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giovedì 28 agosto 2008

Il Cammino Neocatecumenale è frutto del demonio

Ti sbagli.

Io non odio le persone.

Io odio solo il peccato.

I passi della scrittura che agiti contro di me, sono quegli stessi che ti condannano.

Sei costretto ad inventarti ogni sorta di "interpretazioni" e di menzogne per far finta di non vedere ciò che è evidente anche ad un cieco.

Cioè il fatto che il Cammino non è frutto del Concilio (tanto meno dello Spirito).

Il Cammino è frutto del demonio.

Tu hai paura di ammetterlo, perché nel tuo orgoglio hai il terrore di esserti sbagliato.

Hai paura di ammettere la verità che bussa alle porte del tuo cuore.

Hai paura di ammettere che fino ad oggi hai seguito il miele avvelenato del demonio anziché la dolcezza vera della fede nel Signore.

Tu chiami "fede" quella che è una patetica messinscena che somigila poco alla fede cattolica.

Tu rinneghi la "lettera di Arinze" anche se sai bene che fa parte dello Statuto (articolo 13, comma 3, nota 49). Mah... dimenticavo che lo Statuto voi non lo avete neppure letto.

Lo Statuto non lo ha letto neppure Kiko, poiché il 13 giugno scorso ha esclamato: "Ora è il Papa a dover combattere con Arinze".

Riecco la vostra proverbiale disobbedienza. Per voi la "lettera di Arinze" non era una guida sicura per appartenere alla Chiesa, ma era una "catastrofe" (così l'ha definita Kiko: "una catastrofe! siamo perduti!").

Per voi l'obbedienza alle "decisioni del Santo Padre" era una pura finzione. Il 17-1-2006 Kiko risponde al Santo Padre: "siamo contentissimi" della lettera di Arinze. E il 13-6-2008 lo stesso Kiko in conferenza stampa dice che quella stessa lettera era una "catastrofe! siamo perduti!"

Dunque, non c'è alternativa. O Kiko ha mentito al Papa, oppure ha mentito a voi neocatecumenali. O meglio: ha mentito sia al Papa che a voi neocatecumenali!

Naturalmente, per te le "decisioni del Santo Padre" non contano niente.

Per te conta quello che dice Kiko.

E se Kiko dice menzogne, allora anche tu ti senti costretto a dire menzogne: e perciò ti fai condurre da Kiko sulla via dell'inferno.

Se Kiko se ne infischia della "lettera di Arinze" (anche adesso che è contenuta nello Statuto), allora anche tu te ne infischi.

Per te è più importante Kiko che il Papa.

E la cosa incredibile è che tu continui a seguire più Kiko che il Papa, nonostante il fatto evidente che Kiko ti dice menzogne!

Ti fai scudo di uno Statuto, ma lo Statuto non fa diventare verità la menzogna.

Gridi, urli e strepiti contro chi te lo fa notare... proprio come un bambino capriccioso grida, urla e strepita contro i suoi amici che gli dicono che non bisogna disobbedire ai genitori!

Continui ad insultarmi e a maledirmi con tutti questi tuoi messaggi di posta elettronica... ma questo non cambierà la situazione!

Perciò non posso fare altro che metterti in guardia!

Per un minuto, anche solo per un minuto, metti in primo piano tutta la tua umiltà, e chiediti come mai Kiko ha bisogno di mentire ai neocatecumenali e mentire allo stesso Papa!

Chiediti come mai vi dichiarate sempre obbedienti al Papa... e poi invece "interpretate" a modo vostro tutto quello che vi conviene!

Chiediti come mai il Cammino dichiara di obbedire ai vescovi, e poi fa la guerra ai vescovi (come in Giappone, come anche qui!)

Chiediti come mai voi abbiate tanto bisogno di straziare la liturgia... quando il Concilio Vaticano II ha indicato una via completamente diversa dalla vostra!

Chieditelo, chieditelo onestamente.

mercoledì 27 agosto 2008

Risposta ad un neocatecumenale infuriato

Sei tu che dici sciocchezze, cattiverie, insinuazioni, bugie, calunnie, menzogne.

Sei tu il fanatico, non io.

Io ho a cuore solo la verità. Ho a cuore solo la Chiesa.

Tu invece no. Sei fanatico del Cammino. Elogi qualsiasi cosa riguardi il Cammino.

Addirittura nella scorsa email hai detto che lo Spirito Santo e il Cammino sarebbero la stessa cosa. VERGOGNA!

Parli continuamente dello Statuto, ma non lo hai letto. Io invece l'ho letto.

Avete ingannato il Papa, i vescovi, vi fate ingannare voi stessi da Kiko e Carmen.

E dopo tutto questo, vuoi convincere me.

Credi davvero che convincendo me, automaticamente metti a posto la coscienza?

domenica 24 agosto 2008

A proposito della foto che ritrarrebbe Ratzinger celebrare dai neocacatecumenali

Ah, ah, ah! Mi mandi la solita foto di Ratzinger che "celebrerebbe" da voialtri neocatecumenali?

Ma sì, continuate così, fatevi del male... continuate a far capire a tutti quanti che:


1)  è sempre la stessa foto! Dunque significa che il cardinale Ratzinger non è mai più venuto a celebrare da voi! Chissà perché!! Forse Ratzinger vi ha sgridato perché avete messo sull'altare la Chanukkiah e troppi fiori! Per questo non sarà più tornato!
Per questo, appena diventato Papa, vi mandò la "lettera di Arinze" che ora fa parte dello Statuto!


2)  la foto è stata ritagliata accuratamente, in modo da non far vedere bene la disposizione dei sacerdoti e dell'assemblea!


3)  non c'è nessuna immagine del momento della comunione... aver usato un'ostia grande non significa "comunione self-service" modello neocatecumenale!


VERGOGNA!

Voi mentite perfino con le foto! VERGOGNA!

martedì 12 agosto 2008

La messa neocatecumenale non vuole assolutamente essere un sacrificio

Il fatto che Kiko agiti paroloni come "il sacrificio di Cristo" non deve trarci in inganno.

Se io ti mostro un bicchiere dicendoti "questa è una bottiglia", tu come reagisci? Dapprima ridi pensando ad uno scherzo, poi nel vedermi insistere cominci a domandarti perché mai sto dicendo una simile insulsaggine.

Ma quel genere di insulsaggini purtroppo non è più prerogativa dei malati di mente. Esistono persone - e Kiko e Carmen sono due di queste - che utilizzano deliberatamente delle parole intendendo però un diverso significato.

Per capire cos'è la Messa abbiamo anzitutto i Vangeli. Gesù ha detto "fate questo in memoria di Me".

Lo ha detto in un momento drammatico, sapendo che stava per essere tradito, sapendo che stava per essere consegnato. Aveva perfino dovuto scegliere un posto tranquillo e appartato, dove poter stare con gli Apostoli, lontano dalle folle e dal clamore. E non possiamo dubitare che lo abbia scelto proprio perché stava per "inventare" la Messa (mi sia consentito di usare qualche parola non proprio esattissima, solo per riassumere velocemente ciò che ho da dire).

Era cominciata come l'ultima pasqua ebraica, ed invece Gesù ha fatto qualcosa di nuovo, di inaudito: "fate questo in memoria di Me". L'ebraismo non conta più: è "la Nuova ed eterna Alleanza".

Infatti gli Apostoli capiranno benissimo: non aspetteranno la pasqua ebraica successiva per "fare questo". Anzi, dalla Pentecoste lo faranno ogni giorno. Il calendario ebraico non avrà più senso, la pasqua ebraica sarà solo un ricordo. A poco a poco - anche con qualche piccola difficoltà a causa dei "giudaizzanti" - gli Apostoli lasceranno perdere il vecchio ebraismo. E ne saranno confermati dal Signore in più occasioni.

Abbiamo dunque come dati storici l'antica pasqua ebraica (un banchetto rituale), e la Messa (la ripetizione incruenta del sacrificio della croce).

Fa' attenzione alla prima definizione: "banchetto rituale". Banchetto sì, ma "rituale". Un rito complesso, molto articolato, molto preciso, con lo stato d'animo della profonda attenzione religiosa. Per l'appunto: "rituale". Non chiassoso. Niente baccano festaiolo. Niente ammuina da osteria di campagna.

Ed osserva anche la Messa cristiana: "ripetizione incruenta del sacrificio della croce". Quale poteva essere lo stato d'animo degli Apostoli nel celebrare "questo" in memoria di Lui? Certamente avevano il cuore pieno di gioia: ma era forse chiassoso? festaiolo? baccanale? parolaio? ballerino?

Assolutamente no. Ed infatti venti secoli di "crescita" della Messa (e di crescita della consapevolezza della divina Rivelazione) non hanno mai ridotto il "sacrificio incruento" a "banchetto".

Tranne, ovviamente, i protestanti. Sono stati i protestanti a ridurre la Messa a "santa cena", fino ad annoiarsene rapidamente loro stessi (un "racconto" o una "cena" a lungo andare annoiano). E' stato il protestantesimo ad inventarsi una cosa nuova. I protestanti si annoiavano di pregare, si scocciavano di adorare, e così hanno semplificato tutto, banalizzato tutto. Fino ad annoiarsene definitivamente (quanti protestanti oggi celebrano la "santa cena"?)

Non sappiamo dire se i primi cristiani si inginocchiassero alla consacrazione del pane e del vino, ma certamente possiamo supporre che erano nello stato d'animo di intensa preghiera, di unione con Dio, di serietà, di devozione... insomma, praticamente, di adorazione: sono le conseguenze più logiche, più ovvie, più verificabili, di ciò leggiamo nel Vangelo. Gli Apostoli l'hanno vissuta così. Gesù ha detto "questo è il mio Corpo offerto in sacrificio...", ed ha detto "fate questo in memoria di Me": più chiaro di così! Altro che banchetto festoso!

Ecco dunque il punto.

Se non ci fosse già stato il protestantesimo cinque secoli fa, avremmo potuto dire che Kiko si è inventato una cosa nuova.

Il baccanale "messa-banchetto" inventato da Kiko e Carmen è semplicemente il protestantesimo che torna sotto altre forme. Torna per lo stesso motivo: Kiko si è scocciato della messa "seria", e se ne è inventata una con balletti, canzonette, comunione self-service al buffet, generose spruzzate di cabala pescate a caso, e sagra paesana delle chiacchiere a vànvera.

Nella liturgia kikiana non c'è posto per l'inginocchiarsi, non c'è posto per l'adorazione, perché la celebrazione serve a far tornare "dalla tristezza all'allegria" i cosiddetti "fratelli che vengono dall'inferno".

E quel che è ancor più grave, è che Kiko non ha mai rinnegato questo. Al contrario, di fronte alle "decisioni del Santo Padre" in cui si comandava di seguire la liturgia della Chiesa "senza omettere né aggiungere nulla"... gridava: "una vera catastrofe! siamo persi! è tutto finito!"

venerdì 25 luglio 2008

I neocatecumenali sanno solo ripetere i falsi slogan di Kiko

Mi accusi di essere "talebano", ma il vero talebano sei tu, che continui a insultarmi e a cercare di convincermi che 2+2=5.

Purtroppo per te, 2+2 fa 4, e solo i neocatecumenali dicono che fa 5.

Se quel sito "Verità sul Cammino Neocatecumenale" dicesse scemenze, allora i neocat si farebbero due risate e lo dimenticherebbero.

Invece quel sito dice cose verissime.

E tu stesso puoi verificarle.

Ma a te non interessa la verità. Per te che sei cresciuto nella menzogna neocatecumenale, l'importante è salvare il prestigio del Cammino, poco importa che a farne le spese sia la verità.

Noi non odiamo le persone: noi odiamo le eresie.

E finché voi continuate a professare eresie, noi saremo costretti a dirvi la verità. Non possiamo tacere!

La tua "lettura" di quel sito, o è maliziosa, o è ignorante.

Hai detto che ci siamo compiaciuti che i vescovi giapponesi vogliono cacciar via il seminario neocatecumenale.

Questo è falso: abbiamo solo riportato la notizia, rilevando che è perfettamente in sintonia con quel che abbiamo sempre osservato.

E tu, invece di interrogarti sull'obbedienza, vai a inventarti quel "compiaciuti"!

Ma cerca almeno di capire!

I vescovi giapponesi non vogliono il seminario neocatecumenale. Perché i neocatecumenali non sloggiano? Perché i neocatecumenali di Takamatsu non obbediscono al vescovo?

Avrebbero fatto bella figura ad obbedire.

Avresti potuto scrivermi che il Cammino è a disposizione dei vescovi, e perciò quando i vescovi non lo vogliono, i neocatecumenali obbediscono.

E invece no: a Takamatsu, come ovunque nel mondo, i neocatecumenali vanno avanti infischiandosene del vescovo.

Perché?

A questo genere di domande tu non rispondi mai.

Ai neocatecumenali infatti interessa il "prestigio" del Cammino, non interessa la verità!

Ai neocatecumenali interessa "mantenere l'avamposto" in Giappone, non interessa obbedire ai legittimi vescovi!

Altro esempio di come tu leggi o con malizia, o con ignoranza: dici che abbiamo "messo in dubbo lo Statuto affermando che è falso".

Non è così.

Abbiamo affermato che lo Statuto presente sul sito ufficiale del Cammino è un file PDF "fabbricato": non è la scansione dell'originale.

Chiunque abbia un minimo di buonsenso si accorgerà infatti che su quel file compare sempre lo stesso timbro, sempre la stessa firma, e sempre ai medesimi posti. Quel file non è la scansione originale dello Statuto.

Perché mai sul sito ufficiale avete messo un file "fabbricato" anziché la scansione originale?

