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sabato 9 agosto 2008

Ci manca solo che faccia i nomi di Argüello ed Hernández...

Monsignor Ranjith in un'intervista pubblicata il 31 luglio parla contro i neocatecumenali!

Domanda: L'ostia nella mano sminuisce il senso di trascendenza dell'eucaristia?

Mons. Ranjith: «In un certo senso sì. Espone il comunicante a sentirla quasi come un pane normale. Il Santo Padre parla spesso della necessità di salvaguardare il senso dell'al-di-là nella liturgia in ogni sua espressione. Il gesto di prendere l'ostia sacra e metterla noi stessi in bocca e non riceverla, riduce il profondo significato della comunione».

Figuratevi i neocatecumenali, che stanno comodamente seduti e si alzano in piedi solo per comunicarsi (con le mani)...

Nell'intervista vengono martellate anche le "omelie dei laici", la banalizzazione della Messa e tante altre neocatecumenalate!


Testo dell'intervista, da leggere e gustarsi ogni parola! Altro che le neocafonate dei necatecumenali... qui si parla di comunione in ginocchio, uso del latino, celebrazione di spalle, apertura al trascendente, divieto delle "omelie dei laici"... contro l'antispirito del Concilio (che permea il Cammino), contro certi circoli liturgici (neocatecumenali) e contro chi ha introdotto innovazioni (cioè Kiko e Carmen).


Liturgia - "Perché Ratzinger recupera il sacro"
da Repubblica del 31 luglio 2008 (pag. 42, sezione "Cultura"), a cura di Marco Politi

ll segnale è stato inequivocabile. Prima il Corpus Domini a Roma, poi lo si è visto in mondovisione a Sidney. Benedetto XVI esige che davanti a lui la comunione venga ricevuta in ginocchio. E' uno dei tanti recuperi di questo pontificato: il latino, la messa tridentina, la celebrazione con le spalle rivolte ai fedeli. Papa Ratzinger ha un disegno e lo srilankese monsignor Malcolm Ranjith, che il pontefice ha voluto con sé in Vaticano come segretario della Congregazione per il Culto, lo delinea con efficacia.

L'attenzione alla liturgia, spiega, ha l'obiettivo di un'«apertura al trascendente». Su richiesta del pontefice, preannuncia Ranjith, la Congregazione per il Culto sta preparando un Compendio Eucaristico per aiutare i sacerdoti a «disporsi bene per la celebrazione e l'adorazione eucaristica».

La comunione in ginocchio va in questa direzione?
«Nella liturgia si sente la necessità di ritrovare il senso del sacro, soprattutto nella celebrazione eucaristica. Perché noi crediamo che quanto succede sull'altare vada molto oltre quanto noi possiamo umanamente immaginare. E quindi la fede della Chiesa nella presenza reale di Cristo nelle specie eucaristiche va espressa attraverso gesti adeguati e comportamenti diversi da quelli della quotidianità».

Marcando una discontinuità?
«Non siamo dinanzi ad un capo politico o un personaggio della società moderna, ma davanti a Dio. Quando sull'altare scende la presenza di Dio eterno, dobbiamo metterci nella posizione più adatta per adorarlo. Nella mia cultura, nello Sri Lanka, dovremmo prostrarci con la testa sul pavimento come fanno i buddisti e i musulmani in preghiera».

L'ostia nella mano sminuisce il senso di trascendenza dell'eucaristia?
«In un certo senso sì. Espone il comunicante a sentirla quasi come un pane normale. Il Santo Padre parla spesso della necessità di salvaguardare il senso dell'al-di-là nella liturgia in ogni sua espressione. Il gesto di prendere l'ostia sacra e metterla noi stessi in bocca e non riceverla, riduce il profondo significato della comunione».

Si vuole contrastare una banalizzazione della messa?
«In alcuni luoghi si è perso quel senso di eterno, sacro o di celeste. C'è stata la tendenza a mettere l'uomo al centro della celebrazione e non il Signore. Ma il Concilio Vaticano II parla chiaramente della liturgia come actio Dei, actio Christi. Invece in certi circoli liturgici, vuoi per ideologia vuoi per un certo intellettualismo, si è diffusa l'idea di una liturgia adattabile a varie situazioni, in cui si debba far spazio alla creatività perché sia accessibile e accettabile a tutti. Poi magari c'è chi ha introdotto innovazioni senza nemmeno rispettare il sensus fidei e i sentimenti spirituali dei fedeli».

