nel commentare l'incontro col Papa, l'arcivescovo Takami ha dichiarato: «questa è stata la prima volta che abbiamo dato al Papa in persona tutto il materiale importante sulla questione».

Secondo l'arcivescovo di Nagasaki, il Papa ha risposto: «dobbiamo prendere una decisione su cosa fare di quel seminario».

L'arcivescovo ha poi continuato: «penso che stavolta sia stato sufficientemente chiaro ciò che noi intendiamo fare, la nostra linea comune».

Il vescovo Mizobe ha detto che nonostante l'incontro abbia avuto a tema un problema di enormi proporzioni, la discussione si è svolta in modo «pacifico e sereno».

«L'ultima cosa che il Papa mi ha detto», aggiunge, «è stata: "grazie per tutta la pazienza e il duro lavoro"».

La UCA News riporta che l'arcivescovo Okada ha detto: «il seminario diocesano va chiuso. La Santa Sede è d'accordo a far chiudere il seminario diocesano quest'anno».

Un annuncio formale verrà dato dopo i prossimi incontri a Takamatsu.

***


Note del traduttore:

- un gruppo di vescovi che dall'altro capo del mondo va a Roma due volte a distanza di una ventina di giorni, la prima per incontrare una congregazione vaticana, e la seconda per incontrare il Papa, rappresenta un caso assai curioso, la cui spiegazione è forse nel seguente articolo, quando l'arcivescovo Pietro Takeo Okada ricorda che i vertici di tale congregazione apparivano «somewhat supportive of the Neocatechumenal movement» (alquanto sostenitori del movimento Neocatecumenale);

- la redazione del sito web della CBCJ, traducendo in inglese il testo originale giapponese, ha reso con "regulations" il termine che in italiano suona "Statuti";

- monsignor Mizobe dice che il 29 aprile 2008 «il Papa ci ha spiegato di non aver esteso l'approvazione formale degli Statuti»: non c'è alcun motivo ragionevole per ritenere falsa o imprecisa tale affermazione, riportata sul sito web ufficiale della CBCJ e verificata da testimoni qualificati (tre arcivescovi giapponesi tra i quali il presidente della stessa CBCJ). Tale affermazione del Papa getta un'ulteriore ombra sulla già tormentata vicenda dell'approvazione "definitiva" degli Statuti neocatecumenali.

mercoledì 9 luglio 2008

I vescovi giapponesi incontrano il Papa per la seconda volta in cinque mesi

Qui sotto, la traduzione di un articolo pubblicato sulla Unione dei notiziari cattolici dell'Asia (UCA News: Union of Catholic Asian News) del 29 aprile 2008, e ripubblicato sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese (il testo in inglese è a questo link: "Japanese Bishops meet Pope for second time in five months").

In Giappone vi sono circa 440.000 cattolici (su oltre 120 milioni di abitanti), di cui il 60% donne. Dei circa 1.500 sacerdoti (divisi in 800 parrocchie e 179 centri di missione), solo 911 sono giapponesi, mentre il 93% delle quasi seimila suore è giapponese. La messa domenicale è frequentata da circa 120.000 fedeli (cioè il 27%, media molto più alta che in Italia e negli altri paesi europei, con una punta del 63% nella messa di Natale). Nel 2007, solo in 279 matrimoni (il 10% del totale) entrambi gli sposi erano cattolici.

***


I vescovi giapponesi incontrano il Papa per la seconda volta in cinque mesi

ROMA (UCA News) -- Con una decisione straordinaria, la Conferenza episcopale giapponese ha mandato la scorsa settimana a Roma una delegazione per discutere con papa Benedetto XVI "il serio problema" che stanno avendo col Cammino Neocatecumenale e col suo seminario nella diocesi di Takamatsu.

I quattro prelati sono stati in Vaticano a chiedere al Papa comprensione e intervento di aiuto a risolvere la situazione.

È la terza volta in cinque mesi che i vescovi giapponesi hanno portato la questione a Roma. «Ci dispiace venire così spesso, ma siamo stati costretti dalla serietà del problema da risolvere», ha detto ad UCA News l'arcivescovo di Tokyo, Takeo Okada, presidente della Conferenza episcopale giapponese.