Avete qualcosa da nascondere?

Come mai il testo del decreto è la scansione del decreto originale, e lo Statuto no?

Se tu avessi un minimo di buonsenso, ti chiederesti perché mai una mossa del genere, proprio sullo Statuto, cioè il documento più importante del Cammino dopo la "lettera di Arinze" (la quale infatti fa parte dello Statuto).

E invece no: tu corri qui a mistificare la notizia sperando che io ci caschi.

Evidentemente questo è il metodo neocatecumenale: banalizzare le notizie, mistificare gli eventi, ingannare gli interlocutori.

Questi sono i "frutti dello Spirito e del Concilio" di cui tanto parla Kiko?!

Dai... mostrati almeno una volta onesto!

Per una volta tanto, cerca di confrontarti con la realtà dei fatti, senza partire dai pregiudizi dei tuoi "catechisti" e di Kiko e Carmen!

E invece no: continui il tuo sproloquio con i soliti argomenti della propaganda, e continui a parlare contro padre Zoffoli.

Hai detto che padre Zoffoli sarebbe un "falso profeta"... senza dire perché.

Padre Zoffoli - lo sai già - è stato un teologo di notevole portata, noto per la sua ortodossia, per il suo rigore, per la sua statura intellettuale, e anche per la vita umile e obbediente che ha sempre condotto.

Ed in quanto teologo ha analizzato le eresie di Kiko.

Kiko non ha mai rinnegato quelle eresie!

Se qualcuno scrivesse un libro per dire che io affermerei che "2+2=3"... a me non mi costa niente convocare una conferenza stampa per affermare pubblicamente che 2+2 fa 4, e che invece "2+2=3" è un terribile errore!

Figurati se si tratta di argomenti relativi alla fede!

Se qualcuno mi accusasse di essere eretico, a me basterebbe pochissimo per dichiarare la mia fede e rinnegare le eresie!

Kiko non lo ha mai fatto.

Come si difende Kiko? Parlando male di padre Zoffoli, e inducendo voialtri a fare altrettanto.

Il tuo infatti non è semplicemente un giudizio temerario... il tuo è solo un acritico ripetere slogan kikiani!

Se tu fossi almeno un po' onesto, se tu avessi un minimo di buonsenso, chiederesti ai tuoi catechisti e supercatechisti, come mai Kiko non rinnega quelle eresie.

Ti confronteresti con i libri di padre Zoffoli, per capire come mai c'è l'accusa di eresia, e quali sono gli errori da correggere.

E ti confronteresti ricordandoti che la gran parte delle critiche al Cammino è stata fatta da gente di tutto il mondo che ha espresso - molto spesso senza saperlo - le stesse accuse che ha lanciato padre Zoffoli: dunque padre Zoffoli aveva capito benissimo il Cammino!

Invece... cosa fai? Vai insultando padre Zoffoli.

Vai addirittura dicendo che padre Zoffoli insinuava dubbi su papa Giovanni Paolo II... ma tu lo sai bene che questa è una menzogna, poiché padre Zoffoli aveva semplicemente detto e ripetuto che il Papa non è stato correttamente informato sul Cammino!

Per la cronaca, questo è successo anche con Benedetto XVI.

In questi ultimissimi mesi i vescovi giapponesi si sono ufficialmente lamentati che Propaganda Fide non ha dato al Papa tutte le informazioni provenienti dal Giappone, al punto che sono dovuti andare di persona, il 25 aprile scorso, a parlare dal Papa per dirgli personalmente l'esatta situazione.

Dunque, se tu fossi onesto, dovresti chiederti: perché mai certi alti ecclesiastici, per promuovere il Cammino, si sentono obbligati a disinformare il Papa?

I vescovi giapponesei si sono lamentati che il presidente di Propaganda Fide, il cardinale indiano Ivan Dias, sarebbe troppo "amico del Cammino" (già da tempo, anche giornali laici inglesi come The Tablet, dicevano che Dias è "amico del Cammino"). Perché mai Dias avrebbe informato poco e male il Papa della faccenda giapponese?

La questione del Giappone è piccola... figurarsi per le questioni più grandi!

Vuoi vedere che ha proprio ragione padre Zoffoli quando dice che il Papa non viene informato correttamente sul Cammino?

Ma no, tu spari fuori uno slogan, e vai avanti con lo slogan successivo.

A te non interessa la verità, a te interessa solo imporre i tuoi slogan neocatecumenali a chiunque.

Ora vai affermando che la lettera "Ogniqualvolta" del 1990 sarebbe stata considerata "non autentica" da don Marighetto.

Anche stavolta la tua lettura o è ignorante, o è maliziosa, perché don Marighetto non è così tonto come speri tu.

Quello che tu sai ma fingi di non sapere è che la lettera "Ogniqualvolta" è autentica, ma non era inviata ai vertici del Cammino (il destinatario è monsignor Cordes).

La lettera è autentica, ma non esprimeva la volontà del Papa bensì "accoglieva una richiesta" che gli era stata rivolta (rivolta da monsignor Cordes per accontentare Kiko).

La lettera è autentica, ma "accoglieva una richiesta" in base a della documentazione che era stata presentata (dunque almeno fino al 1990 il Papa non conosceva il Cammino ed aveva bisogno di "documentazione", e gli era stata presentata documentazione parziale!).

La lettera è autentica, ma quando è stata pubblicata in Acta Apostolicae Sedis nel dicembre 1990, è stato precisato che l'intento del Papa non era un riconoscimento al Cammino ma solo un generico incoraggiamento ai vescovi.

Ma il Cammino ha usato quella frase come se fosse un riconoscimento!

Evidentemente a te interessano gli slogan ("riconosco il Cammino! riconosco il Cammino!"), a te non interessa la verità (e cioè che il Cammino è zeppo di errori, strafalcioni, menzogne, disobbedienze... e a tutt'oggi ha uno Statuto incompleto e pertanto, anche se ci fosse solo questo motivo, già non si può dire che sia stato veramente riconosciuto dal Papa).

Riguardo alle "alzate" ovviamente te ne vieni fuori con un altro slogan, cambiando discorso per non ammettere che Kiko trucca esageratamente i numeri delle "alzate".

Fai tutto un pomposo discorso sul "discernimento vocazionale"... per dire che alla fine non ha nessuna importanza né il numero, né l'età. Come sei furbo! Sì, tu sì che sei furbo! Veramente furbo!

Visto che alle "alzate" si alzano pure bambini di sette anni... mi spieghi cosa significa che non ha importanza l'età di chi si alza? Forse che a sette anni sono tutti capaci di fare discernimento vocazionale? I bambini neocatecumenali sono meglio di san Domenico Savio?

E poi dici che non ha importanza "il numero". Ah, ecco dove volevi arrivare!

Volevi solo negare l'evidenza, volevi solo dire che Kiko può sparare grosse menzogne sul numero delle alzate, per poi affermare che il numero "non conta"... e poi continuare a dire che dopotutto alle "alzate" si alzano migliaia e migliaia di giovani!

Insomma, neppure un bambino colto con le mani nella marmellata è così ridicolo e maldestro!

Infine, per concludere, tiri fuori lo slogan che recita: "io non mi identifico con Kiko".

Ma bravo!

Chi si scusa, si accusa.

Se tu veramente non ti identificassi con Kiko, allora dovresti essere capace di guardare le cose con più franchezza e più onestà tutto ciò che viene da Kiko.

E dovresti interrogarti seriamente su come mai un frutto "dello Spirito e del Concilio" per andare avanti ha bisogno delle eresie, degli strafalcioni liturgici, delle menzogne, delle disobbedienze.

Dovresti interrogarti su come mai ti sia necessario giudicare temerariamente uno come padre Zoffoli, che ha lavorato solo per la verità... al contrario di te e di Kiko, che parlate solo per slogan!

Dovresti chiederti almeno il motivo per cui le cose che trovi scritte sul sito "Verità sui neocatecumenali" ti danno così fastidio anziché farti fare due risate.

Ma se tu cominciassi a farti anche solo una di queste domande... se tu cominciassi anche soltanto per un minuto a meditare onestamente su tutte le stranezze del Cammino... smetteresti di essere neocatecumenale, poiché capiresti che il Cammino ti ha ingannato, e che ti ha ingannato perché è frutto del demonio, non dello "Spirito del Concilio".

Kiko dice il falso perfino sulle statistiche!

Ah, ah, ah!! Sei talmente credulone, che credi ai numeri delle "alzate"?

Quei numeri sono falsi, sono inventati!!!

Non lo dico io, ma lo dice Stefano Caredda, un redattore neocatecumenalissimo del sito favorevolissimo ai neocatecumenali Korazym.Org.

A proposito di Loreto e Montorso di settembre 2007... Caredda scrisse che Kiko aveva proclamato 3.200 "alzate", e in realtà erano "un migliaio complessivamente"!!!

Per di più in quel migliaio si vedevano addirittura "bambini di poco più di sette anni" (quindi figurati quanti minorenni si erano "alzati" tanto per far numero)...

Per di più in quel migliaio si vedevano anche facce che "non fanno sul serio" (quindi figurati quanti maggiorenni si erano "alzati" tanto per prendere in giro Kiko)...

Risultato: Kiko dice "oltre 3.200", in realtà saranno state "meno di 320"!

Resta da vedere poi quanti di questi cominceranno davvero un cammino di formazione, e quanti di loro arriveranno davvero fino alla fine.

CREDULONE! CREDULONE!! CREDULONE!!! CREDULONE!!!!

Kiko ti inganna!

Il Cammino Neocatecumenale è fondato sulle menzogne!



Citazione dal neocatecumenalissimo Korazym.org:

...Va tutto alla perfezione non solo perché ci sono i vescovi che ascoltano e benedicono, ma anche perché sul palco, sul far della sera, praticamente non ci entrano neppure, da quanti sono, i giovani che si sono sentiti "chiamati": 2mila ragazzi e 1200 ragazze, dice Kiko, e per quanto lui abbondi un po' (erano molte centinaia, e probabilmente nell'ordine di un migliaio complessivamente), ciò toglie poco all'importanza di avere di fronte ragazzi e ragazze pronti a cambiare vita, a "donarla interamente al Signore", a diventare preti e suore. 

Certo, fra i tanti che all'appello di Kiko ("Se qualcuno si sente chiamato dal Signore venga qui") si sono "alzati" si notano anche bambini di poco più di sette anni, e facce che danno l'impressione più di scherzare che di fare sul serio; ma con questi ci sono anche tanti, tantissimi giovani sui volti dei quali si legge la gioia e la paura per una decisione nuova, una decisione per la vita.



Link originale della notizia (pagina attualmente non raggiungibile: hanno fatto sparire dal sito tutte le notizie poco gradite al Cammino):




Testo originale dell'articolo:



Loreto, lunedì a Montorso per 100mila neocat. Kiko: ''Gli Statuti saranno approvati''

di Stefano Caredda/ 05/09/2007



Nella spianata dell’incontro con il papa, lunedì pomeriggio l’incontro vocazionale delle comunità neocatecumenali: centinaia di giovani rispondono all’appello. Arguello: “Sull’ok agli Statuti ho avuto la conferma del segretario di Stato”.


IL CAMMINO NEOCATECUMENALE SU KORAZYM.ORG


Dal nostro inviato.

MONTORSO (Loreto) - Il giorno dopo, sono ancora lì. Dopo i gemellaggi nelle diocesi, le missioni nelle piazze, le due giornate con il papa e con tutti gli altri giovani dell’Agorà, loro ritornano sul posto, a Montorso, e cantano, suonano, ascoltano, pregano, fanno silenzio. E qualcuno comprende e manifesta, davanti a tutti, la “chiamata della vita”: diventare sacerdoti o religiose, missionarie o consacrati. Alcuni fra loro lo diventeranno certamente.

Il giorno dopo il papa, Montorso è solo per il popolo del Cammino Neocatecumenale. Sono 100mila, viene detto, e se le proporzioni hanno un senso il numero è attendibile: il colpo d’occhio è notevole, i primi due settori di fronte al palco, parterre compreso, sono affollati di giovani e di chitarre. Un quarto, forse un terzo dell’intera Agorà, è ancora qui. E’ l’incontro nazionale con gli iniziatori del Cammino (Kiko Arguello e Carmen Hernandez, e con padre Mario Pezzi), e con loro per questo appuntamento vocazionale, tutto orientato alla scoperta della “chiamata di Dio per te”, c’è anche il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, mons. Stanislaw Rylko. Presenza di un certo peso, in tempi come questi nei quali si attende da due mesi la decisione del suo dicastero sulla sorte degli Statuti del Cammino, approvati per cinque anni con la formula ad experimentum il 29 giugno 2002. Presenza di peso soprattutto se poi, parlando ai giovani, li ringrazia per la loro “straordinaria testimonianza di fede”, per lo “spettacolo di fede profondo”, per il loro “entusiasmo e amore per Cristo”, per star lì a dimostrare che “essere cristiani è bello”.

Parole eloquenti, ma non quanto quelle che, a proposito degli Statuti, Kiko pronuncia davanti ai 100mila di Montorso: “Il papa è contento, avremo l’approvazione degli Statuti del Cammino Neocatecumenale: quindici giorni fa me lo ha confermato anche il segretario di Stato”. Il tutto a ribadire che il Cammino si attende a breve – e ha certezza che così sarà – l’ok definitivo al documento che, fra l’altro, regola i rapporti con la Santa Sede e i vescovi diocesani. Rapporti con i vescovi diocesani che, in verità, tanto idilliaci con tutti proprio non sono: Kiko non ne parla con i cronisti, ma con il suo popolo sì, e apertamente, quando ricorda le difficoltà percorse in questi quarant’anni di vita e quelle ancora esistenti (“… le diocesi che ci detestano e quelle che non ne vogliono sapere niente di noi…”), per concludere che “niente si può fare nella Chiesa senza incomprensioni e difficoltà” e “delle difficoltà occorre essere contenti perché il giorno che non ne avremo saremo finiti”.