A volte anche vescovi impugnano il microfono e vanno verso l'uditorio con domande e risposte.
«Il pericolo moderno è che il sacerdote pensi di essere lui al centro dell'azione. Così il rito può assumere l'aspetto di un teatro o della performance di un presentatore televisivo. Il celebrante vede la gente che guarda a lui come punto di riferimento e c'è il rischio che, per avere più successo possibile con il pubblico, inventi gesti ed espressioni facendo da protagonista».

Quale sarebbe l'atteggiamento giusto?
«Quando il sacerdote sa di non essere lui al centro, ma Cristo. Rispettare in umile servizio al Signore e alla Chiesa la liturgia e le sue regole, come qualcosa di ricevuto e non di inventato, significa lasciare più spazio al Signore perché attraverso lo strumento del sacerdote possa stimolare la coscienza dei fedeli».

Sono deviazione anche le omelie pronunciate dai laici?
«Sì. Perché l'omelia, come dice il Santo Padre, è il modo con cui la Rivelazione e la grande tradizione della Chiesa viene spiegata affinché la Parola di Dio ispiri la vita dei fedeli nelle loro scelte quotidiane e renda la celebrazione liturgica ricca di frutti spirituali. E la tradizione liturgica della Chiesa riserva l'omelia al celebrante. Ai Vescovi, ai sacerdoti e ai diaconi. Ma non ai laici».

Assolutamente no?
«Non perché loro non siano capaci di fare una riflessione, ma perché nella liturgia i ruoli vanno rispettati. Esiste, come diceva il Concilio, una differenza "in essenza e non solo in grado" tra il sacerdozio comune di tutti i battezzati e quello dei sacerdoti».

Già il cardinale Ratzinger lamentava nei riti la perdita del senso del mistero.
«Spesso la riforma conciliare è stata interpretata o considerata in modo non del tutto conforme alla mente del Vaticano II. Il Santo Padre definisce questa tendenza l'antispirito del Concilio».

A un anno dalla piena reintroduzione della messa tridentina qual è il bilancio?
«La messa tridentina ha al suo interno valori molto profondi che rispecchiano tutta la tradizione della Chiesa. C'è più rispetto verso il sacro attraverso i gesti, le genuflessioni, i silenzi. C'è più spazio riservato alla riflessione sull'azione del Signore e anche alla personale devozionalità del celebrante, che offre il sacrificio non solo per i fedeli ma per i propri peccati e la propria salvezza. Alcuni elementi importanti del vecchio rito potranno aiutare anche la riflessione sul modo di celebrare il Novus Ordo. Siamo all'interno di un cammino».

Un domani vede un rito che prenda il meglio del vecchio e del nuovo?
«Può darsi: io forse non lo vedrò. Penso che nei prossimi decenni si andrà verso una valutazione complessiva sia del rito antico che del nuovo, salvaguardando quanto di eterno e soprannaturale avviene sull'altare e riducendo ogni protagonismo per lasciare spazio al contatto effettivo tra il fedele e il Signore attraverso la figura non predominante del sacerdote».

Con posizioni alternate del celebrante? Quando il sacerdote sarebbe rivolto verso l'abside?
«Si potrebbe pensare all'offertorio, quando le offerte vengono portate al Signore, e di là sino alla fine della preghiera eucaristica, che rappresenta il momento culminante della "trans-substantiatio" e la "communio"».

Disorienta i fedeli il prete che volge le spalle.
«È sbagliato dire così. Al contrario, insieme al popolo si rivolge al Signore. Il Santo Padre nel suo libro Lo spirito del Concilio ha spiegato che quando ci si siede attorno, guardando ognuno la faccia dell'altro, si forma un circolo chiuso. Ma quando il sacerdote e i fedeli insieme guardano l'Oriente, verso il Signore che viene, è un modo di aprirsi all'eterno».

In questa visione si inserisce anche il recupero del latino?
«Non mi piace la parola recuperare. Realizziamo il Concilio Vaticano II, che afferma esplicitamente che l'uso della lingua latina, salvo un diritto particolare, sia conservato nei riti latini. Dunque, anche se è stato dato spazio all'introduzione delle lingue vernacolari, il latino non va abbandonato completamente. L'uso di una lingua sacra è tradizione in tutto il mondo. Nell'Induismo la lingua di preghiera è il sanscrito, che non è più in uso. Nel Buddismo si usa il Pali, lingua che oggi solo i monaci buddisti studiano. Nell'Islam si impiega l'arabo del Corano. L'uso di una lingua sacra ci aiuta a vivere la sensazione dell'al-di-là».