Durante la loro visita ad limina a dicembre 2007, i vescovi avevano espresso le loro preoccupazioni non solo al papa ma anche alla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, alla cui guida vi era il cardinale indiano Ivan Dias.

La delegazione dei vescovi giapponesi vi è tornata all'inizio di aprile 2008 per discutere la questione una seconda volta con i responsabili della Congregazione, sentendoli però alquanto sostenitori del movimento neocatecumenale, come ha ricordato l'arcivescovo Okada.

Hanno perciò deciso di parlare di nuovo col Papa. L'arcivescovo Okada, quando ha parlato al Papa a nome dei vescovi giapponesi il 15 dicembre 2007, aveva detto: «un'altra questione è quella del Cammino Neocatecumenale e del Seminario Diocesano Internazionale di Takamatsu, conosciuto come "Redemptoris Mater". Abbiamo un problema serio. Nella piccola Chiesa cattolica del Giappone, la potente attività simile a una setta, condotta dai membri del Cammino, produce divisioni e contrasti. Ha portato acute e dolorose divisioni e lotte all'interno della Chiesa. Stiamo combattendo con tutte le nostre forze per affrontare il problema ma sentiamo che se bisogna trovare una soluzione, la considerazione di Sua Santità per la Chiesa in Giappone sarà della massima importanza e necessità».

Il Cammino Neocatecumenale, fondato in Spagna nel 1964, oggi afferma di avere circa 20.000 comunità e un milione di membri in 105 nazioni.

Il seminario di Takamatsu è uno dei 73 seminari missionari del movimento nel mondo, tutti chiamati "Redemptoris Mater" e ognuno sotto un vescovo diocesano. I sei in Asia sono in Hong Kong, India, Giappone, Pakistan, Filippine e Taiwan.

Il vescovo di Takamatsu, monsignor Osamu Mizobe, ha confermato di aver parlato del problema della sua diocesi durante la sua udienza privata con papa Benedetto nella visita ad limina.

Il Papa però non ha fatto menzione della questione quando ha rivolto ai vescovi giapponesi un discorso al termine della loro visita.

Quattro mesi più tardi, il 25 aprile scorso, ne ha invece parlato in dettaglio con l'arcivescovo Okada, con l'arcivescovo di Osaka, monsignor Jun Ikenaga, con l'arcivescovo di Nagasaki, monsignor Mitsuaki Takami e col vescovo Mizobe.

La piccola diocesi di Takamatsu, circa 520 chilometri a sud-ovest di Tokyo, conta circa 5.000 cattolici.

Il predecessore del vescovo Mizobe aveva acconsentito all'erigervi un seminario. Ma con l'emergere di seri problemi e tensioni, il vescovo Mizobe, salesiano, ha deciso di chiuderlo. La Conferenza episcopale giapponese lo ha sostenuto in questa decisione, come ha confermato il suo stesso presidente.

Deciso a mantenere un avamposto in Giappone, il movimento neocatecumenale ha tentato di conquistare il sostegno di un altro vescovo giapponese. Un vescovo che sembrava favorevole ad ospitare il seminario nella sua diocesi, ha però cambiato idea dopo aver discusso la questione con i confratelli vescovi, ed ha perciò informato in tal senso la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli ed il movimento neocatecumenale.

Il 25 aprile l'arcivescovo Ikenaga, vicepresidente della Conferenza episcopale, ha consegnato al Papa un riassunto dettagliato della situazione.

Secondo l'arcivescovo Okada, i vescovi giapponesi hanno parlato con papa Benedetto per quasi un'ora. «Ci ha ascoltati con molta attenzione. Desidera comprenderci, è molto serio», ha detto il prelato ad UCA News.

«Quel seminario diocesano va chiuso. La Santa Sede è d'accordo a far chiudere il seminario diocesano quest'anno», ha affermato.

I vescovi, ha spiegato, continuano ad avere problemi «seri e profondi» col movimento neocatecumenale che ha il suo «modo di pensare» e la sua «attitudine» nei confronti della cultura giapponese, della liturgia e di altre questioni.

Alla domanda se in Vaticano capiscono tutto ciò, l'arcivescovo Okada ha detto che sente che «c'è ancora una distanza tra noi», ma la situazione «sta migliorando». Ha aggiunto che il modo con cui papa Benedetto li ha ascoltati lo ha incoraggiato molto.