Alcune immagini della giornata. In alto, da sinistra, alcuni vescovi impongono le mani ai giovani neocatecumenali. In basso a sinistra, accanto a padre Mario Pezzi, il presidente del Pontificio Consiglio per i Laici mons. Stanislaw Rylko. (Foto Korazym.org).


In questo giorno, comunque, in questo lunedì di sole, Kiko problemi non sembra proprio averne. Anzi, va tutto alla perfezione: ad ascoltarlo, a sentirlo parlare e catechizzare, a vederlo muoversi sul palco in quello che somiglia molto ad un “one man show”, uno spettacolo che ruota intorno alla sua verve, alla sua chitarra, alla sua voglia di comunicare un messaggio di speranza e fiducia, ci sono i vescovi di quasi tutte le Marche: c’è il vescovo di Loreto, l’unico che prenderà la parola per salutar tutti e ricordare che “ormai a Loreto siete di casa, tutte le settimane ritmate le nostre strade con la vostra preghiera e i vostri canti per incontrare la ‘madre del si’", e con lui ci sono Menichelli e Giuliodori, i titolari delle diocesi di Ancona e Macerata, e poi con Fano anche qualche innesto calabrese, con i vescovi di Reggio Calabria e Lamezia Terme, e qui e là anche qualche vescovo polacco. Va tutto alla perfezione non solo perché ci sono i vescovi che ascoltano e benedicono, ma anche perché sul palco, sul far della sera, praticamente non ci entrano neppure, da quanti sono, i giovani che si sono sentiti “chiamati”: 2mila ragazzi e 1200 ragazze, dice Kiko, e per quanto lui abbondi un po’ (erano molte centinaia, e probabilmente nell’ordine di un migliaio complessivamente), ciò toglie poco all’importanza di avere di fronte ragazzi e ragazze pronti a cambiare vita, a “donarla interamente al Signore”, a diventare preti e suore.

Certo, fra i tanti che all’appello di Kiko (“Se qualcuno si sente chiamato dal Signore venga qui”) si sono “alzati” si notano anche bambini di poco più di sette anni, e facce che danno l’impressione più di scherzare che di fare sul serio; ma con questi ci sono anche tanti, tantissimi giovani sui volti dei quali si legge la gioia e la paura per una decisione nuova, una decisione per la vita. Inginocchiate di fronte al ritratto di Cristo, prima che i vescovi impongano a tutti loro le mani sul capo in segno di incoraggiamento ad andare avanti e di preghiera ad essere perseveranti, colpiscono i volti di due giovani ragazze: una è bionda, capelli a caschetto e occhi azzurri, dai quali scendono lacrime e lacrime. Piange, e ha il volto felice. L’altra è nera, nera africana, la pelle scura e un sorriso di fronte al quale puoi solo fermarti. Guardarlo e gustarlo. Là attorno è un fiorire di macchine fotografiche e cellulari, e ci sono anche gli abbracci degli amici e delle amiche, e di tutti i “fratelli di comunità”. Per chi si è alzato, il futuro è fatto di un incontro con i propri catechisti, di un ritiro (convivenza) al Centro internazionale di Porto San Giorgio e poi di una nuova destinazione, in ogni parte del mondo. Per i ragazzi, ci sono certamente settanta seminari Redemptoris Mater, aperti proprio dal Cammino.



Il momento della chiamata vocazionale: sul palco irrompono centinaia di ragazzi e ragazze, che si inginocchiano di fronte all'immagine di Cristo. (Foto Korazym.org)


Del resto, non che manchi l’internazionalità, al Cammino neocatecumenale. Il benvenuto di Kiko era stato una sorta di grande appello geografico: a Montorso sventolano le bandiere e pregano con lui comunità di tutta Europa, da Svezia, Finlandia, Danimarca e Norvegia fino all’Olanda, dalla Germania all’Austria, dalla Polonia (sono in seimila) all’Ucraina, dalla Bielorussia all’Albania, chiassosi e visibili, questi ultimi, proprio di fronte al palco. Ci sono gli spagnoli (10mila, dice Kiko), e ci sono – numerosi – gli appartenenti delle comunità di Israele e Palestina. E poi ancora maltesi, bosniaci, macedoni, serbi, croati, turchi. “Mamma li turchi!”, esclama divertito l’iniziatore del Cammino. Arrivano anche dalla Corea e dall’Australia, e viene nominato anche il Madagascar. Dodici mila in tutto, da oltre confine, e poi gli italiani, regione per regione, che urlano e saltano quando vengono nominati dal palco. Il loro esser felici d’esserci.

Tutto l’incontro pomeridiano prepara al momento conclusivo, quello della chiamata. Si prega perché “il Signore della messe mandi operai per la sua messe”, si leggono le letture del giorno, si proclama il Vangelo, si ripete il cuore dell’annuncio cristiano: “Dio ti ama, adesso, così”. Fa quasi tutto Kiko, che insiste, muovendosi avanti e indietro per il palco, tenendo il palcoscenico da oratore esperto per quanto sui generis, ricordando che “è ora il momento favorevole: quando meglio di adesso devi far entrare Cristo nella tua vita? Devi forse aspettare che tua madre muoia di cancro? Ora! Ora è il momento favorevole!”. L’esempio che serve a rendere concreto (pure troppo) il messaggio, nel contesto globale scivola liscio, quasi non ci si fa caso. Dopo il Vangelo, quando Kiko cede il campo, tocca a mons. Rylko: “La chiamata di Dio non è una storia lontana. E’ presente. E’ ora. Ora Cristo passa in mezzo a voi, e dice ‘Ho bisogno della tua bocca per proclamare la buona notizia, per annunciare la luce della verità’. Come ha detto il papa, non siete l’evento di un caso o di una coincidenza. Sei stato voluto da Dio, Dio ti ha pensato personalmente, ha nei tuoi confronti un disegno di vita e di amore. Cerca di scoprirlo e cerca di dire si a ciò che il Signore chiede a te. Se il Signore passa e ti dice ‘Seguimi!’ quale sarà la tua risposta stasera? Maria ha dato il suo ‘si’, Maria insegna a non avere paura di dire si a Dio, un si totale e incondizionato, senza se e senza ma. Chi sceglie Cristo non perde nulla, Cristo non toglie niente a dona tutto”.



Il popolo neocatecumenale si incontra a Montorso (Loreto) dopo l'Agorà dei Giovani. (Foto Korazym.org)


Non ci sono solo le parole di Rylko per i ragazzi di Montorso: c’è l’ebbrezza di un canto nuovo composto da Kiko “appositamente per l’occasione”, con tanto di applausi mentre l’autore annuncia che l’avvio è a ritmo di flamenco, e partono sorrisi e divertiti commenti (“Mah, sembra più una rumba”, mormora qualcuno). C’è spazio anche per Carmen e padre Mario Pezzi. Entrambi invitano a lasciarsi guidare da Dio, ed entrano decisi nelle dinamiche e nelle contraddizioni del mondo: “sesso”, “pornografia”, “masturbazione”, “la famiglia combattuta dalle leggi dello Stato”, “l’aborto” nelle parole di Carmen, la disperazione dei giovani in quelle di padre Mario. Riferendosi alle provocazioni forti lanciate sabato davanti a Benedetto XVI durante la veglia dell'Agorà, dice: “Avete sentito sabato nella veglia del papa le testimonianze dei giovani delle parrocchie: quanto sconcerto! Quanto disorientamento! E questi sono i giovani delle parrocchie… Immaginatevi gli altri! Quanta disperazione! Voi avete un dono immenso, di poter vivere in comunità in cui il Signore vi dà delle certezze e non dei dubbi. Perseverate!”. Persevereranno, certo, i giovani neocatecumenali. Come in verità perseverano, fidandosi di Dio, anche “i giovani delle parrocchie”, e la speranza è che lo sappiano e ne siano ben consapevoli, i ragazzi che affollano Montorso anche il lunedì. Vista la realtà di molte parrocchie, vista la troppa distanza fra i ragazzi "delle parrocchie" e quelli "delle comunità", andrebbero forse enfatizzati i motivi che uniscono, più che le differenze, vere o presunte.

Il sole sta per tramontare, la Protezione Civile ha chiesto, per un deflusso sereno, che l’incontro si concluda con la luce del giorno; la Polizia non è tranquilla, all’arrivo la gestione dei pullman e dei parcheggi non è stata ottimale, e qualcuno ha anche attraversato i binari della ferrovia. “Non fatelo fratelli!”, ripeteranno più volte dal palco. Il sole sta per tramontare, e allora arriva il momento della chiamata. Pianti e sorrisi, e poi tutti in viaggio. L’incontro è finito. I vescovi se ne vanno. Kiko lascia la scena. Gli Statuti aspettano. Centomila tornano a casa. Per alcuni fra loro, è stato il giorno che cambia la vita.

giovedì 24 luglio 2008

Ad un neocatecumenale gentile ma poco preciso

Mi hai scritto diverse cose imprecise su padre Zoffoli e sullo Statuto.

Ti chiedo perciò tanta pazienza per leggere quanto ti sto scrivendo, per confrontare ciò che è evidente a tutti (anche a te stesso) con ciò che tu stesso hai affermato.


Padre Enrico Zoffoli ha scritto centinaia di articoli e libri, più una monumentale opera su san Giovanni della Croce che ha richiesto decenni di lavoro, talmente ben fatta che alcuni suoi testi sono entrati a far parte del "Breviario Passionista". Ancora oggi i passionisti pregano con le parole di padre Zoffoli. Puoi consultare qualsiasi biografia di Zoffoli per vedere che è stato un vero grande teologo.

Mi pare che perfino sulla pagina italiana di Wikipedia c'era un sommario dei libri che ha pubblicato: filosofia, teologia, apologetica, spiritualità... un autore veramente molto prolifico, che ha ricevuto complimenti perfino dal Papa (Paolo VI citava esplicitamente gli scritti di Zoffoli) e recensioni positive sull'Osservatore Romano.

Infine, il suo "Dizionario del Cristianesimo" - dove critica in modo preciso i neocatecumenali - aveva avuto l'imprimatur del vescovo al momento della pubblicazione.

Nulla di Zoffoli è stato mai smentito dalla Chiesa. Neppure quando ha parlato contro il Cammino. Gli fu solo detto di "non anticipare i giudizi della Chiesa" (dunque i giudizi della Chiesa potevano benissimo essere uguali ai suoi).

Al contrario, l'eco delle sue opere si avverte in ogni "incoraggiamento" che vari Papi hanno rivolto al Cammino, dal 1983 ad oggi.


Il 13 giugno 2008 il Pontificio Consiglio per i Laici ha presentato gli Statuti del Cammino.

Questa presentazione non è una conferma della bontà del Cammino ma solo un tentativo di creare un percorso giuridico entro il quale i neocatecumenali sono tenuti ad obbedire.

Infatti, gli Statuti sono anomali.


Prima anomalia: sono incompleti. Rinviano al Direttorio. Il Direttorio non c'è, non è stato pubblicato, sono anni che ancora non si riesce a "correggere" il grave elenco di errori ed eresie evidenziate da padre Zoffoli e da molti altri... Kiko stesso (maggio 1999) aveva ammesso che ci sono "espressioni imprecise o non proprio ortodosse".

Perché mai tutta questa fretta di pubblicare gli Statuti incompleti? Anche nel 2002 si pubblicarono gli Statuti incompleti. Perché tutta questa fretta? Perché si afferma falsamente che sarebbe stata accolta la prassi "catechetico-liturgica" a fronte della lettera di Arinze (che proibisce la vostra prassi liturgica) e la mancata pubblicazione delle catechesi? (per cui non è stata approvata la prassi catechetica)

Evidentemente la pubblicazione dello Statuto incompleto non risponde ad un'esigenza di ordine e di chiarezza (che implicherebbe lavorare senza aver fretta), ma solo ad un'esigenza "politica" (chiamiamola così).


Seconda anomalia: definiscono un "insieme di beni spirituali" anziché un'associazione di fedeli. E' una stranezza praticamente unica nella storia della giurisprudenza ecclesiastica. Si poteva benissimo identificare il Cammino come un'associazione di fedeli guidata da Kiko, senza stravolgere niente: sarebbe stato tutto più ordinato. E invece no: un documento anonimo citato in nota (articolo 3, nota 2: non è mai stato pubblicato) stabilirebbe che il Cammino ha "personalità giuridica" (cioè è un'associazione), ma nei primi tre articoli si stabilisce che il Cammino è un "itinerario" (cioè un concetto astratto).

Perché mai questa fissazione di dare uno Statuto ad un "concetto astratto" anziché ad una associazione di fedeli guidata dagli iniziatori? Perché mai c'è stato bisogno di pubblicare uno Statuto che sembra un "brevetto di idea" anziché un "riconoscimento di associazione di fedeli"? Anche questa è evidentemente una manovra che non risponde ad un'esigenza della Chiesa in merito a tradizione, magistero, fede, bene dei fedeli... ma risponde solo ad un'esigenza "politica" (chiamiamola così) dei vertici del Cammino.


Terza anomalia: i neocatecumenali, a cominciare da Kiko, non hanno letto lo Statuto. Kiko dice: "ora è Arinze a dover combattere col Papa". Invece la lettera di Arinze fa pienamente parte dello Statuto (articolo 13, comma 3, nota 49, lettera del 1° dicembre 2005 ed intervento del Papa del 12 gennaio 2006). Addirittura, nello stesso comma 3, insiste a ripetere che i neocatecumenali devono fare la comunione in piedi (cosa che fino a quel momento avevano sempre disobbedito), come se si sapesse già che i neocatecumenali trovano scappatoie per fare comunque a modo loro.