Il latino come lingua sacra nella Chiesa?
«Certo. Il Santo Padre stesso ne parla nell'esortazione apostolica Sacramentum Caritatis al paragrafo 62: "Per meglio esprimere l'unità e l'universalità della Chiesa vorrei raccomandare quanto suggerito dal Sinodo dei vescovi in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II. Eccettuate le letture, l'omelia e la preghiera dei fedeli, è bene che tali celebrazioni siano in lingua latina". Beninteso, durante incontri internazionali».

Ridando forza alla liturgia, dove vuole arrivare Benedetto XVI?
«Il Papa vuole offrire la possibilità d'accesso alla meraviglia della vita in Cristo, una vita che pur vivendola qui sulla terra già ci fa sentire la libertà e l'eternità dei figli di Dio. E una tale esperienza si vive fortemente attraverso un autentico rinnovamento della fede quale presuppone il pregustare delle realtà celesti nella liturgia che si crede, si celebra e si vive. La Chiesa è, e deve diventare, lo strumento valido e la via per questa esperienza liberante. E la sua liturgia quella che la rende capace di stimolare tale esperienza nei suo i fedeli».

***

martedì 8 luglio 2008

Papa Pio XII aveva già condannato lo stile di Kiko

Kiko Argüello e i suoi seguaci non sono animati da zelo retto e intelligente quando pretendono di tornare ai primi cristiani.

Più esattamente:

«Non sarebbe animato da zelo retto e intelligente colui il quale volesse tornare agli antichi riti ed usi, ripudiando le nuove norme introdotte per disposizione della Divina Provvidenza e per mutate circostanze. Questo modo di pensare e di agire, difatti, fa rivivere l'eccessivo ed insano archeologismo suscitato dall'illegittimo concilio di Pistoia, e si sforza di ripristinare i molteplici errori che furono le premesse di quel conciliabolo e ne seguirono, con grande danno delle anime, e che la Chiesa, vigilante custode del Depositum Fidei affidatole dal suo divin Fondatore, a buon diritto condannò».

(papa Pio XII, Mediator Dei, n. 51).

giovedì 3 luglio 2008

Lo Statuto include la lettera di Arinze

Dallo Statuto del Cammino Neocatecumenale - edizione 2008:

Articolo 13, comma 3: «Nella celebrazione dell'Eucarestia nelle piccole comunità si seguono i libri liturgici approvati del Rito Romano, fatta eccezione per le concessioni esplicite della Santa Sede (49). Per quanto concerne la distribuzione della Santa Comunione sotto le due specie, i neocatecumeni la ricevono in piedi, restando al proprio posto».

Nota 49 a pié di pagina: Cfr. Benedetto XVI, discorso alle Comunità del Cammino Neocatecumenale del 12 gennaio 2006: Notitiae 41 (2005) 554-556; Congregazione per il Culto Divino, Lettera del 1' dicembre 2005: Notitiae 41 (2005) 563-565; Notificazione della congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti sulle celebrazioni nei gruppi del Cammino Neocatecumenale, in L'Osservatore Romano, 24 dicembre 1988: «la Congregazione consente che tra gli adattamenti previsti dall'Istruzione Actio Pastoralis, nn. 6-11, i gruppi del menzionato "Cammino" possano ricevere la comunione sotto le due specie, sempre con pane azzimo, e spostare, "ad experimentum", il rito della pace dopo la Preghiera universale.


L'articolo 13 comma 3 impone ai neocatecumenali di celebrare la Messa solo con i libri liturgici approvati.

Le sole due eccezioni riguardano la comunione sotto le due specie "con pane azzimo" e lo spostamento dello scambio della pace.

La seconda parte del comma 3 ricorda, per l'ennesima volta, che non si può fare la comunione seduti in nessun caso.