L'arcivescovo Okada ha anche rivelato di aver discusso col Papa la beatificazione dei 188 martiri giapponesi, prevista per il 24 novembre a Nagasaki.

***


Note del traduttore:

- anche il giornale inglese The Tablet afferma che il cardinale Ivan Dias, prefetto di Propaganda Fidei, sarebbe "favorevole" al Cammino, e sarebbe "intervenuto" personalmente per "proteggerlo";

- il Giappone dipende da Propaganda Fide anziché dalla Segreteria di Stato poiché è tuttora considerato territorio di missione;

- il testo originale di questa notizia è sul sito di UCA News; purtroppo UCA News ha la pessima abitudine di sfoltire gli archivi eliminando a caso le notizie più vecchie.

giovedì 19 giugno 2008

Quando i neocatecumenali fagocitano la parrocchia

La seguente testimonianza, pubblicata tra i commenti del blog, riguarda un argomento che nelle mie pagine era stato solo brevemente accennato: i neocatecumenali che fagocitano le parrocchie.


Il mio giudizio sul cammino NC per come strutturato e applicato è fortemente negativo, pur conoscendo delle sante persone che ne fanno parte e che sono senz'altro in buona fede.

Uno dei motivi della mia negatività (sono di Roma) è che nella mia Parrocchia di un quartiere di periferia nato 15 anni fa esiste SOLO questa esperienza. Gli altri credenti sono "costretti" ad emigrare nelle parrocchie dei quartieri vicini, creando difficoltà evidenti, visto che abbiamo figli che devono essere accompagnati agli incontri e chissà se quando saranno autonomi avran vogli o possibilità di emigrare da soli. Visto che molti rinunciano, visto che molti sono scandalizzati dalle prediche domenicali per cristiani "normali".

Nella mia parrocchia (che pure ho provato a frequentare per anni sperando) la predica per i comuni cristiani è sempre identica, il suggerimento pastorale del Parroco per ogni difficoltà, consiglio, problema è unico "entra nel cammino, c'è la salvezza". No! Un parroco deve dire che la salvezza è in Cristo, e offrire il cammino spirituale adato ad ogni anima.

Recentemente sono stato invitato ad una comunione per "comuni cristiani". Neanche un coro per la liturgia son stati capaci di organizzare, chiusi nelle loro messe notturne per iniziati. Tre sfigati a suonare l'organo e cantare.
Oh bella direte voi, se voi cristiani "normali" emigrate e che dobbiamo fare tutto noi NC?

Il fatto è che qualche anno fa, in un incontro di prefettura per la pastorale familiare con il Vescovo di settore mia moglie espose il problema (anche con toni forti). A parte che non c'era nessun esponente NC di Prefettura (e mica è la loro Chiesa), la soluzione data dal Vescovo di settore (che conoscevo da molto tempo, da quando era parroco, e che stimo)è stata, vabbè, ma lì vicino c'è una parrocchia con un parroco in gamba...

Sono sconcertato da questa approvazione. E ritengo valide le vostre osservazioni su liturgia e teologia NC.
Come considero un abominio i seminari NC, che s'insegna di diverso? O che non s'insegna lì (S. Tommaso?, i vari Concili? la storia della Chiesa? La Liturgia?).

Però mi fido molto di Benedetto XVI, e del fatto che ancora non ho visto toni trionfalistici. Aspettiamo ancora un pò...

giovedì 12 giugno 2008

Come funzionano gli scrutini neocatecumenali

Testimonianza resa sul forum da un neocatecumenale, a proposito dei cosiddetti "scrutini" che - come disse mons. Bommarito, vescovo emerito di Catania - «scarnificano le coscienze con domande che nessun confessore farebbe».

Ti dico quello che ho "subìto" sia direttamente che indirettamente.

A me (sposato da 25 anni) è stato chiesto se avevo rapporti sessuali, e quante volte in un mese, quando sono passati più di 2 anni fra un figlio e l'altro, hanno messo in dubbio la mia apertura alla vita (6 figli)..

Mi hanno detto come dovevo vestirmi.. e non solo all'eucarestia; anche a mia moglie.. doveva mettere più gonne "devi essere più femminile".. e come dire sei mascolina (il che è vero.. però credo ci sia un limite a tutto).. salvo poi dire a chi metteva troppo la gonna che doveva essere più lunga.. o meno attillata..