Perché mai i neocatecumenali, a cominciare dall'iniziatore Kiko, hanno bisogno di mistificare lo Statuto? Perché mai i neocatecumenali hanno sempre disobbedito alla lettera di Arinze "contenente le decisioni del Santo Padre"? Perché mai Kiko comanda delle cose che sono vera e propria disobbedienza al Papa?


Quarta anomalia: l'atteggiamento del Papa nei confronti dei neocatecumenali. Il Papa ha sempre incoraggiato, ma ha sempre chiesto esplicitamente ubbidienza alle sue decisioni. Per esempio, il 12 gennaio 2006: parlando della lettera di Arinze, "sono sicuro che queste norme saranno da voi attentamente osservate"... e invece i neocatecumenali hanno continuato a disobbedire anche dopo la presentazione dello Statuto nel 2008.

Ma se Kiko dice che il Papa avrebbe veramente voluto lo Statuto... perché mai il Papa non ne ha parlato? Anche Giovanni Paolo II, nel 2002 per mesi interi, tacque sullo Statuto. Non una parola. La prima volta che ne parlò, fu per dire che per il Cammino cominciava un periodo ancora più importante in cui i neocatecumenali avrebbero dovuto obbedire con ancor più attenzione le indicazioni della Santa Sede... e invece hanno disobbedito fino ad oggi.

Insomma, Kiko ringrazia il Papa per lo Statuto (cfr. conferenza stampa 13 giugno 2008) ma tutti gli indizi fanno pensare che lo Statuto non è molto gradito al Papa, che lo Statuto è stato pubblicato in fretta e furia non per il volere del Papa ma per il volere del cardinale Rylko. I neocatecumenali hanno lo Statuto e il Papa tace. E il Cammino canta vittoria nonostante tutta questa situazione anomala e nonostante l'anomalia dello Statuto. Come se il Papa non contasse nulla.


Quinta anomalia: l'atteggiamento del Papa sulla liturgia è molto differente dallo stile neocatecumenale. Per esempio, il Papa celebra "di spalle" (cfr. qui), stabilisce che nelle sue messe la comunione venga data solo ai fedeli in ginocchio (questo avveniva proprio nelle settimane in cui veniva pubblicato lo Statuto), desidera che la messa in latino entri nella normalità della vita liturgica (cfr. qui) e venga perciò insegnata nei seminari (cfr. qui), eccetera.

Comunione in ginocchio, paramenti antichi, liturgia di spalle... nelle liturgie del Papa si va in una direzione veramente opposta alle liturgie del Cammino.


Insomma, il Papa tace sullo Statuto, va in direzione opposta sulla liturgia.

E Kiko mistifica lo Statuto.

E lo Statuto è anomalo, e ci sono anomalie e stranezze anche nelle circostanze della sua presentazione (è una manovra "politica", chiamiamola così).

Perciò l'argomento "autorevolezza" è quantomeno ambiguo, e gli argomenti di contorno paiono solo degli slogan evidentemente basati su notizie false o quantomeno imprecise.


Sono costretto infine a ricordare che nella storia della Chiesa ci sono stati molti casi in cui quando l'eresia dilagava nella stragrande maggioranza del mondo e sembrava che tutto fosse perduto, poche persone semplici hanno denunciato le eresie e gli abusi e lottato contro la menzogna e la falsa fede (sant'Atanasio, sant'Ireneo, santa Caterina, eccetera).

Poche persone, semplici, limitate: ma lo Spirito Santo agisce in modi che noi non possiamo neppure immaginare.

Sappiamo bene che il Signore si serve di strumenti piccoli ed umili per salvare la Chiesa.

Per cui, i neocatecumenali non possono disprezzare le critiche che rivolgiamo a quegli errori, e dovrebbero anzi farne tesoro, confrontarvisi.


Infatti, se io fossi neocatecumenale, di fronte a tutti questi interrogativi e anomalie, comincerei anzitutto ad obbedire al Papa.

Anzitutto al Papa, secondo quanto chiede nella lettera di Arinze, partecipando alla messa della Chiesa, e non alla messa neocatecumenale, almeno finché la messa neocatecumenale sarà quella cosa strana e raffazzonata che ha inventato Kiko.

Obbedirei lasciando da parte le catechesi neocatecumenali, ed utilizzando solo il Catechismo della Chiesa Cattolica (quel catechismo la firma del Papa ce l'ha).

E poi parlerei con i miei catechisti, evidenziando i miei dubbi, pregandoli di dimostrare con i fatti (obbedendo anzitutto al Papa) che quelle critiche sarebbero infondate, e facendo presente che per me è più importante obbedire al Papa che obbedire a loro e a Kiko.

Se i catechisti sono veramente guidati dallo Spirito, avranno fatto certamente il mio stesso ragionamento, e pertanto anziché offendersi collaboreranno con me e con tutta la comunità per abbandonare gli errori e gli abusi e tornare all'unica vera Chiesa.


Ma non è tutto.

Se io fossi neocatecumenale e qualcuno venisse ad accusarmi di eresia, io professerei pubblicamente l'unica vera fede, senza sotterfugi, senza trucchi. Mi accusano di non credere alla transustanziazione? Risponderei che disprezzo chi dice simili eresie, precisando che le disprezzo anche se le dicono Kiko e Carmen, e risponderei affermando di credere al dogma così come enunciato dalla Chiesa.

Qualcuno mi accusa di disobbedire al Papa quanto alla comunione in piedi? Risponderei con i fatti, facendo la comunione in ginocchio e alla bocca, così come evidentemente gradisce il Papa.

Qualcuno mi accusa di cantare vittoria per lo Statuto? Risponderei che l'unico Statuto, per me, è il Vangelo, e che i Pontifici Consigli vanno e vengono. La bontà delle intenzioni che ho nel cuore, dipendono dalla mia volontà, non da uno Statuto.

Chi professa eresie e disobbedienze, infatti, può anche riuscire a macchinare a sufficienza per guadagnarsi un qualche Statuto.

Ma per quanto vorrà macchinare... non potrà mai ingannare Dio.

Colui che può leggere nei cuori, sa bene che i neocatecumenali fanno tanto baccano sullo Statuto proprio per zittire la coscienza... perché in coscienza lo avvertono, che a furia di inganni e menzogne, si finisce dritti all'inferno.

lunedì 21 luglio 2008

Ancora sugli sproloqui neocatecumenali riguardanti lo Statuto

Mi hai detto tutte queste belle cose, ma... torniamo per un momento all'essenziale.

Non c'è né la firma del Papa, né il mandato esplicito del Papa.

Benedetto XVI non ha mai fatto parola degli Statuti: se fosse stato almeno un poco contento, avrebbe speso almeno una parola in qualche occasione (omelie, udienze del mercoledì, Angelus, discorsi, messaggi).

Invece niente, niente di niente. Silenzio totale.

E' proprio come avvenne per gli Statuti del 2002: il Papa è stato posto dinanzi al "fatto compiuto". E perciò tace. Tra qualche mese, probabilmente verso settembre, rivolgerà ai neocatecumenali un discorso per dire che ora vi tocca obbedire seriamente, e vi incoraggerà ad essere più docili alla Chiesa.

Cioè, in sostanza, riconoscerà pubblicamente che fino ad allora avrete ancora disobbedito.

E tutto quell'incoraggiamento di contorno servirà solo a non scandalizzare quelle anime semplici che sono state abbindolate dal Cammino.

Per loro, basta ricordare l'essenziale: l'obbedienza al Papa.

E perciò saranno proprio quelle anime la vostra condanna, perché vi accuseranno chiedendovi cose del tipo: "ma come, il Papa preferisce la comunione in ginocchio, e noi invece la facciamo seduti come all'osteria?... ma come, il Papa vuole che seguiamo i libri liturgici di tutta la Chiesa, e noi invece facciamo ancora a modo nostro? ...ma come, Kiko ci chiede ancora di disobbedire al Papa?"

La lettera di Arinze (in cui il Papa vi comanda di ritornare ai libri liturgici approvati dalla Chiesa) fa parte dello statuto (articolo 13, comma 3, nota 49).

Dunque le uniche due variazioni ammesse (citate per esteso in quella nota) sono la concessione di fare la comunione sotto le due specie, e lo spostamento del segno della pace (ma probabilmente tu lo Statuto non lo hai neppure letto).

Tutte le altre robe bislacche (balletto attorno all'altare, comunione seduti, monizioni chilometriche, risonanze ancora più chilometriche, prediche dei laici, celebrazioni a porte chiuse, aggiunte ed omissioni rispetto al messale romano, eccetera) costituiscono disobbedienza alla Chiesa.

Quel bugiardo di Kiko invece vi diceva "ora è Arinze a dover combattere col Papa".

E se Kiko è così bugiardo, come meravigliarsi che i neocatecumenali preferiscano la menzogna alla verità?

sabato 28 giugno 2008

Sostituire le catechesi eretiche col Catechismo della Chiesa cattolica

Elisa ha detto: Fare usare il catechismo della chiesa e non quello di kiko sarebbe già un buon motivo, anzi eccellente, per avere fatto tutto ciò!


Cara Elisa,

chi per quarant'anni ha sempre detto "forza Juve", non può improvvisamente e obbedientemente dimenticare tutto e cominciare a dire la verità (cioè che l'Inter è meglio della Juve).

Stai pur certa che un catechista neocatecumenale userà il Catechismo della Chiesa Cattolica solo dopo aver abbandonato il Cammino.

Dopo aver fondato le proprie fortune ripetendo acriticamente e tenacemente le scempiaggini di Kiko... dopo aver mostrato una faccia di bronzo disobbedendo al Papa perché così voleva Kiko... dopo aver tratto in inganno perfino i propri cari, propinando loro quelle stesse scemenze kikiane-carmeniane...

...dopo tutto questo, ci vuole veramente una grossissima grazia soprannaturale per rinnegare una vita di gravi errori fatti, insegnati, diffusi, professati.


Noi condanniamo l'errore neocatecumenale ma, specialmente dopo ciò che abbiamo visto, non ci facciamo illusioni.

Un "catechista" neocatecumenale che insegni il Catechismo della Chiesa Cattolica è pura utopia.

Una tra le tante possibili soluzioni sarebbe di far celebrare le messe delle comunità neocatecumenali a sacerdoti di provata pietà.

E di far insegnare il Catechismo della Chiesa, negli incontri delle comunità, da persone religiose di provata pietà e preparazione.

Anche questa, come vedi, è utopia: i "catechisti" e i "presbiteri" neocatecumenali non sono disposti ad arretrare di un millimetro.

giovedì 26 giugno 2008

Le solite mezze verità (grandi falsità) dei neocatecumenali

Carissimo Paolo,

ti prego di non dire idiozie.

Nel 1997 Giovanni Paolo II ha chiesto una "regolazione statutaria" per il Cammino.

Poi, quando nel 2002 furono presentati gli statuti ad experimentum, Giovanni Paolo II non intervenne, non fece parola, non disse nulla, neppure un minimo cenno.

Eppure nelle udienze, nelle omelie, negli Angelus, aveva tante occasioni per farlo... Ma come? Non era stato lui a volere gli Statuti?

Evidentemente non gli piacevano, aveva in mente qualcosa di diverso. Infatti, per mesi, vi circondò col suo assordante silenzio.

Dunque, tu mi stavi dicendo una mezza verità, cioè una menzogna.

Come tutti i neocatecumenali dotati di un po' di intelligenza, sei costretto a mentire sempre di più.

Hai detto che molti prelati hanno voluto l'approvazione del Cammino. Anche questa è una mezza verità, cioè una menzogna.

Moltissimi altri prelati non hanno voluto l'approvazione del Cammino. Ma tu ovviamente non ne parli.

E nemmeno fai cenno al "metodo" con cui sono stati convinti i tuoi prelati nella immaginifica Domus Galilaeae.

Si sono riuniti lì di loro iniziativa, o dietro caldo invito di Kiko? (lo sai bene: Kiko)

Si sono riuniti lì a proprie spese, o ha pagato tutto il Cammino? (lo sai bene: il Cammino)

Hanno discusso il comunicato finale per pervenire ad un accordo, o hanno letto il testo senza avere modo e tempo di dissentire? (lo sai bene: non hanno avuto modo di dissentire)

Hanno espresso un umile parere a seguito di una richiesta del "discernimento di Pietro", oppure hanno fatto pressioni per produrre un veloce risultato? (lo sai bene: pressioni)

Tu non sei un cretino, e certamente ti sarai posto domande come queste, ed anche più severamente di quanto non le abbia espresse io.


Non sei un cretino, e perciò sai bene che anche un cardinale può in buona fede convincersi della bontà di un cammino... se inondato e subissato di "input" adeguati.

Sicuramente non sei un cretino, e perciò non ti sfugge che un'adeguata campagna di marketing può far apparire come «benedizione» quella che purtroppo tutti gli indizi mostrano essere un'«estorsione».

Il fatto che tu non sia un cretino, non ti autorizza a pensare che lo sia io.

Per cui non puoi mentirmi in maniera così patetica, chiamando "benedizione della Chiesa" il risultato - ancorché equivoco - di accurate manovrine neocatecumenali.

Non puoi chiamare "benedizione della Chiesa" uno Statuto incompleto, pubblicato nonostante la mancanza del parere essenziale di altre congregazioni. E se anche dovesse venire parere positivo dalla CDF, perché mai ci sarebbe stato bisogno di pubblicare già adesso lo Statuto incompleto? La Chiesa è forse il posto delle manovrine politiche di leader di fazioni?