La nota 49 contiene il breve elenco delle "concessioni esplicite della Santa Sede":

1) papa Benedetto XVI, il 12 gennaio 2006, ricordò ai neocatecumenali di aver impartito loro, tramite il cardinale Arinze, delle importanti decisioni sulla liturgia

2) le decisioni sono contenute nella lettera del cardinale Arinze del 1' dicembre 2005

3) le «decisioni del Santo Padre» contenute nella lettera di Arinze sono tutte di carattere restrittivo, tranne l'estensione del permesso temporaneo dello spostamento dello scambio della pace

4) l'unica altra eccezione è la Notificazione del dicembre 1988 sullo scambio della pace e sulla possibilità di usare pane azzimo e comunione sotto le due specie

5) l'istruzione Actio Pastoralis indicata nella stessa nota va a precisare che «il pane azzimo, unico ammesso nella chiesa latina... sarà confezionato nella stessa forma che si usa abitualmente per le altre messe». Condanna inoltre «la tendenza alla separazione, alle chiesuole, al privilegio»... e condanna nella liturgia le «novità, talvolta bizzarre» e le «forme arbitrarie di celebrazioni liturgiche».


In breve, lo Statuto "definitivo" dei neocatecumenali:

- include esplicitamente la famosa "lettera di Arinze"

- precisa che i neocatecumenali non possono straziare la liturgia ma devono seguire i libri liturgici approvati

- descrive esplicitamente le uniche due eccezioni ammesse (l'uso di pane azzimo e lo spostamento dello scambio della pace)


I neocatecumenali perciò non hanno motivo di cantare vittoria, e la loro proverbiale disobbedienza è evidenziata perfino dal loro stesso Statuto.

giovedì 12 giugno 2008

Elenco delle bastonature al Cammino Neocatecumenale da parte di "Petrus"

"Bastonatura" e "bastonata": termini con cui Kiko Argüello definisce gli interventi della gerarchia cattolica che non siano di acritico elogio al Cammino (cfr. intervento di Kiko del 22 febbraio 2006, a Madrid, nel salone de “La Pizarra”).


Lista delle bastonate al Cammino Neocatecumenale evidenziate da inizio aprile 2008 da Petrus (papanews.it), aggiornata a poco fa:

www.papanews.it/news.asp?IdNews=7836
‘Ecco perché non si può essere Neocatecumenali’: l’elenco degli errori teologici del Cammino stilato dal compianto Padre Zoffoli

www.papanews.it/news.asp?IdNews=7822
Comunione in piedi e non più seduti, maggiore partecipazione alla vita parrocchiale, catechesi conformi a quelle ufficiali della Chiesa cattolica: i cambiamenti voluti dal Papa per i Neocatecumenali

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=7491
La cronaca (falsa) su 'Petrus' e quella (vera) di Padre Zoffoli sui Neocatecumenali

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7443
Il Maestro Frisina le 'suona' a Kiko e ai Neocatecumenali: “No alle braccia incrociate in stile militaresco e all’omelia tenuta da laici”

www.papanews.it/news.asp?IdNews=7405
Quattro Vescovi volano in Vaticano per chiedere aiuto alla Santa Sede: “Il Cammino Neocatecumenale è una setta e mina l’unità della Chiesa cattolica in Giappone”

www.papanews.it/news.asp?IdNews=7360
La verità sul Cammino Neocatecumenale - Ecco come Kiko Arguello e Carmen Hernandez negano la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7349
Monsignor Nicola Bux (Congregazione per la Dottrina della Fede): “Le braccia incrociate di Kiko? Scarsa sensibilità per l’Eucarestia”

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7328
Anche Monsignor Ranjith 'bacchetta' Kiko Arguello: “Una mancanza di rispetto verso il Santissimo Sacramento e il Papa ricevere la Comunione con le braccia incrociate”

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=7327
Le braccia incrociate di Kiko tra disobbedienze e messaggi in codice

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=7097
Neocatecumenali: gnosi e uso del denaro per accrescere il consenso

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7063
Il Cardinale Medina Estevéz critica i Neocatecumenali: “Facciano Messe senza abusi: la liturgia non è proprietà di nessuno, tantomeno di Kiko Argüello”

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=6985
Abusi liturgici, il Cardinale Cipriani Thorne invoca maggior rigore: “E anche i Neocatecumenali si adeguino alle direttive della Chiesa”

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=6959
I Neocatecumenali di Kiko: Movimento Ecclesiale o Setta all'interno del Cattolicesimo?