Non mi hanno mai lasciato fare "servizi" o "apostolati" diversi nella Parrocchia dovevo sempre informare loro, ma la risposta era sempre che dovevo aspettare dopo la "professione di fede"..

Prova a guardare le Catechiste dopo una certa tappa o dopo un pò di anni nel cammino, vestono tutte uguali, (credimi parlo per esperienza diretta, convivenze di inizio corso con più di 400 fratelli.. più di 12 equipe, più regioni..)

Ad altre coppie lo stesso.. quando non si ottenevano risultati, si consegnava il "famoso viaggio di nozze".. bisognava lasciare tutto e partire per almeno una settimana,.. pregare etc.etc. ma soprattutto "fare l'amore" (come se andare in un albergo a 400 km di distanza risolveva il problema di fondo), questo è un aiuto.. però con cadenza di 2 volte a settimana ti chiedevano davanti a tutti, quando partite? avete deciso? vi siete organizzati? chi non obbedisce non può fare il rito..

Questi come li chiami..? ragazze che a 32 anni devono decidere qual'è la loro vocazione, se non hai un ragazzo, forse il Signore ti chiama a qualcos'altro? indovina un pò cos'è?..

Potrei raccontarTi una valanga di esempi.. e dire che dietro tutto c'è sempre un "segno" divino.. non è un problema di uomini (o almeno non solo), cioè chi ha più sensibilità "entra" meno.. è ciò che sono tenuti a dire e fare "per forza" c'è un equipe che ti sta addosso..

Se sei troppo blando al momento di verifica, TI MASSACRANO.. la mogliettina del catechista capo, di solito, se no un altro catechista.. sta con un agenda in mano e prende appunti: sai cosa scrivono? (io si)..

Un parroco, un visitatore e 8 comunità neocatecumenali

Leggo sul blog di "Settimana" (una pubblicazione cartacea di orientamento progressista, delle edizioni Dehoniane) il caso ''Un parroco, un visitatore, e 8 comunità neocatecumenali''.

Si tratta di una parrocchia retta da un ordine religioso, che nella seconda metà del 2007 ha ricevuto la visita straordinaria da parte di un delegato del superiore generale, e successivamente una lettera, indirizzata al parroco e ai dirigenti neocatecumenali.

Quella lettera del visitatore è interessante poiché è l'ennesima chiara testimonianza che il Cammino Neocatecumenale:

1) entra nelle parrocchie come un parassita, e le fagocita

2) ovunque si installa, crea divisioni, tensioni, contrasti

3) non rispetta le indicazioni che riceve

4) celebra numerose liturgie contemporaneamente (e per di più autonome) il sabato sera

5) conduce una "pastorale" indipendente, ignorando deliberatamente quella del parroco

6) se ne infischia della "lettera di Arinze" (a cominciare da quell'«almeno una domenica al mese»)

7) manca di carità verso tutto ciò che non è neocatecumenale.


A chiunque abbia avuto a che fare almeno una volta con il Cammino, quegli argomenti non sono per nulla nuovi.

Anche la correttezza e la cautela del visitatore religioso, che talvolta appaiono addirittura eccessive, confermano che la lettera descrive onestamente la realtà. Ecco dunque il testo:

«Carissimi fratelli e sorelle,
vi porgo un cordiale saluto nella pace di Cristo risorto... Dal... al... ho fatto la visita canonica straordinaria, a nome del superiore generale... Durante la visita, ho dedicato tempo all'ascolto delle persone e alla visione delle situazioni. Ho parlato con la comunità religiosa, con i responsabili delle comunità del Cammino, con i rappresentanti dei gruppi parrocchiali. Ho incontrato s.e. mons. vescovo, il vicario episcopale per la pastorale della città, il superiore provinciale. Ho letto la documentazione che si trova nell'archivio della comunità religiosa riguardante le visite canoniche...; tra l'altro, ho notato come alcune delle indicazioni offerte a riguardo del "Cammino" siano state disattese. Ho meditato sugli ultimi pronunciamenti del magistero del papa e dei vescovi.
A fine della visita, così scrivevo: "Nella comunità parrocchiale ci sono otto comunità del Cammino neocatecumenale. In questo momento c'è tensione soprattutto tra la comunità religiosa e tali comunità". Inoltre aggiungevo: "La comunità religiosa continui con la sua proposta, relativa al nostro carisma, di animazione della parrocchia, secondo i nostri documenti ufficiali; le linee di pastorale per la parrocchia vengono date dalla comunità religiosa e dal consiglio pastorale". Infine, parlavo di una "lettera di orientamento", che avrei fatto giungere, dopo ulteriori approfondimenti, alla comunità religiosa e ai responsabili delle comunità neocatecumenali.
Dopo discernimento e preghiera, sono giunto a queste conclusioni, che vi indico in vista di un cammino di comunione.
"Al di sopra di tutto vi sia la carità". Ciò che si deve salvaguardare è la carità, ciò che si deve edificare è la comunità, ciò che si deve vivere è la comunione.
Nella situazione dell'attuale tensione e in vista dell'edificazione della comunità parrocchiale, vi indico i seguenti passi da realizzare progressivamente. Essi vi offrono concreti cammini di comunione.
1. Per favorire la crescita armonica della comunità parrocchiale e del nostro carisma, constato che la presenza di otto "comunità del Cammino" sia troppo numerosa. Invito perciò i responsabili delle comunità del Cammino neocatecumenale a trovare soluzioni alternative, come la fusione di alcune comunità o il loro trasferimento in altre sedi, in modo che nella parrocchia non vi siano più di tre comunità. Inoltre, invito i responsabili a non iniziare altre catechesi; se sorgerà l'esigenza di altre catechesi, queste non siano svolte nella parrocchia.
2. Per realizzare la comunione visibile e per evitare sovrapposizione di orario, le celebrazioni eucaristiche del sabato sera per le "comunità del Cammino" presenti in parrocchia, il sabato sera negli ambienti parrocchiali non ci saranno più di tre celebrazioni eucaristiche. In particolare poi nel momento culminante dell'anno liturgico, a partire dall'anno 2008 nella chiesa parrocchiale o negli ambienti dell'Oratorio non sia tenuta la celebrazione della veglia pasquale.
3. Per concretizzare l'indicazione della lettera della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti del 1° dicembre 2005, indirizzata ai responsabili del Cammino, in cui si chiede che "almeno una domenica al mese le comunità del Cammino neocatecumenale devono partecipare alla santa messa della comunità parrocchiale", chiedo che una volta al mese, al sabato sera, in tutte le sale dell'Oratorio non vi sia nessuna celebrazione eucaristica.
4. Per potenziare la comunità pastorale e l'espressione del nostro carisma nella parrocchia, che è stata affidata dal vescovo alla congregazione, si trovino orientamenti convergenti all'interno del consiglio pastorale e si sviluppi una proposta esplicitamente nostra di animazione della parrocchia, secondo i nostri documenti ufficiali.
Sono consapevole che la via proposta è ardua; i passi non sono facili da realizzare. "È la carità di Cristo che mi spinge". L'edificazione della comunità parrocchiale chiede scelte coraggiose. Il Cammino neocatecumenale sta facendo un grande bene nella chiesa, creando però alcune tensioni, soprattutto nell'inserimento pastorale parrocchiale (Benedetto XVI, incontro con i parroci e il clero della diocesi di Roma, 22 febbraio 2007). In questi anni scorsi, non si è riflettuto sufficientemente da parte della nostra comunità e della comunità parrocchiale su che cosa significhi che una parrocchia sia animata da un carisma di vita consacrata.
Lo Spirito Santo, che è Spirito di verità e di amore, vi suggerirà come realizzare questi orientamenti. Lascio al superiore provinciale, in dialogo con il vescovo, di vederne i tempi di concretizzazione fin dall'inizio del nuovo anno pastorale. La Vergine Maria...
Con sincera stima e affetto fraterno».



Questa lettera è stata abusivamente inoltrata a "Settimana" da un neocatecumenale infuriato che cercava di spaccare il capello in quattro su quanti diritti avesse il visitatore straordinario, appoggiandosi al fatto che il vescovo di quella diocesi tace.

Nel suo commento alla lettera il neocatecumenale ha poi proclamato che il Cammino sarebbe stato invitato in quella parrocchia "da trent'anni" (dai parroci di allora), da cui lui sorprendentemente deduce che i parroci di oggi (tanto meno i loro superiori religiosi e visitatori straordinari) non avrebbero diritto di chiedere un ridimensionamento del Cammino anche in presenza di errori ed abusi. Tanto per cambiare, la "logica" dei neocatecumenali fa acqua da tutte le parti.