Per onestà non dovresti neppure pretendere che il prodotto di un Pontificio Consiglio rispecchi esattamente e minuziosamente la volontà del Papa.

Non puoi chiamare "benedizione della Chiesa" il prodotto delle vostre pressioni.


E' proprio come in quella parabola: il padre dice al figlio "va' a lavorare nei campi", e il figlio risponde "sì" ma poi non ci va.

Non ci va, perché segue la sua ispirazione, piuttosto che la volontà del Padre.

Tu non sei cretino, e lo avrai già capito bene: il Papa vi manda le sue "decisioni" attraverso la lettera di Arinze, voi prima dite "sì" e poi disobbedite.

Avete disobbedito con ogni scusa (l'ultima scusa era la "fase di transizione")... e ora pretendi pure che tale disobbedienza debba meritare come premio lo statuto?

Avete letteralmente fabbricato l'approvazione, e pretendete pure di chiamarla "benedizione della Chiesa".

Ma sbandierare l'autorevolezza del cardinale Rylko non può cambiare il marciume che alberga nel vostro cuore e che trasuda da ogni parola che correte a scrivere qui sopra.


Vedi, voi neocatecumenali partite da un presupposto protestante.

Il cattolico, se ha un'ispirazione, chiede umilmente che venga vagliata e corretta dalla Chiesa.

E se la Chiesa dice "no", allora il cattolico abbandona la sua idea anche se la ritiene giusta.

Il protestante, se ha un'ispirazione, la segue in ogni caso.

Voi siete protestanti che pretendono di essere qualificati come cattolici.

Kiko ha seguito la sua ispirazione, ed ha preteso di imporla alla gerarchia cattolica.

Anziché farsi vagliare, ha preferito andare avanti.

Anziché obbedire, ha preferito fare di testa sua.

Non sei cretino, e perciò certamente in cuore ti brucia dolorosamente l'idea che non dovrebbe essere quello il metodo per farsi "riconoscere" dalla Chiesa.

Certamente hai il terrore di pensare a quale "valore" abbia uno Statuto che è stato estorto con l'inganno e con le pressioni, con le mezze verità e le complete bugie.

Certamente hai presente che la benedizione della Chiesa è un dono immeritato, non una preda da catturare con ogni sorta di astuzie, trucchi, mezzucci, disonestà e finzioni.


Se anche riusciste a convincere perfino uno come me che siete cattolici... questo vostro metodo di mezze verità, di slogan, di insinuazioni, questo vostro metodo di falsità e di arroganza, di rapacità e prevaricazione, è evidente che ha per padre il diavolo.

mercoledì 25 giugno 2008

Permangono le eresie e le disobbedienze neocatecumenali

Un neocatecumenale del sud Italia è "passato al contrattacco", accusando me di essere "eretico e disobbediente". Ecco cosa gli ho scritto, rispondendogli punto per punto.


Carissimo fratello, chiariamo bene i termini.

"Eretico" non significa "sprovvisto di statuto".

"Eretico" significa "uno che professa idee in contrasto con l'insegnamento della Chiesa".


"Disobbediente" non significa "sprovvisto di statuto".

"Disobbediente" significa "uno che disobbedisce".


Avete disobbedito con e senza statuto.

Avete professato idee sballate con e senza statuto.

Non vi siete mai pentiti.

Per di più, ora, con la scusa dello statuto, fate ancora peggio di prima.

VERGOGNA!


La Chiesa è ancora garante contro il Cammino.

Parliamo infatti della Chiesa della Sacrosanctum Concilium, della Ecclesia De Eucharestia, della Tradizione, del Magistero, eccetera.


Tu invece identifichi la Chiesa esclusivamente come quell'entità che sotto determinate "pressioni" produce il risultato che voialtri neocatecumenali avete fabbricato.

Non abbiamo torto, perciò, a parlare di "momenti bui".


E comunque sai già che Kiko, campione della disobbedienza, ha la faccia tosta di annunciare sotterfugi perfino al momento dell'annuncio dello Statuto (per esempio, dopo un breve periodo di comunione "metà in piedi e metà seduti", dirà che ci si può sedere per tutto il tempo).

Nostro Signore legge nei cuori, e nelle Scritture ci ha già fatto sapere che non dobbiamo angustiarci se l'empio prospera.

sabato 7 giugno 2008

Divergenze? Macché! Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere...

Scrissi questa a settembre 2006 ma oggi, dopo quasi due anni, non cambierei una parola. Le disobbedienze del Cammino sono continuate anche dopo la scadenza della fatidica "lettera di Arinze", e c'è sempre qualche neocatecumenale - come il destinatario del messaggio qui sotto - che in buona fede (o apparenza di buona fede) tira fuori qualche acrobazia verbale per difendere il Cammino.

Carissimo,

chi cerca onestamente la verità sul Cammino non può limitarsi a vederne solo gli elogi. Specialmente nel momento in cui cominciano ad essere numerose le voci critiche (che vengono dall'interno della Chiesa, anzitutto dalla gerarchia ecclesiale! Non vengono da atei o da anticattolici! Non è come l'Opus Dei o i Legionari di Cristo, criticati solo dai cattocomunisti e dai comunisti).

Se uno appartiene al Cammino, ed il Cammino viene accusato di eresie e di abusi liturgici, cosa farà? Si straccerà le vesti (come sempre avviene), o più onestamente cercherà di capirci qualcosa di più?

Lo scopo del nostro lavoro è aiutare questi ultimi a capire di più (poiché per i primi vale purtroppo il detto "non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere").

Ciò che facciamo non abbisogna di dodici lauree in teologia. Ci basta il Catechismo. Ci basta la fede dei semplici. Ci basta la tradizione plurimillenaria della Chiesa. Ci basta ricordare che la liturgia cristiana ha sempre avuto quel particolare fascino, quella particolare sublimità del «fare questo in memoria di Lui».

Perciò facciamo appello almeno alla tua onestà intellettuale, e ti provochiamo con delle domande serissime, alle quali si può sfuggire solo barando o mentendo.


I testi delle "catechesi segrete" pubblicate dai cosiddetti "nemici" del Cammino (che ne hanno evidenziato le storture e le eresie), corrispondono a quanto ti è stato trasmesso dai catechisti, o no? i catechisti ti hanno insegnato il Catechismo della Chiesa, o ti hanno "testimoniato" i contenuti delle "catechesi segrete"?

E se i testi corrispondono, allora il commento che ne hanno fatto padre Zoffoli e gli altri, il confronto con la dottrina della Chiesa, il Catechismo, ecc., regge in piedi o no? sbaglia davvero chi dice che tra il Catechismo della Chiesa Cattolica e le catechesi del Cammino ci sono gravi contraddizioni? e se le contraddizioni appartengono solo al passato, perché costa tanta fatica condannarle esplicitamente?

Quanto agli abusi liturgici, le Messe sono ancora "messinscene", oppure dopo la lettera di Arinze sono diventate messe normali come quelle di tutta la Chiesa? perché mai ci vuole tanto tempo per obbedire? perché mai è passata la consegna di continuare come prima (sia pure per questi soli due anni) quando è evidente che le decisioni del Papa non erano di rinviare la soluzione del problema ma di affrettarla?

E quelle acrobazie verbali di Kiko e Gennarini... Noi ti chiediamo, indipendentemente da quanto tu li voglia bene, se siano davvero giustificabili, o piuttosto hanno ragione coloro che vedono che i vertici del Cammino vi ingannano? è forse giusto che chi vi guida abbia la facoltà di ingannarvi sia pure "a fin di bene"? i santi hanno mai ingannato "sia pure a fin di bene" coloro che li seguivano?

La lettera di Arinze è una frenata drastica agli abusi liturgici del Cammino, moderata solo da un prolungamento di un permesso temporaneo per lo scambio della pace.

Il Papa ha detto ai neocatecumenali che possono avvalersi di tutto ciò che era stato permesso a tutta la Chiesa già da tempo, ad eccezione dello scambio della pace (e quest'eccezione vale solo temporaneamente). E il Papa, ancor più magnanimo di quanto non meritereste, indica un tempo limite "entro due anni" per chiudere definitivamente la questione: ma è ovvio che in questi termini è una richiesta urgente, del tipo "prima concludiamo e meglio sarà".

E invece Kiko cosa fa? "Entro due anni" lo fa diventare "due anni". Una richiesta esplicita e urgente del Papa, la fa diventare un prolungamento degli abusi appena condannati. Perché nessun neocatecumenale si è mai domandato il significato di questi stratagemmi di Kiko? Perché mai nel rapporto col Papa occorre usare trucchetti astuti come questo? I neocatecumenali debbono obbedienza filiale anzitutto al Papa, o anzitutto a Kiko?

Possiamo forse noi pensare che Kiko si permetta piccinerie del genere e poi ciononostante i neocatecumenali riescano, di fronte a tanto augusto esempio, ad essere più santi di lui obbedendo da subito al Papa?

Se proprio non ti piace questo ragionamento, dimentica le mie parole, e rileggiti a mente fredda la lettera di Arinze e poi le interpretazioni di Gennarini prima e di Kiko poi: il tuo adorato Kiko si permette simili astuzie col Papa.

E il rapporto di Kiko col Papa non è solo questo; rileggiti le parole di Kiko del 3 giugno 2006, di fronte a mezzo milione di testimoni (a cominciare dal Papa e numerosi ecclesiastici), quando Kiko si lamenta che i vescovi sarebbero talmente stupidi da non "capire" di aver bisogno del Cammino Neocatecumenale («ma quanto è difficile, Santo Padre, che le istituzioni capiscano che hanno necessità dei carismi!»)

Le mie parole possono finire tranquillamente nell'oblio. Ma le parole di Kiko restano lì, a tua disposizione. Non è un'interpretazione, è un fatto.


Ti prego di non considerare "dialogo" il reciproco annacquamento delle proprie posizioni (un esercizio che consente, al più furbo degli interlocutori, di non arretrare di una virgola: ed è un esercizio in cui primeggiano i neocatecumenali, a giudicare dagli interventi di Kiko Argüello e Giuseppe Gennarini a proposito della lettera del cardinal Francis Arinze).

Le nostre divergenze nascono per le due nostre diverse esperienze:

1) io ho considerato il Cammino con simpatia per lungo tempo, anche quando i sempre più numerosi indizi poco piacevoli mi suggerivano di cambiare idea; anch'io, per un po', mi sono ostinato a credere agli slogan martellanti di questo Cammino "approvato", che in qualche modo produceva frutti che io non "capivo"... e alla fine mi sono dovuto arrendere all'evidenza, anzitutto a causa di due seminaristi neocatecumenali che ho avuto nella mia parrocchia, grazie ai quali ho conosciuto per bene il "sottobosco" del Cammino, fino a scoprire le osservazioni di padre Zoffoli (sì, quel padre passionista che ha speso una vita intera per i sacramenti, la direzione spirituale, la predicazione e gli scritti in difesa della sana fede cattolica), restandone stupito poiché corrispondevano con quanto avevo già dedotto io;

2) tu sei nel Cammino, e quindi in teoria avresti una conoscenza migliore della mia. Ma in pratica banalizzate qualsiasi argomento serio, annullate ogni critica, nascondete dietro tante gentili parole tutti i problemi, in nome di un irenismo ambiguo e pernicioso anzitutto per voi stessi. Dite che il Cammino vi porta alla fede della Chiesa, e nel frattempo professate eresie dicendovi (e gridandoci) che non sono tali; dite che il Cammino vi porta ad una maggior comunione alla Chiesa, e poi partecipate a liturgie straziate e ci considerate i "babbani" della fede; dite che il Cammino è un dono dello Spirito alla Chiesa, e non condannate (e forse neppure vi accorgete) di quell'obbedienza al Papa fatta solo di parole, parole e ancora esclusivamente parole, come nel Vangelo il figlio che dice "sì padre" e poi non va nei campi a lavorare: allo stesso modo Kiko e Carmen e Pezzi che dicono al Papa "siamo contentissimi delle norme che ci avete impartito" e poi lo ringraziano per la rilassatezza de "i due anni" (travisando l'urgenza degli "entro due anni") per la distribuzione della Comunione, e dichiarano addirittura che il loro errore sarebbe servito a portare gente "dalla tristezza all'allegria, dalla morte alla vita", ecc... Ecco qui, abbiamo "informato" il Papa che obbediremo a modo nostro (bel modo di essere cattolici, eh?)


Siamo davvero nella stessa fede cattolica? Lex orandi, lex credendi: il modo di pregare è indicativo di cosa credi e come credi. Ed il Cammino è ampiamente qualificato da quelle liturgie-cabaret neocatecumenali (dico "cabaret" poiché Kiko, Carmen e Pezzi hanno scritto al Papa che le proprie stravaganze liturgiche sono servite a portare la gente "dalla tristezza all'allegria") organizzate per tanti decenni dal visionario Kiko (dico "visionario" poiché Carmen nel giugno 2002 alla presentazione dello Statuto ha dichiarato che Kiko le disse di aver avuto una visione della Madonna: Kiko è come i veggenti di Fatima? oppure Kiko o Carmen ha inventato tutto?)

Dov'era (e dov'è) l'adorazione eucaristica tra i neocatecumenali? Dov'era (e dov'è) il rosario? Che fine hanno fatto la deprecazione delle processioni, della tradizione ecclesiastica tra Costantino e il Concilio Vaticano II, della genuflessione, delle preghiere in latino, del canto gregoriano? Vi hanno mai detto, nel Cammino, che il documento Sacrosanctum Concilium del Vaticano II insiste che il gregoriano abbia il primo posto?