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=6940
Le ombre del Cammino Neocatecumenale

www.papanews.it/news.asp?IdNews=6881
Tempi lunghi per l’approvazione degli Statuti Neocatecumenali. Monsignor Clemens: "Non mi sono mai espresso in proposito". C'è chi parla di ‘pressioni’ del Cammino ma il Papa non si lascia intimidire


Nota: ai bei tempi, i siti neocatecumenali erano contentissimi di citare Petrus: per esempio guarda queste pagine di Segni dei tempi e di Korazym.

martedì 3 giugno 2008

Lo scopo dei seminari neocatecumenali è fabbricare dei preti utili solo al Cammino

Ancora altre notizie sul caso giapponese, stavolta direttamente dal sito web ufficiale della Conferenza Episcopale Giapponese.


Mons. Pietro Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo, parla del seminario Redemptoris Mater installato a Takamatsu: "Abbiamo avuto questo problema per vent'anni. Nel febbraio 1992 organizzammo un incontro speciale dei vescovi proprio per parlare del seminario Redemptoris Mater di cui era stato appena annunciato l'avvio.

Da allora, abbiamo speso innumerevoli ore e passato attraverso tanto dolore alle conferenze, ed in corrispondenza con la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (Propaganda Fide), pubblicando montagne di documenti.

Abbiamo fatto tutto questo, ma pare che ancora non ci sia una mutua comprensione, e perciò per farci capire abbiamo fatto appello al Santo Padre".


Caso notevole, nell'articolo si afferma che "nonostante il Papa abbia ricevuto rapporti da quella stessa Congregazione, i vescovi erano convinti che non era stata data al Papa adeguata informazione direttamente dal Giappone" (speriamo che sia dovuto solo alla sbadataggine; il giornale inglese The Tablet afferma invece che il cardinale Ivan Dias, prefetto della Propaganda Fidei, sarebbe "favorevole" al Cammino, e sarebbe "intervenuto" personalmente per "proteggerlo".

Pertanto, il 5 aprile 2008 ed il 29 aprile 2008, a distanza di sole tre settimane, una delegazione di vescovi giapponesi è volata a Roma per parlare col Papa (stando all'articolo di The Tablet sopra citato, pare che solo in quest'ultima occasione siano riusciti a parlargli personalmente).

La conferenza episcopale giapponese già nel 1992 affermava (testuali parole) che "lo scopo del Seminario Redemptoris Mater non è quello di formare sacerdoti diocesani ma di formare preti per le comunità neocatecumenali" ("the seminary's purpose is not the training of new diocesan priests, but rather the training of new priests for the Neocatechumenal Community.")

L'anno successivo la stessa conferenza affermava che il Cammino -insediatosi in Giappone fin dal 1973- è un gruppo difficile da trattare e costantemente pronto a creare divisioni.

Nell'articolo del sito ufficiale della conferenza episcopale giapponese leggiamo che "i vescovi hanno anche fatto notare che ci sono stati problemi simili anche fuori dal Giappone".

Mons. Mizobe, commentando l'incontro col Papa, ha detto che "il Papa ha spiegato di non aver esteso l'approvazione formale degli Statuti. Il motivo che ha dato è che quanto alle liturgie e ai rapporti coi vescovi, certi problemi sono venuti alla luce" ("In this meeting, the pope explained that he has not extended formal approval of the regulations. The reason he gave was that, pertaining to their liturgies and relationships with the bishops, certain problems have been brought to light." -- il termine "regulations" non può non riferirsi agli Statuti del Cammino Neocatecumenale).

Mons. Mizobe nel febbraio 2006 (poco più di un anno dopo del suo insediamento) aveva dichiarato al giornale Katorikku Shinbun (significa "Giornale Cattolico") che "laici e preti che non sono affiliati al Cammino dichiarano che non ci sarà pace a Takamatsu finché non viene risolto il problema del seminario" neocatecumenale.

Mons. Ikenaga ha presentato al Papa un memorandum in quattro punti:
1) tutti i vescovi del Giappone sono contrari a che quel seminario Redemptoris Mater continui la sua attività
2) in tutte le parrocchie dove si è insediato il Cammino, ci sono state divisioni tra la minoranza neocatecumenale e la maggioranza non-neocatecumenale
3) tranne quelli neocatecumenali, tutti i preti diocesani si oppongono al Cammino
4) il problema neocatecumenale non è solo nella diocesi di Takamatsu ma in tutto il Giappone, e comincia fin da quando il Cammino vi si è insediato.