Il neocatecumenale, poi, addirittura fa basse insinuazioni sull'onestà del visitatore (il quale aveva invece già chiarito di aver parlato con i responsabili del Cammino, e scritto loro solo "dopo ulteriori approfondimenti"), e dispiace e sorprende che tal Riccardo Barile, della redazione di "Settimana" (probabilmente sacerdote e liturgista), tenti di dare un colpetto al cerchio e uno alla botte, senza riconoscere lo sporco giochetto neocatecumenale.

Purtroppo i neocatecumenali sono esperti nell'utilizzare le debolezze altrui: l'ossessivo "pacifismo ecclesiale" dei progressisti, l'ostinato silenzio dei vescovi allergici alle guerre parrocchiali, la moda del dover difendere lo status quo anche in presenza di errori, tensioni e contrasti...

Il Cammino Neocatecumenale visto da Effedieffe

Alcune citazioni da articoli comparsi sul sito Effedieffe, giornale on-line diretto da Maurizio Blondet.

Come già detto in precedenza, condividere una posizione di un autore non significa condividerne tutto il pensiero.

Quello che ci interessa rilevare qui, è che le critiche ai neocatecumenali provengono dalle fonti più diverse.

Sulle manie neocatecumenali di filo-ebraismo ingenuo:
I più fanatici ebraizzanti sono i neocatecumenali: santificano il sabato, mangiano agnello e pane azzimo, chiamano i loro nemici «faraone» e un grado della loro iniziazione di setta pseudo-cattolica porta il nome di «servo di Jahvè».
In tutti questi fenomeni di filo-ebraismo è difficile capire se abbia più parte l'intraprendenza ebraica o l'ingenuità cristiana.

(Blondet)

Auspichiamo che tornino i tempi in cui gli eretici di varie confessioni, che hanno peraltro accompagnato la storia della Chiesa fin dagli inizi, siano scacciati, come è sempre stato fino a quando, dal modernismo prima al movimento neocatecumenale oggi, la Chiesa è combattuta, dall’interno.
(De Fina)

Di passaggio si noti che queste affermazioni di Paolo smentiscono le elucubrazioni in cui si è distinto il cardinale Lustiger (ma seguito da molti giudaizzanti cattolici), secondo cui esiste una salvezza separata per i giudei, e l’Alleanza è ancora valida. Inutilmente i neocatecumenali ballonzolano coi Lubavitcher attorno alla Torah nel loro pseudo-tempio di Palestina.
(Blondet)

Il fenomeno dei fondamentalisti apocalittici non manca di influire ogni giorno di più sulle frange «pentecostali» e giudaizzanti di un certo cattolicesimo, come i neocatecumenali, che sono in rapporti misticamente cordiali con i Lubavitcher, ossia la setta più irrazionalista del giudaismo americano, quella che fornisce i «coloni» più ostili negli insediamenti.
(Blondet)

E’ sintomatico cioè del potere che determinati gruppi e lobby hanno assunto all’interno della Chiesa: vorrei sapere, per esempio, chi in occasione della visita di Giovanni Paolo II - guarda caso proprio in Israele nel 2000 - ha permesso che la croce rovesciata disegnata da Kiko Arguello, il capo del movimento neocatecumenale, che danza attorno alla Torah e celebra un’eucaristia per la quale è stato richiamato dal Vaticano all’ortodossia, fosse posta sulla sedia occupata dal Papa durante la celebrazione nella casa del Monte delle Beatitudini, come davanti all’ambone da cui si proclamava la Parola di Dio.
Vorrei sapere chi nella Terra Santa rioccupata dagli ebrei ha ritenuto di lasciar compiere questa profanazione e questo abominio proprio durante la celebrazione del Sacrificio Eucaristico e perché è stata lasciata mano libera a Kiko Arguello che «usa questo simbolo, dipingendolo non solo nello schienale della poltrona del Papa per indicare - dicono i neocatecumenali - che egli è il successore di Pietro, ma anche nelle sue catechesi quando parla della parrocchia, dove la rappresenta con un circolo con la croce rovesciata» (confronta «Orientamenti alle equipe dei catechisti per la fase di conversione», pagina 29 e a pagina 85, dove egli parla dei tre tipi di persone che formano la Chiesa [secondo lui]).
Anche in quelle pagine, dove non c’è un minimo accenno a San Pietro, la croce è disegnata «rovesciata»!