Leggo il tuo intervento ed anzitutto prendo atto che finalmente hai ammesso che nella lettera di Arinze vi erano delle "correzioni" per il Cammino Neocatecumenale. Se vi erano dunque delle "correzioni", ti chiedo: c'è mai stato qualche catechista che abbia precisato che si "corregge" solo ciò che è sbagliato?

Parli della "riduzione" delle monizioni: ma davvero? tale "riduzione" ha tenuto conto dei seri vincoli imposti dai documenti citati nella lettera di Arinze? Oltre che "brevi", sono diventate anche "eventuali", oppure sono ancora "frequenti" (o peggio "sempre presenti")? l'avete capito che la lettera intende riportare ad "occasionale" e "breve" ciò che avete trasformato in "onnipresente" e "lungaggine"?

Quanto alle testimonianze (che vi pavoneggiate a chiamare "risonanze" come se aveste tutti una laurea in ingegneria), mi stai forse dicendo che pur ridimensionate non sono né diventate occasionali né spostate al di fuori della Messa? (cfr. Redemptionis Sacramentum, nr. 74; cfr. Ecclesiae de Mysterium art. 3.2 e 3.3; ecc.)


Lex orandi, lex credendi: la liturgia «per noi ha un significato molto forte», mi dici, come se ciò non fosse vero anche per noialtri non-neocatecumenali. Ma con quell'affermazione mi confermi che la tua fede non è quella della Chiesa, ma è una fede nel kikismo, che non tollera ingerenze del Papa sulle proprie liturgie.

Ciò mi rattrista particolarmente, perché il perseverare nell'errore è davvero diabolico.


Poi, vi prego, smettetela di fare confusione tra il "carisma" e la persona che lo ha portato. Le due cose sono inscindibili. Se si limitassero ad applicare l'esempio di san Francesco d'Assisi, i francescani non sarebbero francescani, ma sarebbero gente che tenta di vivere in povertà in nome di un regolamento. I benedettini non sarebbero tali se si limitassero alla Regola. I salesiani non sarebbero salesiani se si limitassero a eseguire ciò che ha prescritto don Bosco. L'errore tipico dei protestanti è ridurre il cristianesimo a una serie di regole (da calibrare a misura delle mode del momento).

È una sottile astuzia quella di separare il "carisma" neocatecumenale da Kiko Argüello e seguaci.

Significherebbe "brevettare" come intoccabile il metodo kikiano ("l'itinerario"), con la scusa che è un dono dello Spirito, ma i neocatecumenali sanno che finché Kiko è vivo, è da lui che si attinge il metodo.

Pertanto la sottile astuzia serve a dichiarare infallibile il metodo in modo da far risultare infallibile Kiko. Paradossalmente, questo è per noi un motivo per augurare lunga vita a Kiko, in modo che emergano le contraddizioni del suo "brevetto"!


Il vostro trucchetto ha avuto una parziale riuscita con l'approvazione dello Statuto nel 2002.

Lo Statuto definisce la "natura" del Cammino estrapolando una frase di papa Giovanni Paolo II.

Per giunta, pur essendo un "itinerario", è dotato di responsabili internazionali nominati a vita (come se fosse un'associazione), è dotato di una struttura gerarchica che ha da accordarsi coi vescovi (come se fosse un'associazione), non ha un patrimonio proprio ma devia le offerte alla Fondazione Famiglia di Nazareth per l'Evangelizzazione Itinerante (che ha finanziato la Domus Galilaeae) e pertanto è come se fosse dotata di un patrimonio proprio (come se fosse un'associazione). Si vuole far approvare come un "itinerario" (un concetto), ma ha tutti i tratti dell'associazione privata di fedeli fondata da Kiko e Carmen.

Vantate sempre quel "Riconosco" di Giovanni Paolo II nel 1990. Ma paradossalmente, a fine giugno 2002, Kiko ringrazia il Papa per l'approvazione dello Statuto, e il Papa non c'è. E nei giorni successivi il Papa (che tanto avrebbe "voluto" questa regolazione statutaria) non menziona neppure lontanamente l'evento.


Allora, a questo punto, nei panni di un neocatecumenale, mi sentirei tremendamente preso per il sedere da Kiko e Carmen in giù.

Nei panni di uno che ama Kiko, mi sentirei imbarazzato del sapere che Kiko mi sta ingannando.

Nei panni di uno che ha sempre stimato Kiko, mi sentirei nauseato dal vedere utilizzati mezzucci e trucchetti per carpire un'autorizzazione di un "itinerario" in modo da presentare una infallibilità di Kiko (vuoi vedere che hanno ragione quelli che impropriamente parlano di «una chiesa nella Chiesa»?)

Nei panni di uno che ha dato tanto per il Cammino (tempo, soldi, pazienza, fatiche, ecc.) mi sentirei ben poco allegro a sapere che tante mie risorse sono state investite nella direzione sbagliata: diamine, ero entrato nel Cammino per riscoprire la fede in Cristo ed appartenere di più alla Chiesa cattolica, ed invece scopro che Kiko anziché mendicare dalla Chiesa di essere corretto e guidato, va a sindacare dal Papa in difesa delle proprie idee su Cristo e sulla Chiesa (quelle stesse idee che attraverso i catechisti ha propinato a me). Diamine, vuoi vedere che il Cammino, dietro tanta grancassa, è in realtà una presa in giro? (mi interessa di più appartenere all'unica vera Chiesa, o m'interessa permanere nel Cammino?)

Certo, non ho troppo da ridire contro me stesso. Sono stato abilmente ingannato, continuamente ingannato, sono caduto nella tipica trappola emozionale, perché mi sentivo circondato da tante persone come me, perché pensavo sempre "qui tutti mi accolgono, qui i catechisti sono così bravi e generosi, hanno sempre la risposta a tutti i miei dubbi, qui tutti danno tanto tempo e tanti soldi e tanta fatica e tanta pazienza per quest'opera... potevo mai fare il bastian contrario?"


La nostra insistenza è perché sono in gioco le nostre anime. A cominciare dalla tua.

Durante tutta la storia della Chiesa, molti, in buona fede, sono stati ingannati da eretici ed anticristiani, ed hanno dato la vita per delle stupidaggini che ai loro occhi sembravano così eleganti e giuste.

Molti hanno deviato dalla retta via (l'unica garantita di persona da Gesù Cristo: «le porte degli inferi non prevarranno») per andare su una stradina secondaria ma emozionante ed attraente.

Anche Martin Lutero e i suoi seguaci ed emuli, di fronte ad una Chiesa oggettivamente in crisi, segurono le proprie geniali idee, riducendo il sublime Sacrificio Eucaristico ad una "cena", togliendo di mezzo ciò che non garbava (per esempio la confessione auricolare, il latino, ecc.), ridisegnando Gesù a propria immagine e somiglianza, esasperando e assolutizzando la lettura della Bibbia (dalla quale magicamente aspettarsi chissà cosa, come se l'intelligenza della fede fosse una banale lettura di un formulario).


In tutto questo non ci dilungheremo a chiederci: cui prodest? (a chi giova?)

A chi fanno veramente comodo le "variazioni" liturgiche del Cammino?

A chi fanno veramente comodo le "interpretazioni" dottrinali del Cammino?

A chi fanno veramente comodo i metodi del Cammino? (decenni di durata, spezzettamento in gruppetti, "neocatecumenalizzazione" delle parrocchie, cooptazione e "aggancio" della gerarchia ecclesiale, ecc.)

domenica 1 giugno 2008

Strategie neocatecumenali: banalizzare gli argomenti dell'interlocutore

Carissimo fratello,

la strategia tipica dei neocatecumenali è il cambiare discorso e banalizzare gli argomenti dell'interlocutore, e tu non fai eccezione. Di fronte all'accusa di disobbedienza, hai cambiato discorso, e ridotta tutta la questione alla possibilità della comunione sotto le due specie, ma:

1) non ho mai detto che è "superflua", sei tu che ti inventi le parole;

2) non ho mai detto che "si fa solo per intinzione", sei tu che ti inventi le cose per denigrarmi;

3) e tu hai sempre fatto finta di capire che il problema della vostra disobbedienza sarebbe banalmente riducibile alla comunione sotto le due specie.

Allora, chiariamo - per l'ennesima volta sono costretto a ripeterti le cose che ti ho già detto.


Punto primo: vi è stato chiesto dal Papa di fare la Comunione allo stesso modo di tutta la Chiesa. E voi avete sempre disobbedito e state sempre continuando a disobbedire.

Punto secondo: a chi vi fa notare che state disobbedendo, inventate mille scuse. "Periodo di transizione" (che è ampiamente scaduto)... "Comunione sotto le due specie" (che si può fare anche in altro modo)...

Punto terzo: "il pesce puzza dalla testa": e infatti è Kiko stesso che vi comanda di disobbedire. Kiko stesso ha scritto al Papa di essere "contentissimo per le norme", però, ma, però, ma, però... farà a modo suo. Ha "ringraziato" per i due anni, ha disobbedito per quei due anni, e ha disobbedito per un altro anno ancora fino ad oggi, e sta continuando a disobbedire.

Voi potreste benissimo obbedire alla Chiesa.
Ma disobbedite.

Potreste benissimo fare la comunione per intinzione.
Ma non lo fate.

Potreste benissimo usare ostie piccole.
Ma non lo fate.

Disobbedite.

Voi disobbedite e basta.

E disobbedite non solo quanto al modo di fare la comunione: disobbedite a tutto!


Voi parlate di "permesso orale di Giovanni Paolo II".

Cosa ci sia stato in quel "permesso orale", solo Giovanni Paolo II lo sa, poiché notoriamente Kiko si inventa le cose, esagera, vi imbottisce di menzogne.

Kiko dice "3200 alzate", e in realtà erano meno di mille, e per giunta c'erano molti bambini e molti che fingevano e scherzavano. Kiko è abituato a mentire.

Se Kiko vi dice bugie su questioni del genere... vi avrà mai potuto dire la verità sul leggendario "permesso orale"?

Vi viene concesso il permesso di spostare il segno della pace, e voi lo avete trasformato in permesso di straziare tutta la liturgia a modo vostro! Vergogna!

Voi affermate che Benedetto XVI vi avrebbe confermato quel "permesso orale" (forzando una vergognosa interpretazione delle sue parole)... e fate di tutto per fingere di non aver capito cosa vi ha detto e cosa vi ha fatto scrivere.

Voi dite che Benedetto XVI non vi ha "punito", ma vi vuole "aiutare": ma allora perché gli disobbedite?

Benedetto XVI ha deciso che le vostre liturgie debbano essere quelle del messale di tutta la Chiesa, "senza omettere né aggiungere nulla"... e voi invece gli state ancora disobbedendo.

Voi pretendete di obbedire ad un "permesso orale" ma non ad una lettera scritta (specialmente quando la lettera scritta contene "le decisioni del Santo Padre").

Le vostre intenzioni disoneste sono evidentissime.


Quanto alle monizioni e risonanze... cosa significa "brevi"?

Nella lettera vi viene detto che le eventuali monizioni, se ci sono, devono essere brevi.

Eventuali: cioè non devono esserci in ogni messa. Ma riuscirete mai a celebrare messe senza monizioni?

Brevi: se la prima lettura dura 40-50 secondi... si può forse dare dieci minuti di spazio alle monizioni? Cinque minuti? Tre minuti? Un minuto?

Anche se fossero 40 secondi di monizioni e 40 secondi di prima lettura, non ti pare che la parola dei laici abbia avuto uno spazio paragonabile a quello della Parola di Dio?

Anche se fossero 20 secondi di monizioni su 40-50-60 secondi di lettura, non ti pare che le monizioni occupino comunque una frazione considerevole della durata della lettura della Parola di Dio?

Vedi, qui non si tratta di contare "quanti secondi".

Si tratta solo di farvi rendere conto di quanto siano contrarie perfino al buonsenso le vostre "richieste".

Si tratta solo di farvi notare che trovate ogni scusa per continuare a disobbedire.

Mettete sullo stesso piano il vostro "parolame", e la Parola di Dio!

Voi promettete, promettete, promettete... ma non fate assolutamente niente per mantenere. Bugiardi!


Infine: quando il Papa si dice "riconoscente per i frutti del Cammino"... evidentemente non sta parlando delle eresie e degli abusi liturgici (che lui continuamente spera di veder eliminati).

Sta parlando invece di quei neocatecumenali che per invincibile ignoranza pensano che il Cammino sia una cosa buona (purtroppo si sbagliano), e pertanto hanno fatto opere di carità (che, anche se buone ed elogiate dal Papa, purtroppo nulla tolgono alle vostre eresie e ai vostri abusi liturgici).

Ma se il Papa fosse veramente "riconoscente" al Cammino... perché mai gli fa avere una tal lettera sulla liturgia?

E perché mai voi continuate ancor oggi imperterriti a disobbedirgli?

sabato 31 maggio 2008

Metodo, metodo! Questione di metodo!

Carissimo,

tu ti chiedi perché prendiamo sul serio le critiche ai neocatecumenali, e contemporaneamente deridiamo le critiche all'Opus Dei.

(avevo scelto l'Opus Dei solo come comodo esempio; non appartengo all'Opus Dei, ma conosco e stimo diverse persone dell'Opus Dei, e tutte le persone di cui più ho fiducia la stimano; potrei scegliere altri esempi, ma ritengo che al momento questo sia il più lampante; ovviamente non intendo fare un trattato lunghissimo, ma solo una brevissima serie di confronti che ritengo significativi)

Le critiche all'Opus Dei vengono per la maggior parte da ambienti ostili alla Chiesa (sia esterni, per esempio per motivi politici, poiché membri dell'Opus Dei sono direttori di banche, ministri di governo, ecc.; sia interni alla Chiesa, per esempio da parte di chi detesta lo stile "tradizionale" delle loro liturgie, il loro rigore su questioni dottrinali, ecc. Inutile precisare che la maggioranza assoluta delle critiche provengono da ambienti esterni).