Il Papa ha ringraziato i vescovi per la pazienza e il duro lavoro svolto.

L'arcivescovo Okada ha affermato che ora anche la Santa Sede è d'accordo a far chiudere entro l'anno il seminario Redemptoris Mater di Takamatsu.

giovedì 29 maggio 2008

Il cardinale Crescenzio Sepe bastona i neocatecumenali

Settembre 2006: il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, ha rilasciato un'intervista a Sandro Magister, dove parla bene di tutti i movimenti tranne del Cammino.

Domanda di Magister: In armonia anche i Neocatecumenali, con le loro messe separate?

Risposta del cardinale Sepe: Con loro vi sono qua e là degli attriti. Ma la cosa che più mi ha stupito positivamente è che la gran parte del laicato cattolico è impegnato proprio sui terreni di frontiera che esigono coraggio, dalla droga alla camorra all’Aids.


Come vedete, Sepe ha parlato solo di "qua e là degli attriti", cambiando immediatamente discorso e parlando della "gran parte del laicato cattolico".

Ha cioè evitato diplomaticamente di entrare nell'argomento.

Ma ha dato un chiaro segnale ai neocatecumenali: un attimo prima parlava bene di tutti i movimenti, e col Cammino esordisce parlando di «attriti».

Ora, consideriamo anzitutto alcuni punti:

1) il significativo spessore del cardinal Sepe (non è affatto un personaggio secondario);

2) Sepe, da poco insediatosi a Napoli, già parlava di attriti;

3) a meno di non avere un pessimo giudizio su Sepe, l'unica conclusione possibile è che la faccenda del Cammino a Napoli è talmente nota da essere impossibile da negare o nascondere.

L'articolo è ovviamente rintracciabile sul sito di Magister (non sono un fan di Magister, ma sono incluso nella sua mailing-list e pertanto ogni volta che lui pubblica un articolo sul sito io ricevo una email).


Ma vediamo le intelligentissime reazioni dei bravissimi neocatecumenali nel chiuso delle loro conventicole.

Reazione tipo 1 (indifferenza forzosa): "non dobbiamo autocriticarci". Traduzione in italiano: "se un cardinale ci critica, noi non dobbiamo farlo, noi non abbiamo nulla da rimproverarci, cioè nulla da correggerci, cioè siamo noi ad essere perfetti, è la sua critica che non deve esistere".

Reazione tipo 2 (sdegno ufficiale): "come al solito ci criticano". Traduzione in italiano: "ancora? ma come si permettono?"

Reazione tipo 3 (non è un problema nostro): "laddove ci sono degli attriti, speriamo che Sepe li riduca". Traduzione in italiano: "se noi neocatecumenali creiamo problemi, speriamo che magicamente Sepe li risolva, in modo che noi siamo liberi di crearne ancora senza dovercene mai emendare".

Reazione tipo 4 (paura di essere corretti): "speriamo che il Cammino non venga rallentato o impedito". Traduzione in italiano: "d'accordo, il cardinale ci critica, ma l'unica cosa che mi preoccupa è che alle critiche possano seguire logicamente dei provvedimenti; naturalmente, alle critiche del legittimo pastore noi faremo di tutto per far finta di nulla e proseguire nel modo che ci pare e piace (è per questo che mi preoccupo solo dei possibili provvedimenti)".

Reazione tipo 5 (minimizzazione del contesto): "ci sono delle critiche, ma è davvero il caso di prenderle in considerazione?". Traduzione in italiano: "no".

Reazione tipo 6 (minimizzazione proattiva): "chiediamo al cardinale un momento di chiarimento". Traduzione in italiano: "anziché risolvere i problemi, limitiamoci ad andare da lui con qualche regalino e tanti sorrisi, semplicemente a dirgli che abbiamo intenzione di risolverli, e a ricordargli quanto siamo grandi, belli, forti e numerosi".

Reazione tipo 7 (banalizzazione): "ma il cardinale ha detto che gli attriti ci sono solo qua e là, quindi è roba di poco o niente". Traduzione in italiano: "se invece avesse detto che il Cammino qua e là ha delle cose buone, avremmo cancellato immediatamente «qua e là» e avremmo gridato ai quattro venti che il Cardinale è dei nostri".

