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giovedì 1 maggio 2008

Vescovi giapponesi contro il Cammino Neocatecumenale

«The Japanese Bishops' Conference sent a delegation last week to discuss with Pope Benedict XVI "the serious problem" they are having with the Neocatechumenal Way and its seminary in Takamatsu diocese».

Il 29 aprile 2008 la Conferenza Episcopale Giapponese per la seconda volta in cinque mesi ha mandato una delegazione a Roma, da papa Benedetto XVI, per discutere "il serio problema" con i neocatecumenali ed il loro seminario nella diocesi di Takamatsu.

La notizia è data dall'agenzia di stampa UCANews.

L'allora vescovo di Takamatsu, mons. Fukahori Satoshi, fin dal 1990 aveva acconsentito all'avvio di un seminario Redemptoris Mater a Takamatsu (520 km a sud di Tokyo, una diocesi di ventisette parrocchie per un totale di cinquemila cattolici - l'un per cento della popolazione cattolica giapponese), nonostante l'opposizione di molti fedeli (notizia riportata qui).

Nel 2003 il seminario contava 28 studenti, dei quali solo due giapponesi (gli altri provenivano dall'Italia, dall'America Latina e dalla Spagna), e un totale di 26 ordinazioni in 13 anni (preti in genere assegnati alle diverse diocesi giapponesi).

Nelle sue lettere pastorali del 2000-2001 il vescovo Fukahori aveva criticato (facendo nome e cognome) due dei fedeli che si erano opposti, ed è stato perciò denunciato per diffamazione e condannato a pagare un totale di 800.000 yen di risarcimento danni (poco meno di 5.000 euro); i due parrocchiani che hanno vinto la causa hanno affermato di non essere contenti della vittoria, ma di essere allarmati a causa del seminario Redemptoris Mater.

«Another matter would be The Neocatechumenal Way (the Way) and the International Takamatsu Diocesan Seminary known as Redemptoris Mater. We have here a serious problem. In the small Catholic Church of Japan, the powerful sect-like activity of Way members is divisive and confrontational. It has caused sharp painful division and strife within the Church. We are struggling with all our strength to overcome the problem but feel that if a solution is to be found, the consideration of Your Holiness for the Church in Japan will be of the utmost importance and direly needed.»

Sono le testuali parole di monsignor Pietro Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo, riportate nel sopracitato articolo di UCANews del 29 aprile 2008: "Il Cammino Neocatecumenale è un problema, e lo è anche il seminario Redemptoris Mater "International Takamatsu Diocesan Seminary". Abbiamo un serio problema: nella piccola Chiesa cattolica del Giappone, la potente attività simile a una setta dei membri del Cammino porta divisioni e contrasti. La setta del Cammino ha portato acute e dolorose divisioni e lotte all'interno della Chiesa."

L'attuale vescovo di Takamatsu, Francesco Saverio Osamu Mizobe (salesiano), ha confermato di aver parlato al Papa proprio del problema del seminario Redemptoris Mater presente nella sua diocesi, che intende chiudere definitivamente. Dopo le discussioni tra i prelati giapponesi, nessuno di loro è disponibile ad accettare la riapertura di quel seminario nella propria diocesi.

I vescovi giapponesi confermano di essere stati ascoltati dal Papa "molto attentamente" e "per quasi un'ora" su questa questione.

mercoledì 30 aprile 2008

Italia: mille parrocchie infestate dal Cammino Neocatecumenale

Sul neocatecumenalissimo Catechumenium.it c'è un'interessante pagina di statistiche col numero di parrocchie che la setta neocatecumenale ha invaso in tutta Italia.

A breve festeggeranno l'infestazione di mille parrocchie italiane.

Curiosamente, le tre regioni più invase sono la Sicilia, il Lazio e la Campania. Hanno invaso il sud Italia. Solo in Val d'Aosta non sono riusciti a mettere piede in nessuna parrocchia.

Se avessimo una tabella equivalente con i numeri delle comunità anziché delle parrocchie, si potrebbe stendere una tabella statistica più interessante, perché una comunità in linea di massima ha un numero di persone abbastanza fisso (nella pagina sopra citata non c'è modo di capire la dimensione delle parrocchie).

Comunque le percentuali peggiori sono:
- Umbria, una comunità neocat ogni 20.300 abitanti
- Calabria, una ogni quasi 26mila abitanti
- Marche, una ogni 27.400 circa
- Sicilia, una ogni 27.900 circa

Il Cammino ha attecchito:
- poco in Emilia-Romagna (una comunità ogni 200mila abitanti)
- pochissimo in Piemonte (una comunità ogni 272mila abitanti)
- per niente in Valle d'Aosta (nessuna comunità neocatecumenale)

L'altro giorno parlavo con un sacerdote che sta aprendo una casa di spiritualità. Mi diceva che lì vi accetterà tutti i movimenti per ritiri, esercizi spirituali, ecc., tranne i neocatecumenali, poiché non vuole profanazioni in casa sua.