(Savino)

Articoli di Blondet esplicitamente contro i neocatecumenali:
1) Cristianisti amici dei Lubavitcher
2) Risposta di Maurizio Blondet a Giuseppe Gennarini (Gennarini, responsabile del Cammino per gli USA)
3) Ancora sui neocatecumenali

Articoli di altri autori esplicitamente contro i neocatecumenali:
4) Neocatecumenali
(quest'ultimo articolo ha suscitato un gran vespaio di email polemiche al sito Effedieffe da parte di neocatecumenali infuriati)

New York: i neocatecumenali fanno gli stessi pasticci che in Italia

Ho trovato alcuni brevi interventi di Mark Alessio, un giornalista di New York (ex catechista neocatecumenale, uscito dal Cammino dopo aver letto i libri di Zoffoli), che attualmente tiene su il sito di notizie "Catholic Family News" (www.cfnews.com) e collabora a "Remnant Newspaper" (un altro periodico on-line).


1) primavera 2008: Kiko costruisce la cappella dell'adorazione nella Domus Galilaeae?

Commento di Mark: ma se proprio loro stessi negli Orientamenti prendono in giro le adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento! (fonte: qui)

Nota mia: proprio le stesse critiche di noi italiani!


2) novembre 2005: Kiko-Carmen-Pezzi incontrano papa Benedetto XVI in udienza privata. Kiko e Carmen, in un comunicato dello stesso giorno, affermano che il Papa li sostiene e addirittura sosterrebbe "le pratiche liturgiche del Cammino, che alcuni prelati considerano improprie" (!!!)

Commento di Mark: come diceva Zoffoli, questi amano presentarsi come i frutti più zelanti del Vaticano II... purtroppo, come Paolo VI e Giovanni Paolo II, anche Benedetto XVI sembra chiudere un occhio...

Nota mia: neanche dieci giorni dopo, il 1' dicembre 2005, arriverà al Cammino Neocatecumenale la sua più grande "bastonatura" di tutti i tempi: la fatidica lettera di Arinze.

Vorrei far notare che Kiko e Carmen, che il 22 novembre 2005 sono stati "bastonati" dal Papa in persona durante quell'udienza privata nel quale si è parlato di liturgia, hanno avuto il fegato, lo stesso giorno, di annunciare che il Papa non solo li sostiene ma addirittura "sostiene le pratiche liturgiche del Cammino"!

Proprio quelle che il Papa aveva appena condannato verbalmente, annunciando che sarebbe stato tutto messo per iscritto entro pochi giorni!

Menzogna, menzogna, menzogna! Kiko e Carmen vanno dal Papa a prendersi una "bastonatura" sulla liturgia, ed escono da lì annunciando che il Papa sostiene le "pratiche" (di abuso liturgico) del Cammino!


3) aprile 2006: un lungo articolone di Mark Alessio su quanto sia marcio il Cammino: spero di aver presto tempo per tradurne almeno le parti più salienti: Where do Rome and the Neo-Catechumenal Way Stand In 2006?


Altre pagine in inglese, dove si citano pezzi di Mark Alessio, notevoli anche per le loro foto (aberrante quella della "comunione da seduti" con il cameriere eucaristico!) qui e qui.

I neocatecumenali fanno danni anche in Finlandia

Dovunque vanno, fanno danni!

Ecco il caso della Finlandia, dalla testimonianza diretta di un mio amico che ha passato in Finlandia un lungo periodo per motivi di lavoro, e dal sito neocatecumenale della parrocchia neocatecumenale installata lì ad Oulu.

Lì i neocatecumenali hanno "nelle loro mani la parrocchia principale e il seminario": in un paese dove i cattolici sono ottomila in totale, ciò è purtroppo assai significativo.