Reazione tipo 8 (opposizione dura): "dobbiamo difendere il Cammino, anche se ci facciamo nemici". Traduzione in italiano: "la presenza di nemici (cioè di cardinali che criticano il Cammino) non ci impone di cambiare atteggiamento, ma di difendere ciò che già facciamo e che è già stato criticato".

Reazione tipo 9 (logorrea diversiva): "se il Cammino ha dei nemici, devo amare i miei nemici". Traduzione in italiano: "se il cardinale ci critica, noi non dobbiamo cambiare nulla, dobbiamo solo amarlo (il che, nel nostro linguaggio, ovviamente non significa far qualcosa per eliminare tali attriti e problemi)".

Reazione tipo 10 (scanso elegante): "se ci sono degli attriti, alcuni fratelli devono cambiare". Traduzione in italiano: "non riguarda me, e non so neppure chi riguardi, ma mi pare elegante affermare una cosa così lapalissiana".

Reazione tipo 11 (argomento per vendette trasversali): "i panni sporchi si lavano in famiglia". Traduzione in italiano: "la critica del cardinale càpita a fagiolo, avevo giusto bisogno di liberarmi di qualche sassolino dalla scarpa con la comunità XYZ".

Reazione tipo 12 (elusione acrobatica): "la colpa è di Satana". Traduzione in italiano: "non è colpa nostra se ci sono gli attriti: non siamo mica obbligati a contrastare l'azione del diavolo verso le nostre anime!"

martedì 20 maggio 2008

Elenco delle bastonature al Cammino Neocatecumenale da parte di "Petrus"

"Bastonatura" e "bastonata": termini con cui Kiko Argüello definisce gli interventi della gerarchia cattolica che non siano di acritico elogio al Cammino (cfr. intervento di Kiko del 22 febbraio 2006, a Madrid, nel salone de “La Pizarra”).


Lista delle bastonate al Cammino Neocatecumenale evidenziate da inizio aprile 2008 da Petrus (papanews.it), aggiornata a poco fa:

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=7491
La cronaca (falsa) su 'Petrus' e quella (vera) di Padre Zoffoli sui Neocatecumenali

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7443
Il Maestro Frisina le 'suona' a Kiko e ai Neocatecumenali: “No alle braccia incrociate in stile militaresco e all’omelia tenuta da laici”

www.papanews.it/news.asp?IdNews=7405
Quattro Vescovi volano in Vaticano per chiedere aiuto alla Santa Sede: “Il Cammino Neocatecumenale è una setta e mina l’unità della Chiesa cattolica in Giappone”

www.papanews.it/news.asp?IdNews=7360
La verità sul Cammino Neocatecumenale - Ecco come Kiko Arguello e Carmen Hernandez negano la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7349
Monsignor Nicola Bux (Congregazione per la Dottrina della Fede): “Le braccia incrociate di Kiko? Scarsa sensibilità per l’Eucarestia”

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7328
Anche Monsignor Ranjith 'bacchetta' Kiko Arguello: “Una mancanza di rispetto verso il Santissimo Sacramento e il Papa ricevere la Comunione con le braccia incrociate”

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Le braccia incrociate di Kiko tra disobbedienze e messaggi in codice

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=7097
Neocatecumenali: gnosi e uso del denaro per accrescere il consenso

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7063
Il Cardinale Medina Estevéz critica i Neocatecumenali: “Facciano Messe senza abusi: la liturgia non è proprietà di nessuno, tantomeno di Kiko Argüello”

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=6985
Abusi liturgici, il Cardinale Cipriani Thorne invoca maggior rigore: “E anche i Neocatecumenali si adeguino alle direttive della Chiesa”

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=6959
I Neocatecumenali di Kiko: Movimento Ecclesiale o Setta all'interno del Cattolicesimo?

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=6940
Le ombre del Cammino Neocatecumenale

www.papanews.it/news.asp?IdNews=6881
Tempi lunghi per l’approvazione degli Statuti Neocatecumenali. Monsignor Clemens: "Non mi sono mai espresso in proposito". C'è chi parla di ‘pressioni’ del Cammino ma il Papa non si lascia intimidire


Nota: ai bei tempi, i siti neocatecumenali erano contentissimi di citare Petrus: per esempio guarda queste pagine di Segni dei tempi e di Korazym.

giovedì 1 maggio 2008

Vescovi giapponesi contro il Cammino Neocatecumenale

«The Japanese Bishops' Conference sent a delegation last week to discuss with Pope Benedict XVI "the serious problem" they are having with the Neocatechumenal Way and its seminary in Takamatsu diocese».