Le critiche al Cammino Neocatecumenale vengono per la maggior parte da ambienti interni alla Chiesa.

L'Opus Dei ha ricevuto diversi appellativi: "una chiesa nella Chiesa", una "massoneria bianca", una "setta". Pressoché le stesse accuse che si fanno al Cammino.

Ma l'accusa di comportamento settario ha diverso valore se proviene da nemici della Chiesa piuttosto che dalla stessa gerarchia ecclesiastica.

L'Opus Dei è detestata per la tradizione di rigorosa obbedienza al Papa. Il Cammino è detestato per la tradizione di impenitente disobbedienza al Papa e ai vescovi.

La «segretezza» dell'Opus Dei è discrezione (cammino di santità senza ostentazione). La segretezza del Cammino è invece per proteggere le proprie stravaganze liturgiche e dottrinali dagli interventi legittimi e necessari della Chiesa stessa.

Le celebrazioni dell'Opus Dei seguono pienamente il Messale. Quelle del Cammino no. L'Opus Dei ha sempre avuto elogi sulla liturgia. Il Cammino ha sempre avuto rimbrotti sulla liturgia, perfino dal Papa (nella "lettera di Arinze").

Sì, anche i membri del Cammino sono contro l'aborto, contro la dissoluzione della famiglia (o almeno, si dichiarano contro la dissoluzione della famiglia), ecc., ma questo non giustifica lo strazio liturgico e le eresie.

Potrei proseguire a lungo, ma mi fermo qui.

Sono certo che anche nell'Opus Dei vi sarà qualche pessimo elemento. Sono certo che anche tra i Neocatecumenali vi è qualche ottimo elemento. Ma in entrambi i casi si tratta dell'eccezione: l'indirizzo generale di entrambi gli ambienti è abbastanza chiaro.

Di fronte a una pecorella ribelle, prima o poi i metodi delicati non bastano più. Verso il Cammino è stata già utilizzata tutta la carità possibile ed immaginabile. I risultati sono nei documenti di tanti vescovi "Faraoni", dai primi anni ottanta ad oggi: il Cammino è sempre un problema.

E ci sono anche quelli che non scrivono documenti: tanti vescovi che a malapena sopportano il Cammino, ma che non perdono occasione di ripetere ai neocatecumenali le cose semplici ed essenziali della fede.

Attenzione: non sto citando le testimonianze dei "fuoriusciti", sarebbe comodo. Mi riservo di citarle quando lo riterrò necessario, ma la mia base sono ciò che hanno visto i miei occhi, ciò che hanno sentito le mie orecchie, e in modo particolare ciò che hanno scritto del Cammino persone serie e qualificate (mons. Landucci, padre Zoffoli, mons. Bommarito, ecc., non sono certo "fuoriusciti" del Cammino, non sono certo impreparati quanto a dottrina e liturgia).


Ora, tu sei in una situazione difficile.

Tu vuoi bene a delle persone che, volontariamente o involontariamente, ti stanno ingannando.

Vuoi bene a delle persone che hanno più volte dimostrato di voler venderti per oro fino tutto ciò che ha un vago colore giallo.

Ti vendono per "iniziazione cristiana" una roba che è in realtà un'iniziazione al Cammino, cioè una setta. Ti vendono un cucchiaio per mangiar spaghetti: certo, con un po' di sforzo puoi mangiare spaghetti usando un cucchiaio, ma è ovvio che bastava una comunissima forchetta, come tutti gli altri. Il cucchiaio ti "scuote", ma non ti facilita la vera adesione alla Chiesa, non ti semplifica il vero cammino di fede. Anzi, te lo complica. Ti rende il cammino un "Cammino" pluridecennale, in cui è la struttura esterna a governare la tua fede, e non viceversa (ed infatti ci sono le "tappe", che sono tappe intermedie, non sono approfondimento). E tu, coinvolto emotivamente in quell'ambiente, continui a non domandarti come mai ti rifilano un cucchiaio anziché una forchetta, continui a non domandarti come mai occorre mantenere tanta distanza tra la prassi del Cammino e la prassi normale della Chiesa.

Vuoi bene a delle persone che considerano la tua fede una cosa da gestire a tappe. Ti vendono la patente di "cattolico adulto" che richiede decenni di preparazione (laddove abbiamo esempi di santità anche da bambini di sei anni: la fede non si "costruisce" a suon di passaggi e scrutini). Ti vendono continuamente slogan di compatibilità con la Chiesa, slogan sempre più complicati, spiegazioni e scuse sempre più complesse (ogni menzogna, per reggersi in piedi, ha sempre bisogno di altre e più complicate menzogne).


Noialtri, qui, siamo "rei" di fartelo notare, siamo "rei" di non sostituire la verità con un compromesso (ciò che in genere si cerca pomposamente di chiamare "dialogo" oppure "la verità nella carità"). Siamo "rei" di aver accettato il parere documentato di sacerdoti affidabili, come quelli poc'anzi citati. Siamo "rei" di aver visto in quei pareri e nei documenti di numerosi vescovi le stesse identiche critiche che facevamo al Cammino unicamente in base alla nostra esperienza. Siamo "rei" di sfidarti a dimostrare il tuo attaccamento alla Chiesa anziché al Cammino, per esempio obbedendo da subito alla lettera del cardinale Arinze.

Tu stimi e ami persone che ti hanno sempre ingannato e che ancora oggi ti ingannano: ti propongono per "in piena comunione" qualcosa che è rinomato per la disobbedienza, ti propongono per "approvato" quelle liturgie sempre più disapprovate, ti propongono per "cattolico" strafalcioni dottrinali, cupo pessimismo e allegria di facciata, insalatone misto di paroloni ebraici, slogan da stadio (come se il numero fosse garanzia di qualità), ti vendono per "fede" ciò che è un'esperienza molto religiosa, molto emozionante, ma tutt'altro che di vera fede cattolica, ecc.

Vado su qualche sito internet neocatecumenale (per esempio Catechumenium) e vedo che ti imbottiscono di slogan: mettono una vecchia foto di Kiko e Ratzinger a tavola, e scrivono "Kiko da sempre in perfetta comunione col Papa". Ma che gran logica, eh? il Papa sarebbe in "piena comunione" vita natural durante con chiunque abbia pranzato almeno una volta? Già, la comunione con Kiko è talmente perfetta che il Papa dà una gran bella botta di freni alle liturgie che Kiko il visionario da quarant'anni sta promuovendo. La comunione è talmente perfetta che lo Statuto è stato ripetutamente bocciato prima di ricevere almeno un'approvazione temporanea. La comunione è talmente perfetta che all'approvazione dello Statuto, papa Giovanni Paolo II trascurò per mesi tutta la faccenda. La comunione è talmente perfetta che tutti i vescovi che hanno criticato il Cammino non sono stati mai rimproverati da nessuno (fuorché dai neocatecumenali). La comunione è talmente perfetta, che Kiko può permettersi di sindacare davanti al Papa e mezzo milione di testimoni oculari: "ma quanto è difficile che i vescovi capiscano che hanno bisogno del Cammino!"

Ti stanno ingannando. Ma la colpa è anche tua, che – come loro – ti dichiari pienamente cattolico (intendendo: "ciò che faccio deve essere approvato") e insisti a non vedere e capire ciò che vedono e capiscono tutti gli altri cattolici: i documenti dei "Faraoni", la lettera di Arinze, ecc.

È mai possibile che un cammino "valido" per i "tempi odierni" abbia bisogno di mezzucci e stratagemmi per proseguire? Un piccolo esempio: Kiko, il 22 febbraio 2006, dice che è stata la stampa a presentare la lettera di Arinze come una "bastonatura" al Cammino, e dice che la lettera contiene invece esattamente le cinque cose che lui voleva, e conclude pateticamente con la quinta cosa: «...e per la comunione, ci dà due anni». Se lui voleva quelle cinque cose (che stanno in tutti i documenti già approvati per tutta la Chiesa, e stanno nel Messale in uso presso tutta la Chiesa), perché mai ha dovuto aspettare la lettera di Arinze per accorgersene? E quand'è che avrebbe mai detto che gli sarebbero bastati un paio d'anni per la Comunione ridotta a cenetta in osteria? Dopo quarant'anni che la promuove, invece di chiederla per sempre, si accontenta dei due anni?

Oppure, più semplicemente, è un patetico e maldestro tentativo di non ammettere che la lettera di Arinze è una vera bastonatura, dovuta a veri errori, che veramente il Papa non ne poteva più di sopportare?

Perché mai Kiko il visionario, che va in giro a dare lezioni di "santa umiltà" ai pontefici, a dicembre 2005 non ha avuto quel minimo di umiltà di dire che aveva sbagliato? «Fratelli carissimi, al Papa non piacciono le nostre Messe. D'ora in poi faremo come vuole lui: obbedire al Papa val più delle nostre tradizioni ed intuizioni».

Non l'ha fatto. L'avesse fatto, in tantissimi avremmo cambiato idea su Kiko e sui neocatecumenali. Avremmo visto per la prima volta un Kiko capace di obbedire, un Kiko umile, un Kiko che ama più la Chiesa che le proprie idee. Magari qualcuno avrebbe perfino sospettato che Kiko stesse scherzando, visto il caso unico nella storia del Cammino (molto osannanti, poco obbedienti), visto il clamoroso dietrofront possibile solo alla fede dei semplici (quella non "adulta", perché per il regno dei cieli occorre essere come dei bambini).

Non l'ha fatto, e ha anzi insistito nell'ingannare te e tutti i tuoi adorati neocatecumenali.

Il Cammino si fonda sulla superbia di Kiko e sull'inganno. Sulla superbia: considerare le proprie idee superiori a ciò che trasmette la Chiesa. Sull'inganno: conseguenza necessaria, perché ciò che insegna la Chiesa è noto, e non conviene "giocare a carte scoperte".


Qui non si tratta di fare l'esamino dei peccatucci di Kiko, o di quanti rosari si porta tra i pantaloni, ma l'esame di questioni liturgiche e dottrinali.

Molti grandi eretici avevano una grande esperienza religiosa ed una vita spirituale impeccabile: povertà, castità, obbedienza, preghiera, ecc., ma poi diffondevano errori dottrinali madornali (travestiti da "purificazione" della fede, travestiti da "cambiamento" in positivo, travestiti da "spiritodelconcìlio", ecc.)

Non basta ostentare una grande esperienza religiosa e una vita spirituale impeccabile. Al tempo di san Francesco d'Assisi, c'erano molti altri che facevano e dicevano le stesse cose, ma che finirono o nell'eresia, o nell'oblio. La grandissima differenza tra loro e Francesco d'Assisi era nel fatto che per quest'ultimo era più importante obbedire al Papa che agire di testa propria.


Come vedi, non è per amore di "gossip" che facciamo tutto questo. È per amore dell'unica vera Chiesa, ai suoi insegnamenti, alla sua liturgia: non possiamo straziare a piacere ciò che Cristo stesso ci ha donato, ciò che la Chiesa stessa ci ha tramandato.

Sono personalmente del tutto certo del "terremoto interiore" di Kiko, della sua grande esperienza spirituale, e del fatto che non veda l'ora di promuoverla.

Ma sono anche altrettanto certo che la spiritualità in questione non è quella giusta, poiché dietro tanti paroloni ("umiltà", "lode", ecc.) cova una disobbedienza sistematica, covano convinzioni che odiano profondamente la correzione della Chiesa, covano errori che pretendono di essere riconosciuti dalla Chiesa come se fossero verità rivelata da Nostro Signore stesso.

Tu dici che nel Cammino non ci sono storture ma, tanto per tornare al solito esempio delle "confessioni pubbliche", puoi dirlo solo cambiando il nome alle cose per nasconderne la vera natura. Esattamente quel che hanno fatto gli eretici di tutti i tempi. L'aprirsi davanti agli altri, per di più in un momento liturgico o paraliturgico, scoperchiare le questioni in foro interno, sia pure con delicatezza, è pericoloso. Pericoloso perché prima o poi qualcuno finisce per confessare davvero. Ed infatti è proprio ciò che è successo - guarda caso - negli ambienti neocatecumenali. Tu neghi l'esistenza delle "confessioni pubbliche", ma sei smentito proprio dal fatto che affermi la bontà delle "risonanze", delle "testimonianze", degli "interventi" più o meno "spontanei" (sappiamo già quanto può essere "spontaneo" un intervento indotto da un ambiente emotivamente coinvolgente), che finiscono per essere proprio delle "confessioni pubbliche" che scarnificano le coscienze (perché a furia di sentir confessioni pubbliche, prima o poi qualche catechista cominciò a gestirle e... il resto è storia degli ultimi quarant'anni).

Tu dici che nel Cammino non ci sono errori dottrinali, ma il tuo è un grido disperato, perché a fronte della pubblicazione commentata in dettaglio delle "catechesi segrete", ancora nessuna condanna è mai venuta dai neocatecumenali (che si scherniscono preventivamente dicendo che "Kiko non ha scritto nulla", trascurando il fatto che Kiko non ha mai condannato quelle idee, che anzi vengono addirittura vantate per "approvate" dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: e sappiamo bene, anche da eventi recentissimi, in cosa consistano gli slogan neocatecumenali gridati ai quattro venti).

Kiko continua a propalare la stessa mentalità e gli stessi errori, magari talvolta ammantati di un'aura di legalità perché ci si infila a forza qualche citazione del Catechismo (come quando ci fu la seconda sonora bocciatura dello Statuto, nell'autunno del 1999).