La presenza dei neocatecumenali in Finlandia fu richiesta da mons. Wróbel (vescovo di origine polacca, e in Polonia il Cammino purtroppo è abbastanza diffuso). Si sono installati nella parrocchia di Oulu, una famiglia italiana neocatecumenale, con un prete italiano neocatecumenale, che con un architetto neocatecumenale hanno progettato la nuova chiesetta ispirandosi ai soliti modelli kikiani (non sono io a dirlo, sono loro a dirlo).

La chiesetta è tutta zeppa di immagini di Kiko travestito da Nostro Signore (cliccare qui e poi in basso sui numeri 2-3-4-5-ecc.) e naturalmente c'è l'altare "tavola imbandita" e tutto il resto delle cose proibite dalla lettera di Arinze (le foto sono qui).

Tutte le attività della parrocchia sono ovviamente attività del Cammino: c'è li neocatecumenato, ci sono i "corsi" di catechesi, le "catechesi per adulti", le foto di Kiko, ci sono le traduzioni in lingua locale di tutti gli slogan del Cammino (a cominciare da quella di Giovanni Paolo II del 1990). Incredibilmente, nel programma parrocchiale, c'è anche una non meglio specificata "Adorazione".

Il Cammino in Australia: le stesse eresie, le stesse menzogne...

Il Cammino Neocatecumenale non finisce mai di meravigliarmi.

Ho appena scoperto il sito web di John Loughnan (in inglese: è un australiano, di Melbourne).

Se qualcuno di voi se la cava con l'inglese, scoprirà clamorosamente che nel Cammino le stesse eresie e ambiguità del vengono replicate dall'altra parte del mondo!

Le solite menzogne ("tutti questi insegnamenti... sono stati infatti verificati dal cardinale Ratzinger...", ecc.) e le solite eresie ("...è possibile riuscire a non peccare, se si crede!", ecc.)

Gli eventi: all'inizio dell'estate 2001 una coppia di catechisti neocatecumenali (Trevor e Pam Atkinson, marito e moglie) chiedono al parroco padre Roger Ryan di "catechizzare" la parrocchia di San Patrizio a Melbourne. La catechesi comincia il 23 luglio 2001.

Si presentano i due coniugi e un prete, e cominciano a spararle grosse esattamente come è sempre successo in Italia: la Chiesa non è più "primitiva" da Costantino al Vaticano II, "siamo qui perché ci ha mandato il Papa", "il Signore vuole formare in questa parrocchia una comunità neocatecumenale", e via ingannando.

Durante una testimonianza, i due catechisti pubblicamente confessano di essere stati ubriaconi, incapaci di amarsi, figli di ubriaconi, ecc., e il prete confessa di essere stato incapace di usare carità al prossimo e solo dopo aver aderito al Cammino, dopo essere diventato prete, il Signore avrebbe "cominciato ad entrare" nella sua vita.

John è infastidito da queste cose, che ha appuntato per lamentarsene col parroco, padre Ryan, non presente alle catechesi. Il quale gli indica però di continuare a prendere appunti.

Verso fine agosto, arrivato alla catechesi sulla confessione, non ne può più e lascia perdere. Ma pubblica tutto ciò che ha sentito, annotando gli errori dei neocatecumenali e le sue considerazioni.

Da rabbrividire. Tutte le eresie neocatecumenali propalate dall'altra parte del mondo da parte di persone che hanno conosciuto il Cammino fuori dall'Europa!!

Infestazione neocatecumenale anche in Calabria

Qualche tempo fa ho parlato per qualche minuto con uno studente calabrese che mi diceva, disperato, che la sua diocesi è letteralmente "in mano ai neocatecumenali": il vescovo e i preti sono succubi della setta neocat, la curia è infestata di neocat, le giovani vocazioni vengono addirittura vagliate da un "presbitero" neocat.

Pensavo di non poter esprimergli altro che delle condoglianze. Invece la discussione si è evoluta, e ho potuto dirgli che i neocatecumenali sono senza statuto, che all'approvazione dello statuto nel 2002 il Papa tacque (silenzio tanto assordante quanto significativo), che a tutt'oggi hanno sostanzialmente disobbedito alle "decisioni del Santo Padre" contenute nella lettera di Arinze, etc.

Ciò che lui mi rispondeva più spesso è: "eppure a me hanno sempre detto che".

Infatti, il frasario dei neocatecumenali è fisso: ripetizione dello stesso slogan fino alla nausea, anche se è con tutta evidenza falso. Proprio come i testimoni di Geova.