Il 29 aprile 2008 la Conferenza Episcopale Giapponese per la seconda volta in cinque mesi ha mandato una delegazione a Roma, da papa Benedetto XVI, per discutere "il serio problema" con i neocatecumenali ed il loro seminario nella diocesi di Takamatsu.

La notizia è data dall'agenzia di stampa UCANews.

L'allora vescovo di Takamatsu, mons. Fukahori Satoshi, fin dal 1990 aveva acconsentito all'avvio di un seminario Redemptoris Mater a Takamatsu (520 km a sud di Tokyo, una diocesi di ventisette parrocchie per un totale di cinquemila cattolici - l'un per cento della popolazione cattolica giapponese), nonostante l'opposizione di molti fedeli (notizia riportata qui).

Nel 2003 il seminario contava 28 studenti, dei quali solo due giapponesi (gli altri provenivano dall'Italia, dall'America Latina e dalla Spagna), e un totale di 26 ordinazioni in 13 anni (preti in genere assegnati alle diverse diocesi giapponesi).

Nelle sue lettere pastorali del 2000-2001 il vescovo Fukahori aveva criticato (facendo nome e cognome) due dei fedeli che si erano opposti, ed è stato perciò denunciato per diffamazione e condannato a pagare un totale di 800.000 yen di risarcimento danni (poco meno di 5.000 euro); i due parrocchiani che hanno vinto la causa hanno affermato di non essere contenti della vittoria, ma di essere allarmati a causa del seminario Redemptoris Mater.

«Another matter would be The Neocatechumenal Way (the Way) and the International Takamatsu Diocesan Seminary known as Redemptoris Mater. We have here a serious problem. In the small Catholic Church of Japan, the powerful sect-like activity of Way members is divisive and confrontational. It has caused sharp painful division and strife within the Church. We are struggling with all our strength to overcome the problem but feel that if a solution is to be found, the consideration of Your Holiness for the Church in Japan will be of the utmost importance and direly needed.»

Sono le testuali parole di monsignor Pietro Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo, riportate nel sopracitato articolo di UCANews del 29 aprile 2008: "Il Cammino Neocatecumenale è un problema, e lo è anche il seminario Redemptoris Mater "International Takamatsu Diocesan Seminary". Abbiamo un serio problema: nella piccola Chiesa cattolica del Giappone, la potente attività simile a una setta dei membri del Cammino porta divisioni e contrasti. La setta del Cammino ha portato acute e dolorose divisioni e lotte all'interno della Chiesa."

L'attuale vescovo di Takamatsu, Francesco Saverio Osamu Mizobe (salesiano), ha confermato di aver parlato al Papa proprio del problema del seminario Redemptoris Mater presente nella sua diocesi, che intende chiudere definitivamente. Dopo le discussioni tra i prelati giapponesi, nessuno di loro è disponibile ad accettare la riapertura di quel seminario nella propria diocesi.

I vescovi giapponesi confermano di essere stati ascoltati dal Papa "molto attentamente" e "per quasi un'ora" su questa questione.

giovedì 24 aprile 2008

La bastonatura di "Petrus" ai neocatecumenali

Riassumo la lista, aggiornata a stamattina:

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=7097
Neocatecumenali: gnosi e uso del denaro per accrescere il consenso

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=7063
Il Cardinale Medina Estevéz critica i Neocatecumenali: “Facciano Messe senza abusi: la liturgia non è proprietà di nessuno, tantomeno di Kiko Argüello”

www.papanews.it/dettaglio_interviste.asp?IdNews=6985
Abusi liturgici, il Cardinale Cipriani Thorne invoca maggior rigore: “E anche i Neocatecumenali si adeguino alle direttive della Chiesa”

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=6959
I Neocatecumenali di Kiko: Movimento Ecclesiale o Setta all'interno del Cattolicesimo?

www.papanews.it/dettaglio_approfondimenti.asp?IdNews=6940
Le ombre del Cammino Neocatecumenale

www.papanews.it/news.asp?IdNews=6881
Tempi lunghi per l’approvazione degli Statuti Neocatecumenali. Monsignor Clemens: "Non mi sono mai espresso in proposito". C'è chi parla di ‘pressioni’ del Cammino ma il Papa non si lascia intimidire