Tu stesso potresti prendere le distanze da ciò che campeggia in quegli Orientamenti (più che del diavolo, sono opera del fanatismo ignorante di due stolti che confusero la loro capacità di convincere gente con la garanzia della soprannaturale bontà di ciò che elucubravano al momento).

Tu stesso dovresti riconoscere lo spirito settario, la puzza di gnostico, l'inganno perpetrato ai tuoi danni. Arriva la fatidica "lettera di Arinze", e che succede? Niente, silenzio. Minimizzazione, silenzi, banalizzazioni. Arriva alla stampa, e che succede? Niente, minimizzazioni, banalizzazioni. Gennarini s'incarica di interpretarla a modo suo: comicamente, l'agenzia Zenit pubblica la lettera e l'intervista, stridenti fino all'inverosimile. Questo è il metodo neocatecumenale: settarismo alla carlona (evidentemente i vertici hanno scarsa stima dei neocatecumenali di livello più basso: bah, semplicioni, cui si può ben rifilare un'intervista di Gennarini).

Il metodo gnostico per eccellenza: ai neofiti diamo in pasto una bella immagine di compatibilità con la Chiesa, e man mano che vanno avanti gli precisiamo che quando dicevamo certe cose facevamo sul serio. Nel frattempo che propaliamo gli slogan sulla compatibilità e l'obbedienza, continuiamo ad insistere sui nostri contenuti: le catechesi di Kiko e Carmen sono la base da cui attingere, base mai smentita, base mai corretta, base sempre promossa e mai rinnegata. Il neocatecumenalismo di qui è uguale a quello australiano, a quello del Baltico, a quello africano, a quello spagnolo e italiano.

Lettera di Kiko, Carmen e don Mario Pezzi al Papa, datata 17 gennaio 2006: si dichiarano contentissimi delle norme, pieni di gratitudine, e due righe dopo scrivono che i loro svarioni liturgici avrebbero portato la gente "dalla tristezza all'allegria". Si dichiarano contentissimi e grati, e poi dichiarano che la Messa-cabaret che il Papa ha chiesto di eliminare, sarebbe invece una cosa buona. Dalle mie parti questa è considerabile non meno che un'esplicita dichiarazione di disobbedienza. E se tu sei d'accordo col contenuto di quella lettera, ti stai associando al loro errore: l'errore di considerare i vertici del Cammino superiori allo stesso Papa.


Ti stanno ingannando. Ti hanno propalato un minestrone di verità ed errori: e sai bene che la verità mischiata all'errore è uguale all'errore.

Ma anche se tu prendessi le distanze da quegli orientamenti, anche se tu chiedessi che le celebrazioni neocatecumenali fossero quelle di tutta la Chiesa (senza tavole imbandite, senza cabaret, senza protrarsi per ore intere, senza isolarsi dal resto dei cristiani, ecc.) resta il fatto che i tuoi beneamati catechisti continueranno a proporti quello stesso genere di errori, figli della superbia conclamata di Kiko.

Se io fossi il diavolo tentatore di Kiko, non gli suggerirei direttamente errori e disobbedienze, ma insisterei sempre e solo sulla superbia: «se ti perseguitano, è perché hai ragione: non devi domandarti chi e perché ti perseguita, ma devi solo pensare "ho ragione"».

Se io fossi il tuo diavolo tentatore, non ti suggerirei grandi peccati, ma ti suggerirei di ripetere a te stesso che ami la Chiesa grazie al Cammino, ti infonderei certezze, ti farei perfino pregare di più e partecipare con più fervore alle liturgie... neocatecumenali, s'intende: la Messa normale è solo per i "cristiani della domenica", per te la vera Messa, la Messa più appetibile, è solo quella della «Trattoria da Kiko, prezzi modici», con tavolone centrale e Comunione storpiata. Al demonio, in realtà, non è che dia troppo fastidio la preghiera o il fervore nel difendere la Chiesa: al demonio è sufficiente che ci sia qualche errore in campo dottrinale e liturgico, e che tali errori non vengano mai scalfiti dalle circostanze. Per il demonio è una vittoria strepitosa farti considerare la Comunione come un allegro banchetto (banalizzazione dell'Eucarestia: cosa può chiedere di più il demonio?)

C'è un proverbio, da queste parti, che suona pressappoco così: «il medico pietoso ottenne solo di far morire il paziente». È esattamente il motivo per cui, dopo aver tentato con le "buone", si passa alle "cattive" - ai metodi, cioè, di monsignor PierCarlo Landucci, di padre Enrico Zoffoli, di don Elio e don Gino e di quanti altri hanno osato parlar chiaro non appena verificato lo scempio, senza annacquare di insulso irenismo le proprie considerazioni.


Tu critichi padre Zoffoli dicendo che avrebbe visto negli Orientamenti un «nuovo catechismo», dici che Kiko non avrebbe scritto nulla, ecc. Ma sei sicuro che sia davvero così? Come avrebbero fatto quegli errori dottrinali e liturgici a diffondersi sistematicamente ovunque il Cammino abbia messo piede? Il solo fatto che vescovi di tanti posti diversi, di sensibilità diverse, di epoche diverse, abbiano criticato sempre le stesse cose del Cammino, indica non solo che quegli Orientamenti sarebbero "il nuovo catechismo neocatecumenale", ma anche l'assenza più totale di correzioni nel momento in cui pervenivano critiche concrete. Diamine, dal 1983 al 2002, da mons. Foresti a mons. Bommarito, si critica il pessimismo e la scarnificazione delle coscienze, significherà pur qualcosa!

Dici che non trovi serie divergenze dottrinali con altri ambienti. Ma sareste disposti, per esempio, a celebrare la Messa in latino secondo l'indulto di Giovanni Paolo II? Come avete accolto la questione della Messa di san Pio V, di cui si è parlato in queste settimane sui giornali? (quella sì che sarà un metro di misura, perché è esattamente ciò che Kiko ha sempre criticato: il celebrante che dà di spalle al popolo, il popolo in adorazione, la maestosità della liturgia, la lingua latina, la Comunione ricevuta in ginocchio e solo alla bocca, la tradizione di venti secoli interi di cristianesimo...)

No, è evidente che voi non l'accetterete neanche se vi venisse imposta: per voi la Messa è una chiassosa mangiata in compagnia, non la "ripetizione incruenta del sacrificio": il banchetto può ben essere cabarettistico, ballato e suonato, il Pane consacrato può ben essere trattato alla carlona... il tutto coperto dalla vergognosa (e falsissima) scusa delle "prime comunità cristiane", come se tutto ciò che la Chiesa ha fatto e capito e spiegato per venti secoli sia da buttare.

Il Sacrificio Eucaristico, invece, implica una presenza seria, consapevole, commossa, di fronte a Gesù Cristo presente in ogni frammento delle ostie consacrate (per cui non c'è bisogno di mangiare una pagnotta intera per fare la Comunione).


Xavier Léon-Dufour è un biblista da tempo “passato di moda” e ormai dimenticato in quanto di idee eretiche. Nel 1971 costui pubblicò il libro Resurrection de Jesus et message paschal (cioè “resurrezione di Gesù e messaggio pasquale”; edizioni Du Seuil, Parigi, 1971) che insinuava a pagina 252 che non ci sarebbe stata la “rianimazione” del corpo morto di Cristo (proprio il contrario di ciò che è affermato nei numeri 657, 645 e 646 del Catechismo della Chiesa Cattolica), spingendosi addirittura alla dichiarazione ambigua che la Resurrezione sarebbe “un fatto, ma non un evento storico” (il che sarebbe umoristico se non fosse così smaccatamente eretico; il n.639 del Catechismo, peraltro, afferma invece che è storico: «Il mistero della Risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate»).

Dufour è dimenticato ovunque... tranne nel Cammino. La Hernández si è sempre ispirata sommamente a quel tizio, tant'è che tra voi neocatecumenali circola ancora un dizionario del cristianesimo da lui scritto.


Quelle maledette catechesi neocatecumenali scuotono la gente, ma non nella direzione giusta. Scuotono un'esperienza religiosa, ma che non ha molto a che spartire con l'esperienza cattolica. "Scuotere" non basta: occorre insegnare la vera fede. E invece voi scuotete, scuotete, e ancora scuotete. Scuotimento perpetuo. La Chiesa utilizzata come "ente approvatore" del Cammino. Tanta Bibbia, e niente catechismo. Kiko ha detto questo, Kiko ha detto quello, Carmen qui, Kiko là. È un inganno, è l'inganno neocatecumenale, e tu – purtroppo – per motivi di affetto (e ancor più per le emozioni provate finora) ci sei dentro, dentro fino al collo e oltre.

Parli dei canti del Cammino? Vuoi veramente aprire il discorso su quegli orrendi canti del Cammino?

Il canto è espressione artistica, e non un semplice accompagnare parole e suoni (per giunta strimpellando una chitarrella "alla maniera di Kiko"). Nella liturgia il canto è stato inserito per renderla ancora più maestosa, non "per far cantare il popolo". In teoria, il popolo che canta durante una liturgia, lo fa per renderla più bella, più solenne: non lo fa "tanto per cantare".

Il primo canto neocatecumenale che sentii fu "Risuscitò". Orbene, fin dalla prima volta che l'ho sentito (non sapevo neppure che era un canto di Kiko) ebbi la nettissima impressione di un canto piagnucoloso, di una rara cupezza, che parla (parla?) della Risurrezione. La Risurrezione, l'evento storico per eccellenza, e i neocatecumenali lo cantano con un decrescendo funereo, che più funereo e triste è difficile immaginare. Anzi, non è un canto, ma è un mantra – come tanti altri canti ultra-ripetitivi in uso nel Cammino. La musica tradisce evidentemente l'idea che si ha dell'argomento che si sta cantando: l'evento centrale della storia della salvezza è ridotto a una cupezza colossale. Ci mancano solo le lacrime (di tristezza) quando si arriva al versetto "alleluia". Diabolica associazione tra la tristezza e la salvezza: veramente diabolico.

E quell'altro canto, sulla "shekinàh" del Signore? Oltre che cupo, è anche fastidioso. Come se fosse composto da una persona isterica che grida in modo da esorcizzare ciò che dice, allontanare ciò che nomina. La Madonna ridotta a qualcosa di fastidioso, di cui liberarsi, come attraverso le urla di una persona colta da esaurimento nervoso. Diabolico, veramente diabolico: l'uso del termine "shekinàh" rende poi la Madonna qualcosa di mitologico, di estraneo, di lontanissimo. La Corredentrice allontanata e banalizzata. Avete mai sentito qualche canto mariano normale? La Salve Regina cantata in latino, le varie versioni cantate (in latino) dell'Ave Maria, l'Ave Maris Stella, ecc.: che abisso di differenza!

Talvolta si dice "dimmi cosa canti e ti dirò chi sei": le vostre ridicole schitarrate da suonatori di bongo di tribù barbare e sottosviluppate ("cavallo e cavaliereeee!") vi qualificano ampiamente. Ecco perché ritengo più che appropriato il termine tribalismoper le vostre liturgie.

Quanto ai canti per la liturgia, nelle parrocchie c'è generalmente una pessima tradizione (non tutti hanno laude medievali, gregoriano, ecc., non tutti hanno cori polifonici, persone che cantano per qualcosa di diverso che il mettersi in mostra, ecc.) Ma lo sfascio neocatecumenale va ben oltre le peggiori parrocchie che io abbia mai visto.


Infine: non ho scritto da nessuna parte che Kiko, il 3 giugno 2006, avesse parlato a nome di tutti i movimenti. Al contrario.

Del resto, il discorso di Kiko del 3 giugno è fin troppo chiaro: «ecco la missione del Cammino Neocatecumenale».

Vai a rileggerti attentamente la pagina di commento a quel discorso solenne.

Ho letto e riletto (e ancora riletto e meditato) quel discorso di Kiko, prima di mandare l'articolo al sito Verità sul Cammino Neocatecumenale.

Non ho bisogno di acrobazie verbali per sostenere la mia posizione. Bastano le parole di Kiko stesso.

Parole che pesano non come pietre, ma come macigni. Kiko il visionario sapeva bene cosa stava per dire e a chi stava per parlare.

A mia memoria, è la prima volta in assoluto che un leader di un movimento si lamenta pubblicamente dal Papa, insultando i vescovi perché "non capiscono", per giunta in un'occasione importante come quella, davanti a tutta quella gente, e per di più affermando che la Chiesa abbia "necessità" di ciò che ha fondato lui.

Niente male come ennesima dimostrazione della propria superbia.

E tu lo stai seguendo, lo ami, lo segui, consideri importantissima ogni cosa che dice, anche quando l'evidenza ti suggerisce il contrario.

Se io fossi il tuo diavolo tentatore, ti farei continuare così, e per metterti a posto la coscienza ti concederei perfino di partecipare a tante cattolicissime iniziative contro l'eutanasia, l'aborto e tutto il resto (a quelle il demonio opera altrove; nel caso in esame è la tua anima che il demonio vuol guadagnare). Ti farei perfino usare il Catechismo della Chiesa Cattolica nelle tue catechesi, purché tu continui a considerare fondamentale la Sintesi Kerigmatico-Catechetica ricevuta dal Cammino. Ti farei perfino apprezzare il rosario (naturalmente in versione neocatecumenale, mica come "i cristiani della domenica"), purché tu resti affezionato alle interminabili Messe-messinscene neocatecumenali, dove il Sacrificio Eucaristico è ridotto a una mangiata chiassosa nella "Trattoria da Kiko, prezzi modici".

Auguri.